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Kawasaki Ninja ZX-10R '08

Grande salto di qualità per la maxi-Ninja. La ZX-10R...

Kawasaki Ninja ZX-10R '08
...ora è finalmente più snella e compatta, ha un motore semplicemente impressionante e una ciclistica affilata come la spada di un samurai.

La moto
La bastardissima ZX-10R ’04 l’abbiamo amata senza limiti, per quell’estetica tremenda e per il caratteraccio rissoso. Domarla in pista era davvero un’impresa: impennava, scodava, maltrattava il povero pilotino con così tanta grinta che non era di certo da raccomandare ai deboli di spirito e di cuore. Ci aveva stregato proprio per questo. Shockante come un pugno in faccia, emozionante come un volo su un caccia, dicemmo allora, e lo ribadiamo adesso: motaccia notevole. Forse troppo, per il mercato. E allora ad Akashi nel 2006 sono tornati indietro, hanno addomesticato la bestia donandole una ciclistica meno irrequieta e un motore più progressivo. Insomma hanno civilizzato la belva rendendola alla portata di un pubblico più ampio, senza farle perdere l’efficacia in pista ma sacrificando un po’ di fascino.

Ora si riparte con il nuovo modello. Cosa resta della progenitrice? La grinta (si vede), il carattere (si immagina), l’efficacia in pista (idem) e quindi la ZX-10R resta la solita, appassionante, race replica di sempre.

Ad ogni nuova release di una sportiva sappiamo già cosa dichiareranno i tecnici. Anche questa volta non si smentiscono. L’obiettivo del progetto ZX-10R è stato quello di realizzare una moto da corsa senza compromessi, per vincere in pista. Quindi: tecnologia che arriva dalle competizioni, prestazioni sempre più elevate e il minimo indispensabile (specchi, frecce, fanali) per poterla omologare e farla circolare su strada.

Sentiamo raccontare questa storia ormai da anni e quasi non ci facciamo più caso. Sappiamo già che il telaio e il motore arrivano direttamente dai box. E che le sospensioni e i freni sono gli stessi della Superbike. E che... Insomma, queste frasi oggi non ci impressionano più. Poi però succede che sali sulla ZX-10R e scopri che il modello precedente sembra invecchiato di colpo di dieci anni, che il nuovo motore non solo è Euro-3 ma ha anche più coppia, più CV, ed è anche più fluido, più regolare in basso, consuma meno. E che la ciclistica è più agile ma allo stesso tempo più stabile, che i freni sono più potenti ma anche più facili da usare. Il tutto, ovviamente, su una moto di grande serie in vendita a 13.900 euro chiavi in mano.

La guida
Il manuale del buon giornalista dice che quando si deve descrivere, o meglio raccontare, una moto importante come la ZX-10R è d’obbligo partire dall’approccio, in modo analitico e preciso. E questo significa spiegare come ci si sente in sella mentre si infila la chiave, se si tocca facilmente al suolo oppure occorre stirarsi, se nelle manovre l’angolo di sterzo è sufficiente per fare un’inversione senza troppe manovre, se le mani toccano il serbatoio, si schiacciano sotto il cupolino...

In questo caso però l’attrazione è fatale, e facendo un salto logico improponibile diciamo subito cosa succede quando, viaggiando su strada ad un’andatura degna di questo nome si avvicina velocemente una curva. Siete col motore che frulla a 7000 giri, pronto ad esplodere, ma tra pochi metri occorre mollare il gas e frenare. Che succede?

Il passo spedito, la velocità e il pennellare le curve è in fatti uno degli elementi irresistibili della Ninja. L’altro è il propulsore. La nuova ciclistica evidenzia subito una direzionalità e un rigore straordinari, e nella situazione ora descritta si avverte una grande sensazione di sicurezza e stabilità. La ZX-10R taglia l’asfalto come una lama senza spostarsi di un millimetro, così solida nelle sue decisioni che pare impossibile poterla convincere a cambiare traiettoria. Ma la linea che traccia sull’asfalto è esattamente quella che avete impressa in mente, perfetta al millimetro, senza alcuna sbavatura, senza indecisioni. La segue con fermezza tale che assale il dubbio di non essere capaci di indirizzarla dentro la curva che sta arrivando addosso a grande velocità. Sensazione imbarazzante, soprattutto se pochi metri prima vi è scappata la manetta e qualche cavallino di troppo è andato a mordere l’asfalto.

A questo punto, gas mollato, nodo in gola e sguardo alla corda, arriva il bello. Dopo un millisecondo che sembra di indecisione l’avantreno della ZX-10R entra in curva con un’efficacia straordinaria. Prima scende progressivo, con la calma e la sicurezza di chi sa il fatto suo, poi chiude la curva con grande decisione, come sa a guidare ci fosse uno più bravo di te, e poi chiude ancora di più, spingendo all’interno accompagnato da una meravigliosa sensazione di appoggio sull’avantreno. Lì ti accorgi che sei entrato piano, pianissimo, sei fermo, e ti chiedi perché mai hai frenato così tanto e ti riprometti che la prossima curva sarai più veloce, ancora più veloce.

Guidare sul misto la Ninja è insomma una scuola continua, curva dopo curva ti stimola a dare di più, a spingere più forte, a frenare più sotto, a cambiare stile di guida, a rivedere, insomma, le tue limitate conoscenze di dinamica della motocicletta. Meglio però non andare oltre e riscendere sulla terra, perché passare dal divertente passeggio domenicale al GP è un attimo, questo non dobbiamo scordarlo mai se si guida su strada. Non è morale, è semplicemente una constatazione: la Ninja è davvero troppa, ha una prima da almeno dieci punti. Che non è il voto, ma ciò che ti tolgono dalla patente se solo ti azzardi a tirarla.

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