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Morini 1200 Sport

Deriva dalla 9 1/2 ed è una nuova sportivona dall’aspetto piacevole e dalla guida gratificante...

Morini 1200 Sport
...Ha un carattere forte, l’estetica vintage, e il solito maleducato CorsaCorta che strappa il manubrio dalle mani.

La moto
A colpo d’occhiola 1200 Sport sembra una Corsaro con una nuova livrea e gli scarichi laterali, una furba proposta Morini per richiamare l’attenzione sulle sue naked che già ben conosciamo. In realtà il progetto è più articolato; questa proposta vintage deriva infatti dalla 9 1/2, aggiornata con diversi particolari e con il nuovo forcellone che equipaggia la Granpasso.

Oggi, abituati alle raffiche di novità che arrivano dall’estero questa operazione non ci stupisce più di tanto, di certo meno di quanto effettivamente dovrebbe, visto che la 1200 Sport è, come vedremo, una moto azzeccata. Il punto è che per realizzare un nuovo modello occorrono ingenti investimenti, così importanti da essere affrontati solo dalle più grandi Aziende del mondo, non certo da una piccola casa come la Moto Morini. Se però ci liberiamo la mente dal bisogno della novità estrema a tutti i costi e ci concentriamo sulla Sport, vedremo che questa idea è particolarmente interessante.

Arriva quindi dalla 9 1/2 ma ha uno spirito decisamente più sportivo; cambiano la posizione di guida e il forcellone, mentre sui cerchi a raggi sono montate coperture sport touring. Cambia così, rispetto alla 9 1/2, anche il carattere, che è decisamente più sportivo, caratteristica che rende la 1200 Sport a nostro parere molto più piacevole nella guida. È una moto quindi destinata allo sportivo, rappresentando un’alternativa grintosa alla 9 1/2 e una proposta decisamente più gratificante della Avio, poi spieghiamo il perché. Se siete indecisi tra queste tre Morini, il nostro consiglio è di optare per la nuova proposta vintage, anche se occorre sborsare circa 1000 euro in più. Poi è decisamente più bella.
 
Per quanto riguarda l’uso non si è costretti ad indossare sempre tuta e stivali: la Moto Morini, per non confinare la nuova 1200 nel ristretto ambito delle naked sportive, ha predisposto una serie di accessori da turismo, così che ognuno possa interpretarla come meglio crede.

Il design
Sono pochima decisi tocchi a donare il look piacevolmente vintage alla 1200 Sport. Si parte dalle nuove, azzeccate, scelte cromatiche, per passare ai dettagli: al frontale caratterizzato dal cupolino e dal fanale rigorosamente tondo (uno dei pochi rimasti sul mercato), alla sella monoposto che fa corpo unico con il codino impreziosito dalla cover che nasconde la sezione per il passeggero.

Infine ci sono le splendide ruote a raggi con cerchi Excel. Altra grande novità del passato, tocco personale della Sport, è la coppia di terminali conici posti sul latosini tro: semplici, compatti e rifiniti nel grintoso acciaio al naturale. Questi elementi tradizionali creano un contrasto piacevole con la componentistica più tecnologica, come la maxi forcella Marzocchi con steli di 50 mm, l’ammortizzatore laterale Paioli, il gruppo ottico posteriore a led.

La tecnica, come di norma sulle Moto Morini, è a vista: il telaio in traliccio ha una parte posteriore rinforzata per ospitare l’ammortizzatore laterale a sbalzo che va a connettersi direttamente al forcellone in alluminio; quest’ultimo, che sostituisce i semplici tubi ovali della 9 1/2, è sagomato, senza saldature. 
La Sport deriva quindi dalla 9 1/2, ma i tecnici bolognesi hanno attentamente rivisto anche l’ergonomia e l’assetto per donare un carattere più sportivo alla nuova Moto Morini: rispetto alla turistica di Casa ci sono il manubrio più stretto e una nuova posizione di guida, rivista per caricare maggiormente l’avantreno. Per questo è stata inoltre modificata la distanza tra le pedane e il piano della sella.

La guida
Come al solitola prima cosa con la quale ti devi confrontare quando sali su una Moto Morini è il CorsaCorta, tutto il resto viene dopo. Pensi ai pistoni di 107 mm Ø e ti aspetti che il chiudi-apri ti strappi i jeans sotto il sedere, ma i tecnici bolognesi hanno fatto un buon lavoro con l’iniezione e a bassa velocità il muscoloso bicilindrico risponde alla perfezione all’acceleratore. Parallelamente però non è regolarissimo ai bassissimi regimi costanti, quelli che si usano in mezzo al traffico per muoversi a bassa velocità, tanto che si fatica a mantenere un passo costante. Meglio quindi far scorrere il CorsaCorta appena un po’ di più, a 70-80 km/h il motore torna perfetto e dall’erogazione pulita.

