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La legge di BIL

I numeri possono far girare la testa. Meglio tornare presto in sé decidendo realisticamente quanto di quei numeri verrà poi usato davvero. Altrimenti son delusioni

I numeri possono far girare la testa. Meglio tornare presto in sé decidendo realisticamente quanto di quei numeri verrà poi usato davvero. Altrimenti son delusioni

 

 

In economia esiste il PIL (Prodotto Interno Lordo), definibile come la somma di tutta la ricchezza prodotta da un Paese in un’unità di tempo. Poi è più complicato, ma per quel che mi serve è sufficiente. Ultimamente si sta facendo però largo il più ampio concetto di BIL (Benessere Interno Lordo), che fotografa lo stato di prosperità misurando aspetti qualitativi più profondi e complessi del mero dato numerico.

 

Riferito alle moto, il concetto di PIL può essere idealmente applicato ai dati prettamente numerici delle schede tecniche. Chi la spara più grossa comincia ad indirizzare le attenzioni dei potenziali clienti verso un proprio modello. E parte la corsa ai concessionari: tutti in fila per comprarsi la più potente, la più veloce, la più leggera, la più rapida sullo 0-100, quella con più cc. Solo che poi il motociclista dal facile entusiasmo si accorge che un conto è leggere un articolo, un altro è domare i 193 CV della nota tedesca o le botte con cui rischiano di mandarti ko certi 4 cilindri di cilindrata automobilistica e coppia da camion. A imbarazzare può essere anche una posizione di guida troppo racing (ma non era stato il look specialistico a spingere all’acquisto?), l’erogazione troppo appuntita (ma non avevano ingolosito proprio quei 17.000?), la frenata troppo aggressiva (ma non avevano convinto proprio le tanto strombazzate doti dell’impianto tutto radiale?), l’agilità perfino spiazzante (ma non era stato illuminante proprio quel video dove si vedeva quella moto fare cose egregie nelle mani di quel pilota della supersport?). Insomma, tutti i “più” diventano “troppo”, così il piacere di guida si trasforma in fastidio o timore, si guida rigidi, e alla fine l’amore si sgonfia. Pensateci: tutto questo per aver deciso di guardare solo al “PIL”.

 

Provate invece a valutare una moto in base al BIL, cioè a considerare il piacere di guida veramente godibile, in rapporto alla propria esperienza, all’uso che si fa della moto e alla voglia di mettersi in discussione, il tutto con sana umiltà, che non fa male. Molte moto sarebbero scartate a priori perché, realisticamente, o sarebbero fuori portata o troppo esasperate per l’uso che se ne farebbe tutti i giorni. Se non andiamo in pista non useremo mai i 160 e passa CV che ormai sono la regola sulle 1000 sportive; dei 300 all’ora delle super tourer non ce ne faremo mai e poi mai nulla. E via di questo passo.

 

Tutto questo discorso mi ricorda quando sono andato ad una presentazione Bridgestone e ad aspettarmi c’era un parco moto molto vario, per dimostrare la versatilità della gomma. Mi sono affrettato a chiedere via Facebook ai fans di SW quale moto avrebbero scelto loro, e la risposta quasi unanime è stata: Hayabusa! Qualcuno, ma non cambia molto, ha votato Kawasaki ZZR 1400, Honda VFR1200F o BMW K1300S. In totale, per 4 moto, fanno quasi 750 CV! Vedete la potenza dei numeri? Eppure c’erano anche le interessanti FZ1, CBF1000, YJ6 Diversion F, GSR, KTM 990 SMT, e le per niente ferme BMW R 1200 RT e K 1300 GT, nonché la Yamaha FJR 1300. I CV erano sì 960, ma divisi per 8 moto, è per questo che nessuna di queste mi è stata suggerita? Sapete com’è andata alla fine? I tester, tutti esperti, hanno fatto a gara per NON prendere la Hayabusa e le altre potentissime. Ma avreste dovuto vedere com’era veloce il passo quando davanti c’era la KTM, o come filava Mario Lega con la CBF, o i sorrisi larghi di chi scendeva dalla GSR e dalla FZ1. Qualcuno, impietosito dai patetici tentativi del pilota di liberarsene, qualche chilometro con l’Hayabusa l’ha fatto, ma l’ha ridata subito.

 

Ragazzi, sulle strade di tutti i giorni conta il coinvolgimento nella guida allegra, conta la voglia di emozionarsi senza troppi stress. Il PIL serve solo al bar. Prima di comprare una moto valutatela bene, provatela (fondamentale) e poi basatevi solo sull’indice BIL. Invece dei dati da fotocellula, misurate il benessere, ricordando che se andate in pista tutte le domeniche il parametro dovrà essere quello, esattamente come il comfort dovrà interessare chi va solo su strada.

Ma ricordate sempre che la “B” cambia tutto.

 

 

P.S.: l'articolo è tratto da SW di maggio 2010, rubrica Accelerando. Cliccate qui o sul link che trovate sotto la foto per vedere la pagina originale.

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