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Piaggio Zip by Polini

L’ultimo ritrovato della tecnologia applicata ai piccoli motori 2 tempi...

Piaggio Zip by Polini
...Oggi sono ancora in molti a credere in questi propulsori, ora sappiamo perché.

Lo scooter
Abbiamo provato sul kartodromo Orobico di Curno (BG) il prodotto sicuramente più indicato e maggiormente riuscito per poter partecipare al campionato al quale è dedicato. Si tratta dell’ormai noto Piaggio Zip SP, il modello di scooter più compatto prodotto dalla Casa di Pontedera. Un mezzo cittadino destinato ai piccoli spostamenti che in questo specifico caso è stato portato all’estremo, stravolto, rivisto nei minimi dettagli per poter regalare a chi lo piloterà sensazioni forti, emozionanti, gli stessi piaceri della guida di un vero mezzo da competizione.

Non stiamo parlando di una semplice e umana elaborazione per un motorino alla quale saremmo anche abituati, ma parliamo di un kit che fornirà la bellezza di 22 CV alla ruota per circa 60 kg di peso in ordine di marcia, più di 15000 giri/min e oltre 140 km/h di velocità massima. Un mezzo prestazionale che non vedrà mai la strada pubblica ma solo i circuiti a lui dedicati e che dovrà essere usato da persone esperte, capaci di mantenere sempre la concentrazione necessaria per guidarlo in maniera sicura.

Lo Zip Polini Evolution, attrae l’attenzione di un vasto ventaglio di clienti, si va dal giovanissimo pilota appena forgiato nei campionati di minimoto fino ai venerandi ultratrentenni i quali, stufi di spendere capitali assurdi per godere delle emozioni della pista, decidono di cimentarsi con un prodotto a basso costo di acquisto e di utilizzo ma dalle emozionanti doti velocistiche.

Polini ha un suo motto: “trasformare il meglio in massimo”. Questa volta ci è riuscita bene, plasmando, oseremmo dire, il piccolo gioiello della Casa di Pontedera in una pura macchina da competizione con tutti gli attributi e il carattere di una vera moto sportiva. I costi inoltre sono relativamente accessibili, anche se stiamo pur sempre parlando di un prodotto da competizione, e non certo paragonabili alle spese di gestione di una moto da gara. Polini offre il suo kit, con in omaggio alcuni gadget come magliette, cappellini, felpe, al prezzo di 3.588 euro. Vi potrà sembrare caro per uno scooter, certo, ma a listino con questa somma si acquistano a malapena uno scarico completo per una quattro cilindri in linea e un paio di treni di gomme.

La guida
In tutta confidenza, non ci saremmo mai aspettati qualcosa del genere. Avevamo pensato che sicuramente il prodotto sarebbe stato valido e divertente, ma niente più che un “giocattolo” per divertirsi la domenica. Niente di più sbagliato! Saliti in sella si trovano delle differenze sostanziali rispetto al modello originale, la sella è stata rinforzata e irrigidita, le sospensioni lavorano bene, senza il classico rimbalzo della molla, e si capisce subito, ruotando la manopola dell’acceleratore, che è stato adottato un comando del gas rapido. Anche la seduta pare più inclinata verso l’avantreno, si sente un maggior carico sulle braccia.

Il meccanico dà un leggero calcio alla pedivella di accensione e subito il motore si accende senza indugi. Il rumore è metallico ma cupo, sgasando per riscaldarlo si sente molto di più il risucchio del filtro di aspirazione che il suono dal terminale di scarico. Il motore sale di giri a una velocità sbalorditiva. Purtroppo manca per questa prova una strumentazione di bordo, ci farebbe capire meglio come usare questa tipologia di scooter. Si deve stare molto attenti in partenza, la frizione attacca intorno agli 11000 giri/min e la spinta non è proprio debole, anzi, si rischia di cappottarsi ancora prima di essere arrivati alla successiva curva. Peso in avanti e seduti sulla punta della sella, così bisogna interpretare gli spunti da fermo.

Dopo pochi metri, giusto il tempo che il gruppo frizione finisca di slittare, la ruota anteriore si stacca da terra e ammorbidire la presa del gas è l’unico sistema per fare una buona partenza. La maneggevolezza è sicuramente la caratterista principale di questo scooter, si ha la sensazione di poter compiere qualsiasi evoluzione in qualsiasi momento, forse è addirittura troppa per quello che stavamo andando a fare: correre in pista. Avremmo gradito un diverso set up delle sospensioni per avere una avantreno meno ballerino e più stabile in fase di ingresso curva, ma sono bastati pochi giri per prendere confidenza con la ruota anteriore e dimenticarsi la sensazione di galleggiamento dello sterzo. Anche per adattare la posizione in sella è servita qualche tornata, bisogna impugnare con forza e decisione lo sterzo, stare seduti ben centrali alla sella e cercare di caricare il peso più in avanti possibile.

In fase di discesa in piega è necessario portare il corpo ben fuori dalla carena e spingere decisamente sulla pedana. Così facendo si ottengono veloci ingressi in curva e la stabilità risulta ottimale, sebbene sia vietato muoversi troppo e a sproposito poiché le ridotte dimensioni dello scooter fanno sìì che il mezzo risenta molto delle forze impresse dal pilota. Bisogna perciò essere decisi e sicuri di quello che si sta per fare.

La potenza del motore è sbalorditiva per questa piccola cilindrata: dall’ultima curva prima del rettilineo all’ingresso della prima si ha giusto il tempo per risistemarsi in sella e prepararsi alla piega, mentre la ruota anteriore non ha nessuna intenzione di rimanere attaccata al suolo. Si tende a pensare ancora al famoso “effetto due tempi”, cioè quando un motore sprigiona tutta la sua potenza in un breve range di giri e in maniera troppo brutale, ma qui la cosa è ben differente. Il motore è fluido e ha una dolce erogazione per tutto l’arco di utilizzo, la trasmissione automatica ci aiuta molto nelle uscite di curva e si può spalancare il gas senza la paura di dolorosi highside, sebbene bisogni sempre ricordarsi che 22 CV non sono poi così pochi.

La frenata non è molto incisiva e, oltretutto, un pochino lunga, quindi bisogna prenderci un po’ la mano. Per essere veloci e stabili in curva non bisogna appendersi ai freni ma cercare di essere il più puliti possibile, così facendo si ottengono velocità di percorrenza molto elevate, con i cambi di direzione fulminei per via dell’esiguo passo dello scooter.

Le gomme hanno una tenuta efficace solo quando sono ben calde, ma una volta entrate in temperatura garantiscono un’ottima tenuta specialmente nelle curve più veloci.

L’unica nota negativa è data da alcuni ondeggiamenti di troppo sui tratti guidati e sugli avvallamenti del nastro di asfalto di questo kartodromo, situazione rimediabile intervenendo sulle numerose regolazioni offerte dalle sospensioni. Quando si ha a che fare con prodotti destinati alle gare bisogna sapersi adattare oppure configurare bene il mezzo alle proprie esigenze, cosa che difficilmente si riesce a fare durante una breve anticipazione stampa.
 
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