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Il mondo radiale

20 anni di evoluzione delle pinze non passano per niente: guardate che differenza tra i due impianti

Il mondo radiale

In questi giorni sto rileggendo i vecchi Super Wheels. Il primo è uscito nel '96, quello con la famosa copertina con la Ducati in strapiega. È il mitico Poli, ovviamente sgomitante. Leggendo le prove, una moto mi ha colpito in particolare: proprio la Ducati la 916 e successive versioni. Mi ha colpito perché aveva una potenza davvero scarsa, una seicento di oggi dà tranquillamente la paga addirittura alle esoteriche versioni Superbike di allora, quelle da decine di milioni di lire, quelle equipaggiate con bielle in titanio, eprom, Termignoni e via discorrendo. Eppure con poco più di cento cavallini dava la paga alle potentissime giapponesi. Che in confronto - oggi capiamo meglio la differenza - sembravano delle granturismo, velocissime sul dritto ma grosse, morbide, impacciate quando arrivavano le curve. Lì le italiane dettavano legge. E con 40 CV in meno! Argomento interessante. Ma volevo parlare di un'altra cosa.

 

Mi ha colpito molto un dettaglio: gli infiniti elogi all'impianto frenante che allora facevamo nelle prove. Le Ducati dell'epoca avevano tutte le mitiche pinze Brembo Serie Oro: su alcune il doppio disco andava bene, su altre, le top di gamma, la frenata era addirittura eccezionale. I commenti: "Basta un dito", oppure "Potenza infinita e grande modulabilità" e anche "Un impianto al top, lo stesso della Superbike". Poi guardi le foto di quelle "pinzette" e dici ma dai, e non ci credi da quanto oggi ci appaiano scarse.

 

Prima di tutto hanno un corpicino smilzo smilzo. Oggi pinze così le puoi tollerare al massimo su uno scooter, ma se è un maxi già storci la bocca perché ti aspetti qualcosa di più. Poi non erano radiali.

D'accordo la storia dell'attacco radiale era inizialmente una trovata del marketing. Ah, questa moto ha le pinze radiali, frena come una Formula Uno. In realtà era solo una questione estetica.

Se il piedino non è monolitico l'attacco radiale elimina la discontinuità della piastra che collega la pinza alla forcella realizzando un fissaggio più rigido. Ma si parla di sottigliezze, vorrei vedere chi - tolti i grandi piloti - si accorgerebbe della differenza tra una pinzata radiale e una no. Eppure quante volte avrete sentito: "Frenata eccezionale grazie alle pinze radiali!".

 

Infatti il discorso del radiale è un dettaglio. Perché le vecchie e povere Brembo Serie Oro frenavano da dio anche con quell'aspetto dimesso e con l'attacco che pareva fatto in garage con il seghetto e la lima. All'epoca un impianto molto simile a quello della 916 di serie lo usavano in SBK e non mi pare che poi staccassero malaccio.

Al contrario: oggi tutte le pinze delle medie e maxi cilindrate hanno l'attacco radiale, ma non vuol dire che frenino da superbike. Ci sono pinze cinesi che si confondono con le Brembo ma che poi non sono esattamente le Monoblocco. E ci sono delle non-monoblocco che frenano come cristo comanda. Però belle son belle, su questo non si discute. Almeno 20 anni non sono passati a vanvera.

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