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Nuovo corso

SW n°137, settembre 2008 - Gli Accelerando degli ultimi mesi hanno generato un bello scambio di opinioni...

Nuovo corso
...coi lettori (cito per tutti, e ringrazio, il mitico Raffaele “o’ Presidente”) che mi scrivono per esprimere le proprie riflessioni e/o perplessità riguardo alle mie filippiche su come saper guidare non coincida necessariamente col possedere una patente. Mi fa particolarmente piacere che qualcuno sia in sintonia con me, perché di fatto io sono solo uno che, da un pulpito privilegiato, dice ciò che in realtà pensano tutti. Non mi ritengo per questo un qualunquista, piuttosto un umile portavoce della categoria.
 
Però mi sta molto a cuore l’apparentemente ineluttabile acuirsi del contrasto tra raffinatezza tecnologico/prestazionale delle moto (più la complessità della situazione sulle strade) e la sempre maggiore disattenzione alle potenziali conseguenze derivate da un approssimativo apprendimento delle tecniche di guida. La burocrazia mi ha stancato e ogni volta che sento parlare di revisione del codice della strada e del sistema delle patenti mi viene da ridere. Si tratta sempre di istituire nuove multe, nuove infrazioni. Come se la questione della sicurezza si risolvesse a colpi di multe da centinaia di migliaia di euro rigorosamente dopo che i casini sono successi.
 
La prima cosa è saper condurre i mezzi, poi si possono anche imparare le regole del codice della strada.
 
Mi spiego meglio e rincaro la dose, esponendo quello che per me potrebbe essere un percorso di apprendimento ideale per affrontare con un minimo di sicurezza la bolgia del traffico.
 
Si inizierebbe studiando le leggi fisiche che governano il moto dei veicoli, dalla produzione della forza propulsiva al suo controllo - motore, guida, sterzo, freni, inerzie, manovre di emergenza -, passando poi ad esercizi di guida elementari in aree chiuse. Si guadagnerebbe così una sorta di abilitazione preliminare. Quindi si passerebbe all’apprendimento delle regole della circolazione su strade aperte (la “teoria” insegnata oggi) e solo alla fine si farebbe pratica “vera” in pista e nel traffico. Non solo in città, però, anche in autostrada, col buio, col bagnato (magari artificiale), su tracciati anche relativamente veloci e con mezzi diversi per cilindrata e dotazione tecnica (cambio automatico e manuale, aiuti alla guida abilitati e non).
 
Se si vuole prendere la patente B e questa vale anche per la moto il candidato deve fare pratica anche in moto. Lo scooter va bene, ma sarebbe preferibile la moto. Alla conclusione dell’iter si accederebbe all’esame per certificare che tutti (!) i passi necessari per imparare a guidare siano stati fatti. Esame senza promozione automatica. Ecco, tutto questo soddisferebbe non tanto me quanto il buon senso, e permetterebbe a chi ci governa di dormire con la coscienza a posto, sapendo di aver operato bene. Da qui in poi la palla passa ai singoli, alla loro intelligenza e capacità di discernimento.
 
Sono conscio del fatto che una gestione del genere sia complicata e scontenterebbe molti, soprattutto gli amanti della patente facile. Inoltre scoraggerebbe gli indecisi, e i concessionari non ne gioirebbero. Ma voglio dire che sarebbe proprio questo lo scopo: chi non è poi così sicuro di prendere la patente deve essere convinto a non farlo, non il contrario, poiché serve consapevolezza e non semplicemente pigra accondiscendenza alle abitudini e a tappe ritenute inevitabili nella vita di una persona.
 
Patente difficile, quindi, e a questo punto ci stanno pure le multe. Dopo che ti abbiamo insegnato tutto per guidare con buon senso e padronanza ancora fai cavolate? Allora paghi. E pure tanto, non solo in termini economici, così te ne ricordi a lungo. In particolare se hai fatto cavolate grosse non rivedrai un volante o un manubrio per mesi. Anche decine di mesi… Se poi ne hai fatte di grossissime (ad esempio guida in stato di ebbrezza con incidenti mortali, ecc.) ci spiace tanto ma la patente non la rivedi più. Avrai tutta la vita per capire perché. Ovviamente una scuola guida del tipo da me ipotizzato non costa due lire, ma è altrettanto chiaro che non deve essere una cosa per pochi. La patente si prende per merito, non per il peso del portafogli. Quindi sono pregati di contribuire lo Stato, le Regioni e qualunque altro ente locale o privato. Mi sembra che investire in civiltà non faccia male no?
 
Riguardo agli eventuali problemi logistici ecco come la penso. Per fare un corso di guida preliminare non serve andare a Monza, nella maggior parte dei casi basta un kartodromo o un piazzale attrezzato. Per i livelli superiori si va in autodromo e, anche se il territorio italiano non è coperto capillarmente dai circuiti, praticamente in ogni regione c’è più di una scelta, e comunque molte piste possono servire più regioni. Anche le isole hanno i propri tracciati. E poi un corso di guida così non si fa tutte le settimane per un anno, le spese non sarebbero così onerose anche in caso di trasferta e il gioco varrebbe sicuramente la candela. La patente non è un diritto inalienabile. Bisogna dimostrare di meritarsela, inizialmente con fatica e impegno, in seguito con seri esami di riconferma a breve scadenza. Altro che rinnovi a base di finto controllo della vista e a posto così!
 
P.S.: ne ho vista un’altra bellissima! Un scooterista in sella in perfetta posizione yoga a gambe incrociate. Mi sembrava di aver capito che la moto si guidi anche con le gambe, spingendo sulle pedane, che concentrare il peso sulla sella alzi il baricentro e peggiori il controllo. Mmm... Lo scooter non sarà proprio una moto, ma un po’ di tecnica non guasta.

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