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Il Ring e' cambiato

Il Nurburgring non e' piu' quello di una volta. Anni fa si prendevano i tempi, si andava forte, ora non si puo' piu'. E' cambiato lui o siamo cambiati noi?

Il mio primo giro al Nürburgring l'ho fatto dietro Fausto. Un po' come prendere la prima lezione di chitarra da Jimi Hendrix. Tenete conto che del Ring si inizia a capire qualcosa dopo un centinaio di giri. Non dico andare forte, perché per quello occorre avere la testa a perdere di un pilota del TT. Servono 100 giri solo per ricordarsi che in quella curva puoi entrare in terza piena piuttosto che in seconda, che quello scollino lo puoi fare a manetta perché poi c'è una semicurva apertissima e non una a gomito.

 

Anche dopo 100 giri però occhio a non farsi prendere dall'emozione. Sbagliarsi è un attimo, e visto gli spazi di fuga che ci sono è meglio evitare. Una volta accompagnavo un mio amico, venuto su per la prima volta. Andavamo tranquilli, ovviamente, ma poi ad un certo punto è passato Poli tutto sdraiato, sapete, con quel suo stile da paura. Allora non ho resistito, ho aperto e gli sono andato dietro. Due, tre, quattro curve, poi ad un certo punto vedo che - secondo me - rallenta troppo. Ah ah, caro Marco, qui ti becco. Entro con una marcia in più e... mi accorgo che aveva ragione lui. La curva non era quella che credevo io, cioè bella aperta, ma una che chiudeva ben di più.

Tranquilli. Credevamo di andare forte, invece andavamo piano. E così ho avuto tutto il margine per frenare, correggere e voltare. Però, che strizza!

 

Una volta il Nordschleife lo usavamo per prendere i tempi, oggi non è più possibile. Sono cambiate le moto? Un po' sì, ma non troppo: quelle degli anni '90 non erano proprio ferme del tutto e i rischi c'erano anche allora, anzi, con le corriere che giravano dentro era anche peggio.

Il fatto è che in un giro di oltre 22 km ci sono così tante variabili che trovare una differenza tra una e l'altra è pressoché impossibile. Se pensiamo che guidate con tutti i sacri crismi (stesso pilota, stessa concentrazione, stesse condizioni, stessa giornata...) in una pista perfetta e libera come Misano, per di più scegliendo il tempo migliore tra in 5-6 giri, si trovano distacchi di qualche decimo, si può immaginare che al Nürburgring la precisione vada a farsi benedire. Basta una sciocchezza, incrociare un'auto, trovarsi uno più lento tra i piedi, sbagliare una marcia per perdere qualche decimo o addirittura qualche secondo: poi il giro buono quando lo rifai? Nelle nostre prove questo lavoro lo facevamo, ci mettevamo un sacco di tempo ed era una faticaccia. Ma soprattutto i rischi erano troppo elevati.

 

Già, i rischi. La vera ragione è proprio quella. Durante i test in una pista sicura una scivolata ci può stare, ma se succede al Nürburgring potresti anche non raccontarlo. Nel 2004 i nostri due tester più affidabili (quindi non Poli) Fausto Severi e Andrea Mazzali, mai caduti per loro colpa nelle centinaia di prove fatte per SW, sono scivolati entrambi in un brutto posto, andando a finire prima contro il guard-rail e poi all'ospedale. Brutto lavoro. Non è successo nulla, ma lo spavento è stato così grande che da quel momento abbiamo deciso di non usare mai più il Nürburgring per le prove cronometrate.

 

Com'è successo l'incidente? Una delle tante auto scassate che giravamo quel giorno ha lasciato una scia ridicola (sarà stata larga 2 cm) di liquido di raffreddamento, che è scivoloso come l'olio. Fausto e Andrea l'hanno incrociata con la ruota davanti in un brutto tratto in piega/discesa, e sono volati via uno dietro l'altro. 100% incolpevoli, ma all'ospedale. Poi a casa è arrivato anche il conto del guard-rail che secondo i tedeschi i due avevano rotto andando a sbatterci contro. Beh, considerando Faustone non è poi un'ipotesi tanto campata in aria...

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