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Yamaha TMax

Il compromesso storico? Già fatto. Ci ha pensato la Yamaha, avvicinando ancora di più il TMax alle moto:...

Yamaha TMax
...telaio in alluminio, motore più efficiente e “pulito”, estetica da sportiva che sa essere elegante.

Lo scooter
I lettori più attentiavranno notato che da tempo Super Wheels  non si occupa di scooter per dare più spazio alle moto sportive, carenate o  nude che siano. Questa volta facciamo un’eccezione, e il perché è presto detto.

Il mercato è invaso da questi comodissimi e indispensabili veicoli da città e tra essi ne svetta uno in particolare, sia per l’enorme successo commerciale sia per le sue conosciute doti dinamiche. Detto questo, si è già capito di quale modello si parla.

Il TMax Yamaha, però, non è qui con noi per questi due validi motivi, ma perché è lo scooter che più si avvicina a una moto; non perché sia il più veloce della classe o il più grosso di cilindrata ma per la qualità della guida, spesso superiore a quella di alcune non perfettamente riuscite moto di media cilindrata. È quindi il maxiscooter ideale per parlare dell’infinita diatriba tra motociclisti e scooteristi, due mondi paralleli che non si incontrano mai ma che il TMax riesce ad avvicinare.

Questo in teoria. Sempre in teoria un motociclista resterà motociclista tutta la vita, ma in pratica sappiamo che molti dei “nostri” sono passati al TMax per una ragionevole serie di motivi. Prima di tutto la comodità. Un maxiscooter permette di recarsi al lavoro senza grattare le scarpe né infangare i pantaloni, ha una comoda poltrona su cui accomodarsi e un utilissimo vano sottosella che si usa durante il viaggio per riporre gli oggetti del lavoro prima, oppure, giunti a destinazione, per custodire l’abbigliamento tecnico e il casco. Per risolvere su una sportiva o una naked il problema del bagaglio dovrei per forza violentarla con un bel bauletto. E vogliamo parlare del passeggero? Se a questo aggiungiamo che il TMax va come una scheggia ed è anche sicuro e divertente da guidare, ecco che si comprende perché molti motociclisti non disdegnino il maxi Yamaha.

Detto questo concentriamoci su questo nuovo modello. Nuovo perché ha un’inedita carrozzeria, è arrivato un bel telaio in alluminio e ci sono anche numerose modifiche al motore. Unico difetto il prezzo elevato: con quella cifra ci scappa una moto seria. Questo è il nostro giudizio, quello del mercato però è diverso. Il TMax va fortissimo da anni ed è il veicolo a due ruote più venduto. Quindi ci siamo sbagliati, il prezzo è giusto.

Il design
Siamo ormai abituati, girando per le grandi città e non solo, a vedere scooter enormi, poco filanti e pesanti nelle linee, più orientate al comfort che al miglior bilanciamento formale. Il TMax, di contro, sfoggia tratti omogenei e longilinei, con una vista laterale particolarmente pulita e piacevole. Le sovrastrutture lasciano intendere che la distribuzione delle masse è spiccatamente incentrata sulla parte anteriore, qualità essenziale per uno scooter che si vuole far guidare. Non è solo una soluzione di puro gusto visivo, ma la prova che la Yamaha vuole sottolineare in maniera decisa l’impronta sportiva del TMax.

Una tondeggiante e morbida composizione anteriore è ben affiancata da un posteriore più secco e delineato. L’uso di placche in alluminio rende la pedana più grintosa e cromaticamente piacevole, regalando una spiccata sensazione di lucentezza. Lo scudo è stato ridisegnato per richiamare il più possibile il look delle sportive di Casa: i fari sono di generosa dimensione e ben accoppiati con le gemme degli indicatori di direzione che, perfettamente integrate incastonate nella carena, ne completano le forme.

Il parabrezza montato di serie è particolarmente alto per garantire la massima efficacia di protezione dall’aria. Per chi ritenesse lo schermo perfino troppo esteso, come optional se ne può acquistare un modello decisamente più basso, per rendere il design frontale più piacevolemente aggressivo.

La sezione del codone ricorda l’aggressivo posteriore di una supersport, ma non possono mancare i comodi e robusti maniglioni laterali, utili sia come appiglio per il passeggero sia per issare lo scooter sul funzionale cavalletto centrale.

