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scuola guida - BMW GS Academy

Per la sicurezza, per divertimento, per imparare...

scuola guida - BMW GS Academy
...a sfruttare tutte le qualità della vostra enduro, per migliorare, per sfizio. Ma anche per guidare più sicuri su strada. Scegliete la motivazione, ma sappiate che la GS Academy, scuola di guida in fuoristrada BMW, soddisfa tutte le aspettative.

Castelfalfi (FI)
Con tutte quelle moto da fuoristrada presenti nei listini di tutte le Case è facile fantasticare sulla possibilità di raggiungere le più esotiche mete o anche solo di trarsi d’impaccio in una situazione imprevista. In effetti il problema non sono le moto (divieti permettendo) quanto i piloti che, nella maggior parte dei casi, non hanno messo quasi mai le ruote fuori dall’asfalto.

Questione di fiducia, di paura, di esperienza. E allora facciamola, questa esperienza. La possibilità esiste, è la GS Academy, scuola di fuoristrada BMW per clienti e non. Il corso, che dura due giorni e prevede lezioni teoriche e di guida, è di livello basico e si tiene ogni anno a Castelfalfi (FI), con il mitico Beppe Gualini come direttore tecnico (15 Dakar da privato, vincitore della categoria Marathon e 11° assoluto come miglior piazzamento. Già la sua presenza è una motivazione sufficiente per fare la GS Academy...) coadiuvato da Angelo Maggi, Fabrizio Kasner e Fabrizio Giulini. Ci siamo stati, ecco tutta la verità.

Finalità
Lo scopo della GS Academy è imparare a riconoscere le difficoltà che possono presentarsi nella guida in fuoristrada e acquisire la consapevolezza/padronanza per saperle risolvere senza fidarsi della fortuna o dell’improvvisazione. Il risultato è che si impara a sfruttare tutte le potenzialità della moto, come non si fa quasi mai per le enduro.

I percorsi e gli esercizi ricreano, in condizioni realistiche ma controllabili, le tipiche situazioni off-road. A disposizione tutta la gamma enduro BMW, dalle F 650 e 800 GS alla R 1200 GS, dalla R 1200 GS Adventure alle più sportive (e impegnative) G 650 Xchallenge e HP2 Enduro.

Gualini ci invita a scambiarci le moto ma alla fine più o meno tutti si scelgono la propria e quella tengono. Compresi quelli che inizialmente pensano di avere fatto una scelta sbagliata. La Adventure, ad esempio: qualche pilota più mingherlino all’inizio la maledice perché proibitiva nelle manovre o da rialzare in caso di scivolata salvo poi scoprire una insospettabile, efficacissima e stabilissima moto tuttofare, sicura e comunicativa anche sui terreni più “fetenti” (definizione di Gualini). Addirittura per certi versi meglio delle specialistiche HP2 e X Challenge, più sportive ma altrettanto meno inclini a perdonare eventuali errori.

1° giorno: si inizia da zero
Il primo giorno si formano i gruppi e chi scrive, digiuno di tassello, finisce tra i principianti. E allora via con i fondamentali: come curvare, la posizione e la sicurezza in sella, guida con una mano o un piede solo, su terreni instabili, con curve strette a piccole frenate. Poi si passa allo slalom stretto, alle salite e discese, il tutto nel campo “B”, attrezzato con terrapieni, paletti, montagnole, buche che ricreano artificialmente le situazioni del fuoristrada reale.

Si va in terra spesso e volentieri. Qualcuno si scoraggia, qualcuno si incaponisce e allena la forza di volontà, ma all’ora di pranzo gli istruttori cominciano a fare i primi complimenti.

Al pomeriggio tutti al campo “A”, dove ritroviamo le stesse condizioni ma in un contesto tutto naturale. È un grandissimo gusto già solo il trasferimento sugli sterrati a volte compatti e volte più mossi e pietrosi, a volte lisci e a volte molto segnati. Ma sempre dannatamente polverosi... Al campo “A” c’è il fettucciato relativamente veloce, ma anche tratti irregolari appositamente cercati o ricreati per migliorare il controllo: il toule ondulè (terreno ondulato come quello provocato dal vento nel deserto), i gradini, i canali, le buche... Ci si concentra molto sulle frenate. Un esercizio ostico (più a dirsi che a farsi) per chi va in strada è quello con cui si sperimenta il limite di aderenza: si procede lentamente a gas costante, poi si comincia a frenare fino a provocare il bloccaggio dell’anteriore. A quel punto non si tira la frizione, non si molla il gas, non si molla il freno di colpo, l’obbiettivo è procedere con la ruota anteriore bloccata che “ara” il terreno, modulando il freno e alleggerendo la ruota anteriore spostando il peso indietro.

Ovviamente l’ABS e il controllo di trazione vanno disinseriti, perché deve essere l’uomo a guidare la moto, non lei a decidere cosa è meglio. Bisogna imparare a riconoscerlo da noi, questo meglio, anche a costo di cadere provando. Tanto si va davvero piano, a volte anche meno di 10 km/h, quindi nessun problema. Ovviamente con l’aumento della confidenza Beppe ci invita a dare più gas. Così magari chi non era ancora andato per terra...

La giornata finisce con un tour tra paesaggi stupendi e timidi funambolismi, così per divertirci. I nostri apripista, invece, procedono rilassati senza sollevare un filo di polvere. Come facciano rimane un mistero, dato che noi alziamo, anche senza volerlo, tanta di quella terra che gli ultimi della fila ci lanciano maledizioni.

2° giorno: promossi!
Veniamo spostati nel gruppo di quelli (abbastanza) esperti e la cosa ci riempie di orgoglio. Andiamo però in una “classe” che ha già percorso tappe che finora abbiamo tralasciato, quindi eccoci in prima linea tra pendenze ben più ripide, passaggi a mezza costa, lunghi discesoni, curve in contropendenza... Ma il bello arriva col tour. Uno si aspetta la stessa musica del giorno prima e invece il road book prevede solchi profondi mezzo metro, fesh fesh (sabbia fine dove è facilissimo impantanarsi), pietraie, rami secchi dappertutto, mulattiere anguste, le tracce da evitare e quelle inevitabili, curve strettissime tra le piante… Se lo si fa per la prima volta è uno stress.

Invece siamo stati bravi, tutti (quasi) arriviamo alla fine dei percorsi difficili senza problemi, e comunque il gruppo dà sempre una mano ai meno fortunati o audaci. Per terra nella sabbia finissima ci finiamo anche noi ma, come volevasi dimostrare, basta sollevare la moto (da soli, grazie alla tecnica appresa) e tirare un paio di calci alla leva del cambio per ripartire come se niente fosse. Ecco l’importanza del sapere cosa fare, e la BMW GS Academy è la scuola ideale per chi parte da zero. Noi possiamo dire di aver imparato davvero tanto e di aver acquisito una certa disinvoltura, come ci hanno confermato (con grande nostra soddisfazione) gli istruttori.

I costi
Partecipare alla GS Academy costa 800 euro tutto compreso (vitto, alloggio e moto, eventualmente anche abbigliamento). Ovviamente il viaggio è a carico del partecipante. Prezzo altino, ma davvero è un’esperienza che ci sentiamo di consigliare. Per info e iscrizioni www.bmw-motorrad.it

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