Resta, ovviamente, da fare i conti con l’erogazione fulminea: in prima, a soli 2500 giri/min (duemilacinquecento)  la ruota anteriore già inizia ad alleggerirsi e a 3000 è già per aria. Insomma, una moto vivace è splendida, ma così è troppo, in prima non si riesce proprio ad aprire l’acceleratore! Verrebbe voglia di chiedere alla Moto Morini di installare un limitatore di coppia, se solo non fossimo allergici a questi sistemi intelligenti. Ma solo in prima, per carità, poi il Corsacorta è splendido, tutto coppia e fluidità, esattamente come lo ricordiamo dal primo test sulla Corsaro.

L’allungo è scarso, a 8500 giri c’è già la zona rossa, ma chi se ne frega: la spinta è più che fenomenale già da 4000 giri/min in poi, e si può cambiare quando si vuole, anche due marce alla volta, tanti sono i kgm eruttati a qualsiasi regime.

Da questo punto di vista quindi non c’è alcuna novità rispetto la 9 1/2, del resto il motore è lo stesso. Ciò che cambia sostanzialmente, e in meglio, è il feeling con la ciclistica. L’avantreno della 9 1/2 non è il massimo della comunicatività, vuoi per le coperture con la quale l’abbiamo guidata al tempo della prima prova su Super Wheels (le Pirelli Phantom) vuoi per il manubrio alto: sul misto va bene per le passeggiate, ma se se si vuol guidare sul serio non è rassicurante.

La 1200 Sport, invece, è un’altra moto, addirittura più facile e comunicativa della scorbutica Avio, nervosa tanto di motore come di ciclistica. La prima cosa che si nota sulla Sport è quindi la fiducia nell’avantreno, bello solido e preciso, che sul misto esorta a spingere e sfruttare a fondo le Pirelli Diablo, ottimi pneumatici dall’indole sportivo-stradale che, assieme al manubrio più basso che permette di caricare più efficacemente l’avantreno, riescono a conferire la capacità di trasmettere sicurezza.

La nuova Morini è molto stabile sul misto, anche sul veloce e sull’asfalto sconnesso, situazione che non disturba la guida ma che si ripercuote nel comfort. Le sospensioni infatti sono di taglio sportivo, tarate sul rigido. La Sport insomma non è la moto bella pacioccona che cammina sul velluto, ma una sportiva stradale dalla ciclistica sana e con un bel caratterino. Questa qualità si riflette anche nella maneggevolezza: la Sport affronta il misto con un’azione rapida ed efficace, esente da incertezze, e una percorrenza neutra ma molto precisa. Insomma fa capire con precisione dove vanno a finire le ruote, senza allargare né perdere aderenza, e questo non è niente male per una moto spinta da un bicilindrico esagerato come il CorsaCorta. È sensibile ai tagli longitudinali dell’asfalto, che affronta spostandosi leggermente di lato; nulla di preoccupante, ma non chiedeteci perché fa così.

La frenata però non va tanto bene. L’attacco è debole, ma questo non crea dei problemi, anzi, se non si è avvezzi alla guida sportiva può aiutare ad evitare i bloccaggi da panico. Èl’azione successiva ad essere scarsamente modulabile. Basta infatti un piccolo incremento di pressione sul comando per ottenere una risposta dell’anteriore fin troppo decisa, e se si allenta la presa resta difficile dosare le potenza frenante. Assolviamo le pinze Brembo che, pur essendo vecchiotte nell’estetica si sono sempre comportate egregiamente; ci resta qualche dubbio sulla scelta delle pastiglie o su un rodaggio un po’ disinvolto delle stesse.

Infine, per completezza, due note sull’ergonomia. L’approccio alla 1200 Sport è facilitato dalla sella abbastanza bassa, che assicura un buon inserimento nel mezzo e permette alla maggior parte dei piloti di arrivare al suolo con discreta facilità. Il manubrio è alto e così le pedane, risulta quindi una posizione di guida seduta che impone ai piloti di maggiore statura una postura contratta delle gambe. Sempre il manubrio, infine, è leggermente rivolto in avanti, e questo comporta un’angolazione piatta delle estremità, con una conseguente presa sulle manopole non particolarmente naturale.

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