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SBK: Checa parte a razzo. Biaggi secondo.

Come previsto dopo i risultati dei test e della superpole, il pilota spagnolo della Ducati Althea fa propria Gara 1 del round australiano.

La prima gara del mondiale SBK va a Checa. Come previsto dopo i risultati degli ultimi test australiani e della superpole, il pilota spagnolo della Ducati Althea fa propria alla grande Gara 1 del round australiano.

 

Al via è Biaggi (Aprilia) a scattare, cosa non inedita, ma sbaglia la prima staccata e il comando va a Laverty. Brillanti primi giri per il pilota irlandese, ma ben presto viene ripreso da Checa e dal romano, che si attestano in prima e seconda posizione.

Anche Haslam (BMW) e Melandri (Yamaha) si mettono subito in luce, con una prima parte di gara arrembante e le moto che sbandano e derapano da tutte le parti fin da subito, specie la tedesca, in evidentte affanno.

Mentre Checa e Biaggi prendono il largo, all’11° giro Melandri agguanta il terzo gradino del podio, e intanto anche Rea (Honda), nonostante le cadute delle prove, appare in palla e tiene come un mastino la scia di Haslam.

 

Al 9 giri dal termine Rea va lungo e perde parecchie posizioni, lasciando strada libera a Laverty, Michel Fabrizio (Suzuki) e Haga (Aprilia), autori di una buona Gara 1. In particolare il romano n° 84 è in forma, e a 7 giri dal termine soffia il 4° posto a Laverty.

 

Per il primo e i secondo posto non c’è storia, mentre la bagarre per le posizioni dalla terza alla ottava vede impegnati un gruppo di piloti racchiusi in pochi secondi: nell’ordine, Melandri, Haslam, Fabrizio, Laverty, Haga e Corser (BMW).

A 5 giri dal termine Haslam fa finta di non accorgersi dei problemi di assetto della propria moto e passa in terza posizione, ma Melandri non molla assolutamente, nonostante la spalla ancora dolorante, e insidia il britannico fino alla fine. Il tutto sotto l’occhio dei vicinissimi Fabrizio e Laverty. Intanto Noriyuki e Corser segnano il passo, soprattutto l’australiano, che viene passato anche da Smrz (Ducati) e Sykes (Kawasaki).

Per i piloti che vogliono il terzo gradino del podio, gli ultimi 4 giri sono un susseguirsi di attacchi all’arma bianca con staccate da panico e uscite in derapata con le moto che scalciano coi piloti impegnatissimi a tenere le ruote in pista.

 

Alla fine Checa vince per distacco su Biaggi (4,3 secondi), mentre il podio è completato da un concreto Leon Haslam. In extremis Laverty soffia il quarto posto a Melandri, con Fabrizio, Smrz, Sykes, Haga e Corser a seguire fino al decimo posto.

 

Bene Rolfo (Kawasaki, undicesimo) e Badovini (BMW, quattordicesimo), mentre non sono certo contenti Rea e Toseland (BMW). Ma almeno il primo per qualche giro è stato coi primi, mentre James non è mai stato in gara.

 

 

Insomma, la Ducati non è ufficialmente in corsa ma vince, la BMW sembrava in difficoltà e si prende il podio, Biaggi si conferma ai vertici, mentre Melandri e Laverty fanno discretamente sorridere il team Yamaha.

 

Appuntamento per Gara 2

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