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Siamo solo noi

Brividi, adrenalina, trasgressione, emozione...

Siamo solo noi

... l’avere la meglio sul tran tran quotidiano.Ttrasformare l’esperienza del viaggio in una cosa divertente per il solo fatto di guidare è roba da moto


La moto è rimasta l’unico mezzo di trasporto che possa permettersi di essere dipinto come emozionale.
So bene che lo scooter e certe moto “intelligenti” sono il non plus ultra del politically correct in questi trafficatissimi e inquinatissimi tempi, ma l’argomento che fa ancora più presa e su cui punta la pubblicità è quello della forza, della potenza e della velocità. Prestazioni massime e numeri da brivido.
Ovvio che con lo spirito giusto (ma anche un bel motore e un telaio come si deve) ci si potrebbe divertire anche in auto, ma per le quattro ruote non è più l’argomento principale e solo certi Marchi sportivi possono puntare ancora sull’emozione e sulla visceralità. Agli altri sono rimasti il comfort, la facilità, l’economia.
L’auto ormai è una questione ecologica. A ben vedere si potrebbe discutere su cosa ci sia di ecologico in un’ibrida che va a 130 costanti in autostrada usando solo il motore termico o su quanto spirito ecologico ci sia nel tirar fuori i pulitissimi GPL e il metano solo quando la crisi costringe a puntare sul fatto che sono anche economici. La necessità aguzza l’ingegno, poi qualsiasi soluzione diventa plausibile se consegnata alle capaci menti del marketing. Un’auto potrebbe essere descritta come emozionale ma la cosa non va di moda, non è corretta. Allora meglio esaltare le ibride, vero must che riesce a compromettere l’obbiettività di più di un osservatore. Compresi gli amministratori che coprono di incentivi l’acquisto di auto pulite, ok, ma anche pulitine e pseudo pulite.
Che sfortuna, l’auto emozionale non scaccia la crisi e non dà diritto a incentivi…
Evidentemente i mezzi di trasporto veloci, velocissimi, esistono. L’aereo, ovviamente, ma anche i treni ad alta velocità. Però vi sfido a trovare un articolo in cui si esalti la sensazione di spinta che si riceve al decollo o quando i velocissimi treni liberano tutta la potenza in piena campagna. Nessuno. Si parla di velocità in termini di tempi di percorrenza, non la si esalta certo come facevano i futuristi. Ci sono i caccia militari, gli aerei acrobatici, il deltaplano, l’aliante, il parapendio, il kite surf e il paracadute ma mi sembra che non siano proprio dei mezzi di trasporto, no? Quindi siamo fuori tema.
Scendiamo di livello: la bicicletta. È sana ed ecologica ma l’usarla in sé non è emozionale. Semmai l’usarla in certi contesti o in certi modi (free style, BMX, Down Hill). Rimangono il cavallo e la moto. Non a caso il motociclista è detto centauro e in inglese guidare la moto si dice to ride, alla lettera “cavalcare”. Però il cavallo non è (più) un mezzo di trasporto canonico, lo si usa solo per divertimento, così viene meno l’aspetto utilitaristico. Depennato anche il cavallo dalla nostra lista.
Quindi resta la moto, veicolo sempre in bilico tra plauso sociale e pubblico ludibrio le cui doti inebrianti ben conosciamo, quindi non sto a descriverle. Forse ci toglieranno il divertimento, forse impareremo a cercarlo altrove. Ma per ora godiamoci questi ultimi scampoli di irrazionalità, teniamoceli stretti e proclamiamo con fierezza la nostra voglia di trovare gioia e piacere nel lacerante canto dei quattro cilindri o nel pulsare frenetico dei twin; nell’ebbrezza della saponetta che gratta l’asfalto, nella linea dell’orizzonte che si abbassa mentre l’anteriore punta al cielo.
Nel sentirci spinti, tirati, spostati; sfidati, sfiancati, consumati; gratificati, premiati: felici.
Altro che mezzo di trasporto.

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