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Harley-Davidson XL1200N Nightster

La nuova versione della 1200 Sportster è un omaggio al look retrò e alla sportività, sempre più classica e originale, così come viene interpretata nelle officine di Milwaukee

Harley-Davidson XL1200N Nightster
Barcellona (Spagna) – Il tempo sembra essersi fermato. Una segreta alchimia sviluppata negli Stati Uniti, a Milwaukee, permette di mantenere intatto nei modelli della Casa il fascino classico e intramontabile che li contraddistingue dagli albori e che a oggi, più “freddamente” fa conseguire risultati di fatturato e di vendita invidiabili. Basti pensare che nel 2006 sono state vendute nel mondo oltre 340mila Harley-Davidson, con la tendenza a crescere.
Dalla prima moto prodotta nel 1903, dai fondatori che diedero il nome all’azienda, le linee guida o meglio la filosofia per lo sviluppo delle nuove moto è rimasta coerente e non si è piegata alle mode o alle facili economie.
Certo, sono scomparsi i carburatori, sostituiti dall’iniezione e dall’elettronica, come le vibrazioni e gli scarichi rumorosi (che i nostalgici ancora recriminano) ma restare ancorati al passato sarebbe sciocco e lesivo.
Le Harley-Davidson di oggi sono piacevoli da guidare, affidabili e sempre affascinanti. E vanno prese con filosofia, perché se dipendesse dalla ragione pura, e dalla voglia di sportività intesa “all’italiana”, starebbero a prendere la polvere in magazzino.

In questo appuntamento abbiamo provato la nuova XL 1200 Sportster, nella versione Nightster che si distingue dalla versione standard per la colorazione “total black” della ciclistica. È tutta nera, insomma, inclusi i cerchi (ma restano i raggi cromati), i riser, il manubrio e altri particolari della carrozzeria, come il faro anteriore e la sua palpebra. Il blocco motore è grigio satinato come il coperchio della scatola del filtro, ma le teste brillano per la spessa cromatura.
Sostanziale novità per tutte le Sportster è l’assenza del faro posteriore. La classica “gemma” sul parafango è sostituita dalle frecce che assolvono la doppia funzione. La soluzione è chiaramente omologata, anche se è possibile ipotizzare che potrebbe destare perplessità in caso di “controlli” su strada.
Oltre alla versione monocromatica “Vivid Black” con finitura lucida, sono disponibili altre quattro varianti bicolore. Abbinate alla base nera della metà inferiore del serbatoio, troviamo un grigio satinato dal look “dark”, un arancione brillante “istituzionale”, l’azzurro pastello “old sixty” e il verde oliva che evoca scenari militari.
La Nightster è altresì caratterizzata esteticamente dal copricinghia e dal supporto del parafango anteriore forati e dalla sella monoposto (ma c’è la possibilità di acquistare il kit per il passeggero).
La meccanica non ha subito aggiornamenti significativi, mentre la lunghezza degli ammortizzatori è stata incrementata per ottenere più luce a terra e migliorare l’angolo di piega.
La famiglia delle Sportster adotta l’antifurto con sensore di prossimità; è sufficiente tenerlo in tasca per consentire l’avviamento quando si è in sella, e innescare l’antifurto quando ci si allontana dal mezzo.
I prezzi di listino di tutte le Harley-Davidson includono la consegna con il pieno di carburante, 24 mesi di garanzia e 12 mesi di iscrizione all’HOG (Harley Owner Group), opzione che prevede il soccorso stradale in tutta Europa.

La guida
Il nome stesso definisce la Sportster come un modello sportivo dell’Harley-Davidson, e la grintosa grafica bicolore enfatizza il concetto, oltre a restituire il fascino retrò della prima Sportster del 1957. Ma come tutte le realizzazioni della Casa, deve essere interpretata e contestualizzata nella tipologia delle moto custom. L’altezza della sella è veramente accessibile (sono solo 676 mm da terra) e il manubrio conformato a “corna di bue”, accoglie i comandi del freno e della frizione i cui carichi di azionamento sono sensibilmente ridotti.
Ne consegue una posizione di guida bassa e comoda, grazie anche alle pedane non troppo avanzate, che permette di trovarsi subito a proprio agio alla guida della Nightster anche se il ginocchio destro tende a interferire con il coperchio della scatola del filtro. Il comando frizione a cavo è morbido e neppure nell’uso intenso tende ad affaticare, mentre il comando cambio, preciso e altrettanto morbido, non evita sonore rumorosità di innesto.
Il sistema di fissaggio elastico del motore al telaio funziona egregiamente. Da fermo si può apprezzare il piacevole e continuo sussultare del propulsore, all’unisono con i borbottii zoppicanti emessi dalla coppia di silenziatori, ma in marcia le vibrazioni sono pressoché assenti. Tutto bene, quindi, a parte il calore emanato dal grosso bicilindrico, che si propaga fino al busto (può diventare fastidioso quando si guida a bassa velocità nel traffico).
In azione la Sportster non fa sentire il suo peso ed è agile nel traffico, tanto che potrebbe essere l’alternativa “cool” ai mezzi da città, se non fosse per la corsa corta delle sospensioni. Sia la forcella che gli ammortizzatori arrivano facilmente a fondo corsa, limitando notevolmente il comfort di marcia: basta un tombino o un rallentatore trasversale per ricevere colpi secchi alla sella e al manubrio.
Meglio, allora, uscire dai centri abitati e dirigersi sulle sinuose strade statali, dove si apprezzano la regolarità di erogazione del Vee-Twin e la generosa coppia, visto che basta arrivare al limite di 3000 giri/min per avere già il meglio. Raccordare le curve diventa così piacevole e rilassante, assecondati dalla ciclistica neutra che, nonostante la componentistica standard, non tende a scomporsi e mantiene la traiettoria con rigore. Ma presto bisogna fare i conti con la scarsa luce a terra; in movimento i famosi 31° statici di massima piega concessa, che già non sono esuberanti, si riducono ancora di più. Nonostante gli interventi tecnici abbiano migliorato questa condizione rispetto al modello precedente, le velleità sportive della Nightster sono limitate dalla facilità con cui si toccano gli scarichi (a destra) e la pedana (a sinistra). L’efficacia dell’impianto frenante è adeguata alla tipologia di moto; senza rilevare decelerazioni da togliere il respiro, il singolo disco anteriore riesce a controllare senza problemi gli oltre 250 kg della Nightster; modulabile e progressivo è aiutato dal freno posteriore che si dimostra anch’esso facile da gestire e non incline al bloccaggio.

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