Social

Cerca nel sito

Una V nel cuore

La Moto Guzzi V7 Sport è stata una vera moto da Rocker, Vesuviani e non. Ma chi lo dice che le Aquile moderne non facciano più sognare i Duri & Puri? La V11 e la Griso, ad esempio…

Una V nel cuore

di Raffaele Taglialatela

 

Negli Anni ‘70 le maximoto diventano il sogno di tutti: sono belle, fascinose, attraenti, diventano un fenomeno di moda fino a togliere clienti a qualche spider (anche se qualcuna di quelle moto è usata solo… al bar). Alcune maxi italiane sono davvero stupende e passeranno alla storia di quegli anni, perfino nei caroselli. In quello delle caramelle Elah, ad esempio, un cow-boy interviene in Moto Guzzi V7 Special ad aiutare chi è in difficoltà. La Bike Of The Year del ‘71 viene dagli Inglesi assegnata, ovviamente, alla Norton Commando 750, ma in Italia il nostrano Premio Varrone va alla mitica V7 Sport.

Vincenzo ‘O Cinese arriva un sabato pomeriggio di giugno all’Ace Cafe vesuviano a bordo della sua BSA Lightning, perfetta lucidissima. Sfodera una rivista con la prova della V7 Sport fatta dal grande Mike Hailwood e, tra lo stupore di tutti, dice: “e mo’ so’ tarantelle per tutti! Lunedì mattina tutti alla Guzzi a via Rettifilo, m’aggia accatta’ a V7 Sport!”. Il lunedì, la storica (e all’epoca unica) Concessionaria Guzzi è presa d’assalto da una banda di Rokers. La Sport troneggia nella vetrina principale ed è cavalcata con curiosità da un po’ tutti, nonostante le lamentele (chiamiamole così per decenza…) della proprietaria della Concessionaria. Dopo un “match” durato più di un’ora, ‘O Cinese firma il contratto per la V7 Sport. Ovviamente non la telaio rosso, di cui esistono solo 150 pezzi, ma la telaio nero in livrea verde. Costa 1.500.000 lire e la Lightning è valutata poco più della metà: le inglesi sono richiestissime! Solo ad Agosto ‘O Cinese riceve la V7 Sport, e ovviamente “omaggia” i Rockers Vesuviani casa per casa. Che bella moto, uno spettacolo da guardare e da guidare. Bassa, agile, potente, il tempo di guardare una curva che già l’hai fatta. A parte certa componentistica dozzinale, ci sono i semimanubri regolabili, il cruscottino compatto, l’ammortizzatore di sterzo regolabile. Ma la cosa entusiasmante è che, con la V7 Sport, la Guzzi finalmente le suona a tutti, soprattutto le Jap: fila da far paura.

Solo le prime tre marce la vedevano appaiata alla Commando, anche per colpa di un cambio impreciso, ma poi… La V7 Sport  l’unica maxi che supera veramente i 200, lo dicono i test delle riviste (vabbé, ce n’era una sola di rivista…), anche se la frenata non è sufficiente. Ma quale maxi all’epoca ha una bella frenata? E così ‘O Cinese diventa l’arma letale dei Rockers Vesuviani nelle sfide del sabato sera.

 

Una “V” da 7 a 11

Questa moto è colpevole di aver scatenato in molti la passione per le due ruote, o di averla alimentata se già esisteva. È accaduto al vostro caro Rocker Vesuviano, ad esempio, che di chilometri con le Guzzi di tutti i tipi ne ha fatti un mare, dopo quell’innamoramento da V7 Sport.

Quindi potete capire la gioia provata quando, nel 1999, Raffele‘O Presidente e Renatino Furia (impennava sempre, come il famoso cavallo del West “che beve solo caffè”) hanno a disposizione per un’intera giornata una V11 Sport Verde Legnano a testa, prima vera novità sportiva di Mandello dopo decenni. L’esperienza è meno… traumatica del previsto. Per guidare una Guzzi sportiva bisogna anche pensare come guzzista: le Guzzi sportive non sono un fast-food ma un piatto raffinato che bisogna consumare con tutta calma per poterne apprezzare tutte le qualità. E così, senza darle subito troppa confidenza ma dialogando con essa per capirla, insieme a Furia si fanno 250 km tra Caserta e Costiera Amalfitana, alla maniera dei “vecchi tempi”. C’è qualcosa di nuovo nell’aria… anzi d’antico. Che “motona”, e che male ai polsi e alla schiena… Ma che goduria dopo circa 30 anni risedersi su una Guzzi Sport degna di questo nome, tosta e docile al tempo stesso. Ah, se quei freni, quel cambio e quella coppia fossero esistiti ai bei tempi dell’Ace Cafè nostrano… Gli ex Rocker rinati sognano, ma le mogli hanno pronto un brusco risveglio: “Non ti permettere, che faccio scoppiare Casamicciola!”. I motociclisti non dovrebbero mai sposarsi, e così il sogno della V11 Sport Verde, la Guzzi più Guzzi di tutte, non si realizza. Finché non arriva la Griso.

 

 

Cattiva a modo suo

Non evoca nulla di precedente dei fasti sportivi di Mandello, è un’autentica muscle bike all’italiana, mai vista prima: coppia da trattore, cambio buono e ben spaziato, frenata da riferimento, ciclistica buona e sincera, “effetto cardano” quasi zero. E poi due cilindroni che pompano di gran gusto, con un tiro tra i 4000 e gli 8000 giri grazie al quale non sei secondo a nessuno. Ma occorre volerle bene ed avere massima fiducia in lei se non vuoi spalmarti in terra! Non ti si concede assolutamente alla prima uscita ma poi, proprio come la antenata V7 Sport, si prende la mano e son gioie e sorrisi.

Ma non solo… Sentite qua. Sgambata veloce tra Piedimonte Matese e la Piana di Chiazzo, circa una decina di chilometri di misto veloce dove ‘O Presidente e Massimino ‘O ‘Nzallanuto danno tutto gas, con la Griso il primo, il secondo su Speed Triple 995i. Arrivato il momento di fermarsi per la sigaretta di rito, una Hyundai bianca con uno strano lampeggiatore blu taglia la strada. “Ma dove diavolo credete di stare?! Documenti, e toglietevi il casco!”, urla il tizio in giubbotto di pelle nera e occhiali da Terminator, mentre il compagno via radio dà le targhe. Poi, visti i documenti: “Maro’, possiamo mai sospendere le patenti a chi potrebbe essere nostro Padre? Ma come vi viene in mente di fare Valentino Rossi alla vostra età?! Ma non vi siete accorti che vi stavamo inseguendo? Bell’esempio, alla vostra età. Andate va’, ma piano, che non si va così in moto!”.

Dopo la sigaretta, e commentando che mai più ripeteranno tali insane gesta, i due riprendono gli ultimi chilometri di curve. Ovviamente a tutto gas. Ma la colpa è delle moto, una in particolare. Effetto Griso?

Tutto su:

Commenta con
Commenta con
AGGIORNA COMMENTI

Commenta la notizia

Voglio fare il tester

Acquista il libro online