La guida
In sella al nuovo TMax si ritrova la comoda posizione di sempre. Si apprezza in particolare il maggior spazio a disposizione, dovuto non a nuove quote ma a leggeri ma efficaci ritocchi sul manubrio più basso e avanzato, sulla sella, ora più alta e dalla seduta leggermente più ampia. L’obiettivo è rendere il TMax ancora più simile a una moto e con questa impostazione l’anteriore viene ben caricato, migliorando la tenuta di strada ed il controllo sull’avantreno; l’effetto collaterale è una migliore accoglienza.

Tutti i comandi sono al posto giusto e di facile azionamento, con la manopola dell’acceleratore a corsa corta, come vuole la tradizione sportiva. Dopo aver compreso il funzionamento del blocchetto dell’avviamento si può accedere facilmente al vano sottosella, ampio, comodo e di estrema utilità, una delle qualità dei maxiscooter che tutti i motociclisti invidiano.
 
Il sound del motore è pieno, piacevole perché grintoso ma allo stesso tempo educato. Sganciato il comodo freno di stazionamento, tramite la leva posta sotto la manopola sinistra, il TMax si lascia portare facilmente sin dalle prime manovre. Lo scooter trasmette un’immediata sensazione di leggerezza anche alle velocità più basse, è sufficiente una lieve pressione sul manubrio e subito cerca la piega. I cambi di direzione sono precisi e veloci, segno di buona manovrabilità che si dimostra ideale nell’uso cittadino, nonostante gli ingombri non proprio trascurabili. Ci si muove agili a tutte le andature e non manca un’eccellente sensazione di stabilità, anche sul fondo sconnesso. Buche e avvallamenti non mettono in crisi la robusta ciclistica e le coperture di serie offrono un ottimo appoggio anche nelle pieghe più accentuate, da vera sportiva.

Anche in viaggio si gode di un elevato comfort, limitato solo dall’avvertibile effetto di risucchio dell’aria dietro l’alto parabrezza. 

Già di primo acchito il rinnovato propulsore ci sembra più brillante del precedente. Dai rilevamenti si è visto che si è perso qualcosa nella velocità di punta, ma al posto della manciata di km/h rubati dalla Euro-3 è arrivata una maggiore grinta allo spunto e una più piacevole progressione in accelerazione, le qualità che più si apprezzano e si sfruttano in un veicolo di tale destinazione. E poi c’è l’estrema facilità del propulsore: la trasmissione automatica permette di sfruttarlo al 100% senza alcuno sforzo: basta ruotare la manopola dell’acceleratore per arrivare in pochi secondi alla velocità permessa dal Codice, e questo avviene senza alcuna malizia, senza manovrare frizione, cambio o altro.

La stabilità sul veloce è sempre stata una delle doti del TMax, ed è proprio quella che lo rende gustoso da guidare, attenuando quella più o meno sottile sensazione di insicurezza che si prova guidando uno scooter. Sui curvoni veloci e in pieno appoggio si gode maggiormente della ciclistica: più si dà gas e più svaniscono i dubbi e aumenta il feeling col mezzo, così la “manetta” alla fine rimane sempre aperta.

Sui tracciati scorrevoli ma non troppo impegnativi il TMax è molto divertente da guidare, anche per un motociclista, perché non mostra tratti scooteristici particolarmente evidenti, sebbene le reazioni e la posizione di guida, pur migliorata, appartengano evidentemente alla categoria. Si notano maggiormente nei rapidi cambi di direzione, situazioni in cui si avvertono una maggiore inerzia del retrotreno e la taratura turistica delle sospensioni; la stabilità è comunque assicurata, e per evitare qualsiasi problema basta semplicemente adottare una guida... ragionevole.
 
La frenata è pastosa e modulabile ma decisa. Il nostro consiglio, se si arriva da una piccola cilindrata e viste le facili prestazioni, è quello di richiedere la versione ABS.

A conti fatti il TMax conferma la sua immagine di maxiscooter indovinato, sia per la nuova linea, davvero notevole, sia per la guida. A questa si affiancano pure facili e brillanti prestazioni. Se proprio volessimo gettare un po’ di benzina sul fuoco potremmo dire che nelle mani di un buon pilota, su una strada né troppo veloce né troppo contorta, il maxiscooter Yamaha può rompere le scatole anche a una moto di maggiore cilindrata.

Le qualità dinamiche sono infatti notevoli e la guida divertente, tuttavia il feeling, sia per la posizione in sella, il propulsore automatico e la ciclistica, resta  da scooter. Come è giusto che sia.

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