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Cosa differenzia rumore e musica? Non un mero fatto tecnico, piuttosto la capacità di dare emozioni. Per un motociclista un’orchestra e un motore su di giri sono la stessa cosa

SOUND CHECK

 

Cosa differenzia rumore e musica? Non un mero fatto tecnico, piuttosto la capacità di un suono di dare emozioni. Per un motociclista un’orchestra e un motore su di giri sono la stessa cosa

 

 

Una persona, sapendo che mi occupo sia di motori che di musica (sono da una ventina d’anni saxofonista professionista), mi ha chiesto se il rumore di un motore può essere considerato musica. Sono stato tentato di rispondere con argomentazioni tecniche (le vibrazioni, le risonanze, il fatto che l’impianto di scarico in pratica è uno strumento a fiato), ma poi mi è sembrato più interessante vedere la questione dal punto di vista filosofico. La discriminante è infatti l’aspettativa dell’ascoltatore, la sua voglia di definire musicale una sensazione acustica, per quanto apparentemente non armonica.

 

Il musicista è colui che usa i suoni (e i rumori) con finalità creative, per provocare sensazioni piacevoli ma anche incuriosire, sperimentare, stimolare, evocare ricordi, trasgredire. Quindi si tratta di un’operazione consapevole, progettuale, i cui risultati hanno valore in sé, a prescindere dal consenso che riescono a guadagnare. Sono allora strumenti musicali tutti quegli apparati che vengono usati a questi scopi.

 

Venendo agli ascoltatori, i primi tra questi sono proprio i musicisti, anche se alcuni a volte perdono un po’ la capacità di ascoltare in maniera pura. Pensano alla tecnica, alla forma, e si perdono la sostanza. Mica tutti, ma tanti. La gente normale, invece, decide a pelle se un suono è musica. Piace o emoziona? È musica. Disturba? Rumoraccio! Dipende però da come si è formata la nostra percezione e dall’educazione (musicale ma non solo). Se per tutta la vita ci hanno propinato musica classica, è chiaro che una chitarra distorta non ci piacerà. Se siamo abituati alla melodia all’italiana, il jazz be bop sarà assolutamente ostico.

 

Nel campo delle moto, sappiamo bene che, agli appassionati, il rumore del motore suona come una voce sublime. Rumori meccanici, rombosità di aspirazione, risonanze di scarico, tutto questo rende vivo ogni motore, e gli dà un proprio suono, originale e ricco di sfumature, un canto che cambia al variare dei giri, da educatissimo sussurro a trascinante sinfonia. Ma anche qui conta il punto di vista.

Se i nostri figli ci hanno bucato le orecchie per anni coi loro cinquantini smarmittati, allora li odieremo (i motorini). Ma se abbiamo fatto lo stesso ai nostri tempi, allora il fragore di un’espansione ci fa nascere un sorriso. Magari del rumore della moto non ci importa nulla, ma poi prendiamo una custom e cominciamo a farci venire la paranoia di essere gli unici con lo scarico originale (stesso discorso per le sportive). Cominciamo a “legare” con suoni più espliciti e coinvolgenti, e il gioco è fatto. Se nostro padre ci ha tirato su a pane Formula 1, se ci ha portato alla pista di cross o al kartodromo, se ci ha chiesto di dare delle sgasate mentre regolava il carburatore, se ci ha scarrozzato in Vespa, magari “aprendo” bene… Se alle medie le ragazzine ci hanno fatto capire che gli interessava quel tipo col motorino truccato, se abbiamo assistito ad una rievocazione storica di moto da corsa, magari pluricilindriche… Se abbiamo cominciato presto a capire che quei motori potevamo farli cantare noi col nostro polso (piede) destro, se abbiamo collegato gli aumenti di volume alle accelerazioni brucianti… Ecco, quei rumori saranno per sempre musica.

Insomma, il sound è importante, viene progettato come l’estetica: le moto elettriche generano scetticismo anche (soprattutto?) perché non “cantano”.

 

Anche questa è cultura, e se volete divertirvi e, perché no, imparare qualcosa, cercate “engine sound” su un motore di ricerca. È un modo un po’ relativo per vivere una passione, ma non si può sempre andare in pista, e comunque non esiste che un appassionato di motori non sappia come suona una Moto Guzzi 8 cilindri, o una Honda RC 166. Ma anche solo una MV Agusta F4 740.

A proposito: e quando il rumore di un motore viene usato “per fare musica”? Andate su Youtube e digitate “f1 sings”: non crederete alle vostre orecchie.

 

 

 

P.S.: l'articolo è tratto da SW di ottobre2010, rubrica Accelerando.  Cliccate qui o sul link che trovate sotto la foto per vedere la pagina originale.

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