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I 2T ieri e oggi

Due tempi nel cuore

I 2T ieri e oggi

Purtroppo non sono riuscito a vedere Roberts girare a Indianapolis sulla pista da Dirt Track con la Yamaha TZ 750 2T del 1975, mi sono perso… Comunque che moto pazzesca: 125 CV, scaricati sulla terra, tutti o niente, quando i suoi avversari avevano le (anche loro mitiche) Harley-Davidson XR 750 da 90 CV. È rimasta nella storia la frase (non a caso riportata anche sulla maglietta commemorativa dell’evento di quest’annio): “They don’t pay me enough to ride that thing (non mi pagano abbastanza per guidare quella roba)”. Detta da uno che veniva chiamato Il Marziano fa una certa impressione… E in effetti non c’era prezzo per guidare quella moto, sulla terra e per giunta senza freni. Nel giro dimostrativo Kenny è salito in moto, ha abbassato la visiera ed evidentemente “quell’interruttore là” gli funzionava ancora. Ha fatto tre giri da spavento, tanto che Rossi, che inizialmente voleva provare la moto, ha deciso di lasciar perdere perché “domani devo correre”.


Oggi si parla solo di gare in circuito ma in USA il Dirt Track è sempre stato importantissimo, lo è ancor oggi. I campioni AMA, quelli veri e completi, correvano sia su strada che sui tracciati sterrati, altrimenti non riuscivi a vincere il titolo nazionale (il Grand National) perché non potevi fare abbastanza punti con una sola specialità. Era un po’ come la Combinata nello sci, il corrispondente però di Slalom Gigante e Discesa Libera: velocità pura, roba da pelo sempre.
A quelle gare partecipavano moto a 4T come a 2T, è il solito confronto tecnico/filosofico che non finisce mai. Anche se oggi si va sempre più verso i 4T ovunque. Adesso la Kawasaki sta elaborando il motore della sua Ninja 250 per farla correre nei Campionati Sport Production insieme alle 125 2T. Sono i primi passettini dei 4T nelle piccole cilindrate, stanno cominciando a rompere anche lì…
Io non la mando giù, secondo me dovrebbero solo studiarci e il 2T andrebbe benissimo anche adesso, alla faccia dell’inquinamento.
È già successo col diesel, che 20 anni fa era un motore da trattore, da generatore, adesso fanno le Coupé e le Spider coi motori diesel che vanno più dei benzina. A parte che io non me le prenderei nemmeno se me le regalassero, anche se vanno come dei missili. Per impostazione mentale preferisco l’Audi RS6 col V10 a benzina di derivazione Lamborghini.
I 2T per me sono la stessa cosa. Non servono tutte ‘ste sofisticazioni, sono leggeri, ci vogliono pochi pezzi per farli, sono facili da riparare per qualsiasi meccanico di qualsiasi postaccio del mondo dato che, diciamo, si tratta solo di un tubo con dei buchi.


L’unico caso in cui un 4T costa meno di un 2T è perché è un motore scarso. Poi cominci ad elaborarlo, a metterci l’elettronica, il controllo di trazione, le mappature, l’iniezione e vedi che i costi diventano mostruosi. Oltretutto vorrei anche ribadire la mia “concezione filosofica”: niente traction control. Se uno dà troppo gas o parte in testacoda (auto) o va per aria (moto). Non esiste che sei sdraiato in piega, dai tutto gas e l’elettronica ne fa passare solo il 20%! Così sono capaci (quasi tutti).
All’epoca di Schwantz e Raney le moto erano già belle come quelle di adesso, coi loro bei telai in travi d’alluminio belli spessi, coi freni in carbonio, gomme con quasi la stessa sezione di quelle di oggi. In più erano più compatte, costavano un quarto, andavano praticamente uguale (130 kg per 170 CV nel 1993, le ultime 500 avevano 210 CV…). Oggi si potrebbero abbattere i consumi e l’inquinamento con l’iniezione, che si può tranquillamente montare, e comunque già allora di elettronica ce n’era parecchia, tra valvole allo scarico e altre sofisticazioni varie come la camera di espansione separata della Suzuki. Però non c’erano controllo il trazione e le frizioni antisaltellamento (che effettivamente coi 2T non servivano), le moto facevano selezione, emergevano i migliori davvero.


A Rossi la 500 piaceva parecchio, secondo me ancora adesso più che la MotoGP, e comunque di quelli di adesso sono rimasti solo lui e Capirossi ad aver corso con le 4 cilindri 2T. Anche la 250 è una bella motina, con 90 kg per 105 CV, una moto da corsa vera con un avantreno uguale a quello delle 500. Non ci sarà la botta delle grosse cilindrate ma per guidare serve di più quella di una Superbike. Fino a quattro o cinque anni fa erano quelli che venivano dalle 2T: Rossi, Capirossi, Checa, Barros. Mai nessuno arrivato dalla SBK per fare il mondiale veramente è andato forte come chi haveva “studiato” sulle 2T. Ma non per colpa loro, semplicemente la 500 era più formativa. Anche adesso lo è di più la 250 della Supersport. Prendete Toseland, un bicampione del Mondo SBK. Cosa ha fatto in GP? Anche Edwards… Ma sì, vanno bene, però vincere è un’altra cosa. Anche Bayliss non ha mai brillato come in SBK, dove invece è stato un fenomeno. Qui era uno dei tanti, buono ma nella media. Mi piace Spies ma comincia ad essere vecchio. Vedremo.

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