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NCR Leggera

La Leggera è un passaggio molto importante per la NCR, che dimostra come il coraggio e la determinazione di una...

NCR Leggera
...piccola Factory riescano a tracciare un segno importante di distinzione rispetto al resto della produzione mondiale.

La base di partenza è quella della Ducati Hypermotard, una moto che si presta magnificamente a qualsiasi tipo di utilizzo sia quello stradale che prettamente da pista. Della moto stradale però non rimangono che il propulsore e il design delle sovrastrutture. Tutto il resto è stato oggetto di uno studio approfondito, volto a rincorrere quello che per il Gruppo Poggipolini è il principio cardine di ogni loro realizzazione: la massima leggerezza. A questo proposito, e per la prima volta su una moto di serie, è presente un telaio in titanio.

A dir la verità una configurazione del genere si era già vista nel 2002 sulla Macchia Nera, ma in quel caso il progetto si è fermato allo stadio di concept. Ora invece la Leggera è una moto omologata, con tanto di fanali, frecce, targa e sellino per il passeggero, e quindi pronta per essere utilizzata sulle strade di tutti i giorni.

Il gruppo telaio, composto dalla struttura centrale e dal telaietto posteriore, riprende geometricamente l’unità presente sulla Hypermotard con la possibilità di essere sostituito senza alcuna modifica (peccato solo non sia presente a catalogo come accessorio) ma è stato interamente riprogettato adottando tubi dal diametro maggiorato per venire incontro ai parametri di elasticità e di resistenza del nuovo metallo. Nonostante ciò il risparmio di peso è considerevole: la struttura pesa solo 4,8 kg e il telaietto posteriore ferma la bilancia a quota 2 kg. Il confronto con l’allestimento originale (- 17 kg) è impietoso.

La differenza durante la guida si può sentire fin da subito, non solo perché si risparmiano appesantimenti nella parte strutturale del veicolo, ma soprattutto perché cambia il baricentro della moto, migliorando la maneggevolezza e il comportamento della stessa in curva. È diversa, poi, la flessibilità del telaio che infonde una maggior fiducia al pilota durante la guida al limite.

A tal proposito vengono alla luce le migliori caratteristiche del titanio grado 9 rispetto al cromo-molibdeno normalmente utilizzato per le strutture a traliccio. Questo nobile metallo, tra le numerose sue proprietà, vanta un effetto memoria, caratteristica che consente allo chassis, dopo la sua deformazione alle sollecitazioni, di ritornare esattamente nel punto iniziale e di mantenere inalterata questa caratteristica nel corso dei chilometri. Gli usuali tralicci in acciaio, al contrario, tendono a snervarsi, soprattutto nei punti di saldatura, perdendo rigidità e, soprattutto, acquisendo una curvatura (anche se leggerissima e ipotizzabile solo dopo migliaia di chilometri) che modifica il layout della configurazione.

Le trasformazioni non si fermano solo a questo comparto, per fortuna, e così la Leggera racchiude il top della componentistica studiata e prodotta dal Gruppo Poggipolini, con l’unica eccezione delle sospensioni (compreso l’ammortizzatore di sterzo) prodotte dalla Öhlins e tarate espressamente per questo modello. All’anteriore le piastre di sterzo sono state sostituite con più pregiati trapezi in avional ricavati dal pieno, così come sono in alluminio i piedini della forcella, l’asta di reazione dell’ammortizzatore, la flangia parastrappi, il tappo del serbatoio e le pedane del pilota e del passeggero (con la struttura a traliccio in titanio), tutti componenti realizzati tramite macchine a controllo numerico.

Considerando inoltre l’utilizzo di cerchi e dei terminali di scarico e i numerosi particolari del motore in fibra di carbonio fino alla viteria interamente in titanio, la Leggera batte l’Hypermotard di ben 22 kg.

L’impianto frenante non poteva essere inferiore a tanto ben di Dio, così i tecnici della NCR hanno attinto dal meglio della produzione mondiale e, per la prima volta su strada, troviamo l’impianto Brembo racing con le pinze di 108 mm (al contrario della 1098R o della Desmosedici che montano la 100 mm), simili alle monoblocco che corrono nel campionato SBK ma in versione due pezzi, le quali lavorano su dischi wave della Braking.

Se tutta questa grazia non vi bastasse potete sempre acquistare il kit motore per trasformare il 1100 Ducati nel 1160 NCR Corse (125 CV), o sostituire l’originale direttamente con un secondo motore: l’NCR Corse 1200, in grado di erogare 132 CV e garantire un risparmio di peso di 10 kg. Peccato solo non rispettino le fiche di omologazione.

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