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Roberto Festa

Pilota del CIV, tecnico autorizzato dell’Andreani Group e consulente in pista di numerosi piloti, tra cui il nostro Massimo Accornero. Istruttore del corso avanzato di guida in pista organizzato dalla CF-Promotion sul circuito di Lombardone.

Roberto Festa
In questo appuntamento ci siamo dedicati alla guida sportiva avanzata. Il tuo corso è diviso in livelli ben definiti?
No, non troppo. Perché è l’allievo che determina il livello. Se ci sono dei buoni piloti ci si concentra sulla posizione di guida, non tanto sulla postura, che di massima un esperto già assume correttamente, ma piuttosto sull’azione e sulla distribuzione dei pesi. In genere si lavora sui dettagli. Per esempio ho visto che pochi piloti in frenata stringono efficacemente le gambe sul serbatoio, tecnica che oltre a distribuire meglio il peso rendendo la moto più stabile, consente di risparmiare un pesante lavoro di braccia, aumentando la resistenza e limitando la possibilità di insorgere dei crampi. Poi si passa alle traiettorie.

Le traiettorie non sono un argomento trito e ritrito per un pilota?
Sì, ma ci sono sempre margini di miglioramento, soprattutto nella tecnica dello spigolare, che oggi si usa anche con le seicento, viste le prestazioni che si sono raggiunte.

Insomma, dritti alla corda, curva veloce e aprire in ritardo per non finire troppo larghi. Ne so qualcosa...
Non è solo quello. La giusta azione in sella e le traiettorie corrette permettono non solo di andare più forte, ma anche di risparmiare energia. Magari un pilota è veloce, ma se gli manca qualche malizia tecnica si stanca presto. In gara invece è importante risparmiare energia, si è più efficaci sulla distanza e si riesce ad essere concentrati per un tempo più lungo.

Ho visto che dai spiegazioni dettagliate e approfondite.
Una cosa a cui tengo molto è spiegare il perché di alcune tecniche. Capire cosa c’è dietro un movimento è importante, e questo l’ho imparato proprio grazie il lavoro di istruttore. Dopo aver spiegato un movimento mi sentivo chiedere: perché si agisce così e non in questo altro modo? Pensare ai motivi che ci sono dietro determinate tecniche è importante, è più facile memorizzarle ed eseguirle correttamente. Così si migliora.

Perché Lombardore? Non è meglio, per esempio, Misano?
Il primo vantaggio è che non c’è l’alta velocità, un ostacolo difficile per l’apprendimento: chi viene in pista per un corso deve prima superare la paura dell’alta velocità e solo in seguito riesce ad assimilare ciò che ascolta. Per esempio, oltre alla logica tensione, un effetto collaterale della velocità è chiudersi sulla moto alla ricerca del riparo psicologico, più che fisico, del cupolino, guidando così in posizione molto centrale. Siccome nella guida sportiva occorre invece sporgersi parecchio, è chiaro che se devo affrontare una curva a 200 km/h lo faccio meno “volentieri”, o comunque con maggiore tensione, perdendo di vista l’obiettivo più importante di quel momento. Per esempio nei corsi che abbiamo tenuto a Rijeka abbiamo sempre perso mezza giornata per trovare la tranquillità giusta per apprendere le nozioni. A Lombardore riesci ad applicare subito la tecnica fin dai primi turni.

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