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Il lavoro del tester...

SW n°138, ottobre 2008 - Divertimento...belle moto...belle donne...Pensate davvero che...

Il lavoro del tester...
...il mestiere del tester sia così bello?

Soprattutto di SW. Magari in altri giornali ci si diverte pure. Qua, invece, si soffre e basta. Fame, freddo, insulti, burnout interrotti, pieghe con gomme sbagliate, curve sul brecciolino...Questo non è un lavoro, ma una crociata, per la quale i nostri ragazzi danno l’anima. E il sangue. Mica per dire...

Sugli ultimi numeri abbiamo dato la notizia del postpensionamento di nonno Poli. Di solito si parla di prepensionamento, ma in questo caso è post. Con nonno Poli è sempre stato post; tutti vorremmo vederlo a casa già da anni ma lui da quell’orecchio non ci sente, anche perché è un po’ sordo. Quindi, ragazzi, rassegnatevi: a 89 anni sarà ancora qui a fare il gomito con l’ultima supersportiva, quando i ragazzini strisceranno ormai anche le chiappe, come dice il buon Beltramo.

Comunque la notizia ha scatenato una serie di email da parte di bravi lettori che si propongono per colmare il vuoto che lascerà nonno Poli. Ovviamente non si parla del vuoto morale, quello fortunatamente è incolmabile, ma di quello sulla sella delle moto che proviamo. Strana cosa, questa esplosione di candidature. Evidentemente da fuori il mestiere di tester deve essere considerato un po’ come quello degli attori dei film con le signorine nude: divertimento a manetta.

No, cari ragazzi, non è esattamente così. Prima di tutto, e questa è la cosa più dura, si viene sottoposti alle perfidie del Gruppaccio di SW e un piccolo esempio si vede in queste pagine. Uno non può fare un burnout in pace che si prende subito una legnata sulla gobba. Vige una regola generale: si viene sempre, indistintamente presi in giro. Insomma, fai una cosa e sbagli, non la fai peggio ancora. E poi ci sono gli incerti del mestiere. Hai voglia a dire non grattarti le ginocchia per terra che poi ti viene l’infezione. Hai voglia a dire andate piano con quei motorini. Queste bestiacce mica ti stanno a sentire. Ma, cari giovinotti, si può sapere cosa c’ha quella visiera? Appena la tirate giù si spegne la luce e in testa vi rimane una parola sola: GAAAS!

Per tornare al discorso di partenza, nonno Poli in pensione. State tranquilli, è una battuta. La verità è che a 58 anni è chiaro che noi di SW si pensi al suo erede, perché a questa età non si è più adatti a questo lavoro, e giustamente nonno Poli oggi ha voglia di uscire con gli amici e di diverirsi, il cinema, la discoteca, le amichette... Non ha più la testa né la voglia di impegnarsi come un tempo. Tuttavia, amici che vi proponete come tester, non abbiate troppa fretta, a nonno Poli non corre dietro nessuno. Soprattutto in pista, ormai sono tutti davanti.

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