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Honda CBR600RR Ten Kate

Il regolamento della 600 supersport permette solo un...

Honda CBR600RR Ten Kate
...fine lavoro da orologiai e, vedendo le velocità massime, pare che tutti nella 600 siano molto raffinati. I maestri? I ragazzi del semi ufficiale team olandese Ten Kate. La CBR600RR da loro curata è una moto fantastica, quasi una Superbike.

La moto
Solo ciclistica? No, il regolamento Supersport non è solo questo. Avere un motore da Mondiale rispettando i severi vincoli del Regolamento non è impossibile, basta impegnare anima, corpo e... quattrini in test, prove e messe a punto. Per regolamento non si possono asportare materiali dalla testa e dai condotti ma sono ammesse, per esempio, raffinatissime operazioni di messa a punto e parti speciali, come guarnizioni, kit sospensioni, centraline, purché reperibili come normali ricambi dalla rete di assistenza.

Come è anche nel DNA e nella storia del team Ten Kate, c’è prima di tutto il lavoro sull’elettronica, sull'assetto e sulle sospensioni. Per quanto riguarda la prima, il regolamento concede di sostituire la centralina del motore: la nuova unità della CBR in esame è la PI Researc, modello Pectel. Questa elettronica in pratica è “vuota” e può essere interfacciata con qualsiasi tipo di motore. Le possibili strategie da costruire e mettere a punto possono riguardare tutti gli aspetti, incluso il controllo del freno motore e il controllo di trazione. Il primo motore può essere attuato in due modi: gestendo la modalità di chiusura della valvola secondaria del gas oppure calibrando opportune relazioni tra il comando imposto dal pilota con la rotazione della manopola e la reale apertura delle farfalle o, in ultimo, modificando l’anticipo dell'accensione e la dose di benzina solo nella fase di ingresso in curva, per ammorbidire il motore ed evitare che la coppia motrice causando il trascinamento della ruota posteriore inneschi i saltellamenti. La centralina di controllo del motore si interfaccia poi direttamente con la cella di carico che costituisce la parte sensibile del sistema del cambio di marcia rapido.

In abbinamento alle modifiche elettroniche e agli altri innumerevoli controlli di accoppiamenti e tolleranze, sulla CBR Ten Kate viene installata una frizione antisaltellamento della STM. La trasmissione finale è una Regina con un kit passo 520 della famiglia racing “vere”, una modifica semplice che fa risparmiare notevole peso (fino a 1,5 kg) a tutto vantaggio della riduzione delle inerzie.

Il comparto sospensioni è l’altro argomento interessante: data la ormai pluriennale esperienza con le WP, il Ten Kate è diventato anche un team di sviluppo a tutti gli effetti per la stessa marca di sospensioni. Il monoammortizzatore di serie, una buona unità completamente regolabile ma progettato per l'uso stradale, è sostituito con un WP 4618 con due regolazioni in compressione, per le alte e le basse velocità, e una in estensione. In più c'è un pratico sistema per la regolazione del precarico della molla. L’anteriore invece è quello originale, modificato però installando un kit di cartucce aggiuntive (ovviamente sempre WP), con la particolarità di avere la compressione regolabile sulle alte e sulle basse velocità. L’estensione rimane però tradizionale.

Chiudono le modifiche più interessanti le pedane e altri organi meccanici speciali, finemente lavorati a macchina dalla Valter Moto, la bulloneria alleggerita Pro Bolt e il reparto freni potenziato con componentistica Braking Sunstar.

La guida
Questa è la moto con cui Sofuoglu ha vinto Portimão tornando da una poco fortunata esperienza in Superbike, e sappiamo che con una moto analoga il suo compagno di quadra Andrew Pitt ha vinto il Mondiale Supersport 600. Le premesse non sono quindi niente male e possiamo partire subito con una cosa da dire molto importante, che qualifica già la Honda CBR600RR del Team Ten Kate: va quasi come una Superbike. Lo posso affermare perché proprio in questi giorni abbiamo guidato le protagoniste del Campionato SBK proprio su questa pista e vi posso assicurare che questo gioiellino, nonostante la grossa differenza di cilindrata, ha poco da invidiare alle regine delle derivate di serie.

La prima cosa che mi ha sorpreso, infatti, è proprio il motore. Una cosa che non mi aspettavo. Una volta, e non si parla di vent’anni fa, le seicento erano potenti in alto ma assolutamente vuote sotto. La CBR600RR, invece, è oggi ben diversa, spinge forte fin da sotto, diventa cattiva a 9000 giri e poi sale di giri in continuo, senza prendere fiato. Sale, sale, sale... Mi dispiace ma questa volta non riesco ad essere preciso sul regime, perché non riuscivo a vedere bene il contagiri a LED, ma vi posso assicurare che l'allungo è... lungo davvero, e i CV che vengono fuori sono notevoli.

La posizione in sella è perfetta. Pur essendo lei una media cilindrata e io di buona statura, non ho assolutamente sofferto alcuna costrizione. Anzi, devo dire che la Superbike di Checa, curata dallo stesso Team, è fin troppo lunga, mentre questa seicentina sembra disegnata apposta per me. La ciclistica è fantastica, la posso descrivere in due parole: semplice e precisa. Poi dà una grande sicurezza.

Continuando il paragone con la mille, un argomento sensato perché si può riportare esattamente alle CBR600RR e Fireblade di serie, posso dire che la seicento è molto più reattiva della maxi ma soprattutto è anche molto più bella da guidare. È questa la cosa più sorprendente. La differenza sulla bilancia non è eccessiva ma, alla prova dei fatti, la seicento è molto più leggera. Questo è sempre legato alle prestazioni: essendo meno potente, quindi meno critica, ha permesso ai tecnici di spingersi più in là con la ciclistica, cioè sono riusciti a realizzare una moto molto più agile senza intaccare le estreme doti di precisione e stabilità. È facilissima da guidare perché è una moto velocissima ma allo stesso tempo non troppo potente, dall'erogazione brillante ma omogenea. Sicuramente un pilota normale, ma anche uno discretamente veloce, si divertirebbe più con questa che con con la superbike.

Tanta grazia è dovuta anche al contributo di gomme altrettanto eccellenti, le Pirelli Diablo Supercorsa SC. L'anteriore è bello, dal grande feeling anche in frenata a moto inclinata, e il posteriore è molto sincero. Sono il perfetto complemento per una moto eccellente come la Honda.

Dicendo che non mette in crisi come la superbike non dovete intendere che sia lenta rispetto la mille. Anzi, la CBR600RR Ten Kate è velocissima, anche in rettilineo, e nel paragone con una superbike di qualche anno fa non sfigurerebbe. Sarebbe interessante misurare la velocità di questa moto in fondo al rettilineo e confrontarla con quella della mille, credo che ci sarebbe una bella sorpresa.

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