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Marco Poli - Tester

12-13 anni (erano i primi Anni ’60) ero già appassionato di motocross. Solo che lo facevo con una Lambretta: numeri da brivido, mi hanno raccontato, io non me lo ricordo. Tanto che a 14 anni mio padre, per farmi smettere, mi ha regalato un Giulietta (un cinquantino sportivo con sella a due posti).

12-13 anni (erano i primi Anni ’60) ero già appassionato di motocross. Solo che lo facevo con una Lambretta: numeri da brivido, mi hanno raccontato, io non me lo ricordo. Tanto che a 14 anni mio padre, per farmi smettere, mi ha regalato un Giulietta (un cinquantino sportivo con sella a due posti). Dopo un periodo di pausa, a 27 anni ho comprato una KTM 125 da un mio amico e, dopo sei mesi di propedeutica regolarità nei campi di Castelnovo, mi sono preso una Beta 250, con cui ho iniziato a correre nel cross. In moto, su strada, però, ci andavo ancora, usando una Gold Wing 1000 dell’80. Un giorno due miei amici, che frequentavano assiduamente la pista, mi hanno convinto a passare qualche domenica con loro sui circuiti della zona e così ho deciso di investire in una Laverda 500 ex trofeo. La prima volta che sono andato a Misano non sapevo neanche da che verso si girasse (ora invece ne ha il sospetto - ndr), ma la cosa mi è piaciuta subito, tanto da convincermi a partecipare, con una Suzuki GS 1000 da me preparata (piano di seduta formato da un asse di legno, manubrio alto, all’americana, e “finissime” modifiche alle sospensioni) ad alcune gare organizzate dai moto club. Lo stile di guida era già quello (culo di fuori, traiettorie impossibili e dove gli altri frenavano io davo gas) e tenevo dietro moto molto più potenti della mia. Bei tempi quelli, i più belli della mia carriera. Nell’86 ho mollato la Suzuki per partecipare al Trofeo Kawasaki, ma alla prima uscita sono caduto sul rettilineo del Mugello (ancora adesso riesce a cadere da dritto - ndr) e mi sono rotto la clavicola. Da quel momento ho smesso con le corse e ho ripreso a viaggiare con la Gold Wing. Due anni dopo ho conosciuto Braglia (il responsabile delle prove di Motosprint e il futuro Direttore di Super Wheels). Le prime uscite non mi sono esposto più di tanto, ma al Direttore piaceva tantissimo il mio stile all’americana, molto spettacolare. E così eccomi qua a Super Wheels, con la grinta di sempre. E i giovani emergenti? Stà mìa, questi ragazzini dovranno aspettare ancora un bel po’.
Parola di Marco Poli.

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