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L’incidente di Valentino: abbigliamento e sicurezza

La frattura di Valentino ha dato il via a un fiorire di commenti e a una serie di idee errate. Facciamo chiarezza sull’incidente e sull’efficacia dell’abbigliamento tecnico

L'incidente di Valentino: abbigliamento e sicurezza

Il brutto incidente occorso a Rossi al Mugello ha suscitato forti reazioni, sia perché è capitato al pilota più amato della MotoGP, sia perché Valentino non si era mai fatto male in precedenza.

Assieme a queste reazioni sono state fatte tantissime illazioni sulla sicurezza dei piloti e sull’efficacia dell’abbigliamento da gara, e molti appassionati hanno scritto - su internet: nei forum, su Facebook e in altri siti - di tutto e di più, comprese delle notizie assolutamente prive di fondamento. Noi abbiamo raccolto le domande più interessanti a anche le affermazioni che ci sembravano errate e le abbiamo girate alla Dainese stessa, per chiarire in modo autorevole la questione.

Ecco la risposta della Casa.

La Dainese è disponibile per rispondere ad eventuali ulteriori domande.

 

 

La dinamica dell’incidente

Nell'incidente Valentino ha fatto un volo di 130 metri, di cui 48,9 senza toccare terra e della durata di 1,2 secondi (secondo dati in possesso di Bellati). Si è trattato di un high side molto violento, a elevatissima "proiezione orizzontale"; solitamente è maggiore l'ascesa verticale.

Valentino indossava gli stivali Axial (interni) e non ha subito danni alle articolazioni del piede, ai malleoli e non c’è stata alcuna lesione vascolare di rilievo. Inoltre il paratibia dello stivale, in kevlar/carbonio, ha contenuto l'esposizione della frattura.

Il Dott. Macchiagodena ha affermato che si è trattata di una frattura di tipo "legno verde", con rottura dell’osso netta e poco frastagliata e quindi più facilmente "ricomponibile".

Sembra che sia avvenuta per rotazione, ma non si esclude totalmente che la parte abbia sbattuto contro la moto (serbatoio/manubrio)."

 

 

Domande e dubbi (dai lettori)

1) Lo stivale interno non è protettivo come quello tradizionale, perché privilegia l'estetica e la comodità a discapito della sicurezza.

Gli stivali utilizzati da Valentino, gli Axial Race, con sistema brevettato D-Axial, sono più protettivi degli stivali tradizionali perché proteggono contro le torsioni della caviglia: per la tipologia stessa dello stivale "in" il paratibia è molto più aderente alla gamba di qualsiasi altro stivale con calzata tradizionale, dove il boccale dello stivale è più largo perché deve contenere il gambale della tuta al suo interno. Sono inoltre più leggeri degli stivali tradizionali (pesano 750 gr). In questo caso maggior leggerezza significa più sicurezza perché in caso di high-side il piede accelera di meno ed impatta contro il terreno con meno energia.

 

2) Che lo stivale interno non sia sicuro è evidente perché nessuno fa stivali così.

Il fatto che nessun altro produttore faccia stivali così non significa che non sia sicuro. È un’esclusiva Dainese perché è brevettato. Anni fa nessuno faceva paraschiena o guanti con Kevlar e carbonio - a parte Dainese che li ha inventati - oppure tute con l'air bag, ma queste si sono comunque dimostrate delle soluzioni vincenti.

 

3) La Dainese stessa sta tornando sui propri passi in tema di stivali.

Dainese non torna sui propri passi perché come più volte dimostrato anche nel corso di altre cadute, gli stivali Axial Race proteggono efficacemente il pilota.

 

4) Gli stivali dei piloti non sono quelli di serie ma sono fatti su misura ed esigenza.

Gli stivali di Valentino Rossi, così come tutto l'equipaggiamento hanno senz'altro un certo grado di personalizzazione ma la parte tecnico-protettiva utilizzata per i piloti e per Valentino è esattamente la stessa impiegata nella produzione di serie.

 

5) La frattura è avvenuta all'altezza del bordo superiore dello stivale, se questo fosse stato più alto Vale non si sarebbe rotto nulla.

La frattura non è avvenuta in corrispondenza del bordo dello stivale, ma 3,5 cm più in basso, quindi uno stivale più alto non avrebbe evitato la frattura. Gli stivali hanno salvato la caviglia a Valentino e qualunque medico ortopedico afferma senza dubbio che è meglio una frattura della tibia piuttosto che rovinarsi per sempre la caviglia o il ginocchio.

Non è possibile affermare che con altri stivali non si sarebbe rotto nulla, perché - al contrario - potremmo dire che con altri stivali si sarebbe rotto la caviglia o il ginocchio

 

6) A questo incidente seguiranno delle novità in tema abbigliamento. Come dopo la caduta di Capirossi di qualche anno fa, quando c’è stato un fiorire in pista delle pettorine da cross.

Le pettorine nei campionati velocità sono state introdotte da Dainese dopo la richiesta di Troy Corser nel WSBK del '96/'97, poiché Troy nel '95 perse il campionato del mondo saltando l'ultima gara della stagione a causa della frattura di 2 costole contro il serbatoio della moto, come conseguenza di una sbachettata.

Valentino indossa la protezione "chest" dal 2006 dopo una botta ricevuta ad Assen.

 

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