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Ecco un anticipo del pezzo di Paolo Beltramo...

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...che trovate sul numero di Super Wheels in edicola. Il Motomondiale raccontato in diretta dalla pit lane. La verità, senza peli sulla lingua.

 

La Dorna ha comprato le moto per farci un business, quindi cerca di rendere il Motomondiale sempre più un redditizio show televisivo che uno sport. Legittimo, naturale. Solo scandaloso. E la FIM annuisce
Questa prima fase del motomondiale 2009 è stata molto interessante e sotto vari aspetti: sportivo, meteorologico, politico. Difficile sceglierne uno per cominciare. Ma visto lo scalpore che ha suscitato iniziamo dall’aspetto meteo.
Cioè dalla pioggia. In Qatar: gara MotoGP spostata di un giorno (mai successo, credo), 250 partita smozzicata (13 giri, 69 e frattaglie km) e 125 ridotta a 4 (sì, quattro) soli giri, equivalenti a 21000 e un po’ metri. Questa corsa è stata scandalosamente ritenuta valida per il Mondiale con punteggio dimezzato (per coerenza avrebbero dovuto assegnare il 20% dei punti, non la metà…). Questo sicuramente non è mai successo.
Io trovo semplicemente scandaloso che si consideri così la 125, categoria che potrebbe anche non avere il fascino della MotoGP, ma che è divertente, piena di giovani che sono i fenomeni di domani. E che è lì, nei programmi, negli annali, nella storia e nei regolamenti, con tutta la sua dignità, senza asterischi che rimandino a frasi tipo “In caso di necessità questa categoria è destinata ad essere utilizzata come tappabuchi, e la sua lunghezza ridotta del necessario senza limiti”.
La verità è che la Dorna ha tutte le ragioni di comportarsi così: ha dichiaratamente comprato le moto per farci un business, quindi cerca ogni strada possibile per rendere il Motomondiale sempre più un redditizio show televisivo che uno sport. Legittimo, naturale.
Il problema è che dall’altra parte non c’è un potere che riesca a limitare il detentore dei diritti.
L’anno prossimo sarà anche l’anno della monomoto nei box: vietati i muletti. Sono quelle risposte demagogiche alla crisi, un po’ di fumo negli occhi. Non è togliendo una moto di scorta a Rossi, Pedrosa, Stoner, Lorenzo, Dovizioso che De Angelis e De Puniet, o Toseland vinceranno. Né Hayden, o Canepa, o  Kallio, o Gibernau guideranno le proprie Ducati come riesce soltanto al Canguro Mannaro.
Il rischio, invece, sarà di non avere al via un pilota importante perché ha distrutto la moto nel warm up o di averlo qualificato in quarta/quinta fila perché qualcuno lo ha coinvolto in una scivolata. Insomma, il muletto a chi se lo può permettere lasciamolo, tanto quelli lì nei camion hanno altre due o tre moto in ricambi o pronte.

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