Social

Cerca nel sito

Harley-Davidson V-Rod Muscle – Mr. Olympia

Look mozzafiato, motore sportivo e gommona…

Harley-Davidson V-Rod Muscle ? Mr. Olympia

anabolizzata per una iper cruiser fuori dal comune. Carattere compreso.

 

Prezzo: 19.000 euro
Colori: Nero, blu, rosso, argento

 

Ovvio, qualcuno storce il naso. Perché non si capisce come puoi andare in pista con la Muscle, staccare, piegare, consumare scatole di saponette e spalancare il gas in vista del rettilineo. E poi ricominciare. O perché non riesce ad immaginarsi come ci si possa divertire sulle curve e sui tornanti con una moto così lunga, pesante e seduta, con la forcella distesa e le pedane lontanissime, piazzate laggiù, sotto il manubrio. Ci sono tanti motivi per amare una moto, e sono tutti validi. Fate l’elenco dei modelli che vi hanno appassionato e chiedetevi qual è la qualità che vi ha colpito. La maneggevolezza? Le prestazioni? L’estetica? O una ben più importante? Esatto, è il carattere. L’ingrediente che non si  pianifica, non si progetta al computer né si improvvisa. La Muscle ha tutto fuorché le caratteristiche atletiche delle sportive che noi di SW tanto adoriamo, eppure ci piace perché è una moto importante. E guarda caso quelli che sono i difetti, scomodità, lunghezza, peso, impegno che ci vuole per convincerla a voltare, diventano d’un tratto le cose che più apprezziamo.

 

La moto
La gamma Harley-Davidson VRSC comprende la V-Rod “base”, la Night Rod Special e la Muscle, quest’anno tutte col motore Revolution 1250, il pneumatico posteriore extra large, l’ABS di serie e l’antisaltellamento. La prima ha dato il via alla Gamma ed esteticamente è più rigorosa, la Special è cupa ed aggressiva mentre la terza, la Muscle, è dedicata a chi ama le hot rod americane, auto di grande impatto estetico a cui sono ispirati il parafango posteriore corto e le grosse prese d’aria. Non per nulla negli USA la chiamano “la macchina da guerra”...
Variazioni estetiche a parte, le V-Rod appartengono alla categoria delle power cruiser, moto con la ciclistica bassa e lunga, propulsore di taglio sportivo. In questo caso un bicilindrico a V da 123 CV con raffreddamento a liquido e distribuzione bialbero in testa con 4 valvole per cilindro (una rivoluzione per le Americane). Le prestazioni ci sono ma non sarà mai possibile sfruttarle nel classico spirito sportivo, limitandosi a gustose accelerazioni al semaforo. E qui aspettatevi sorprese: le V-Rod preparate sono le regine delle gare di accelerazione americane.

 

Il design
Si può essere attratti dalle forme attillate di una supersportiva, dall’agilità di una naked, dalla mix di comfort e velocità che esprime una supertourer. E magari non piacciono le custom. Ma per restare indifferenti davanti alla Muscle bisogna proprio avere qualcosa che non va. La presenza è imponente, ci sono elementi assolutamente personali che non si sono mai visti in nessuna altra moto e finiture di alto livello, elementi che la rendono unica e straordinariamente affascinante, con una appeal che va oltre la semplice estetica di categoria. Che la Muscle sia una moto speciale lo dicono anche i particolari, lo splendido motore Revolution verniciato a polvere con i coperchi delle valvole lucidati, gli ammortizzatori posteriori stilizzati con le molle nere, il gruppo ottico posteriore e gli indicatori di direzione anteriori (integrati negli specchietti) con tecnologia a led, i grossi ma raffinati comandi a pedale in posizione avanzata, il manubrio con cablaggio interno e spessi riser in lega di alluminio e il fanale anteriore a goccia. La linea è straordinariamente personale, perché solo la Muscle è così bassa e allungata. La forcella è distesa in avanti (sono ben 34°), il (finto) serbatoio lenticolare è appiattito sul telaio e la sellona è a un soffio dal suolo (640 mm). E su tutto svetta l’imponenza della gommona posteriore da 240 mm, fasciata dal parafango basso e affusolato, una caratteristica unica.
È importante segnalare che la dotazione di serie comprende l’antifurto elettronico, l’ABS e la frizione antisaltellamento. Più la gommona.

 

La guida
Si chiamerà Muscle per le sue forme erculee? No, è più probabile che il nome sia riferito a ciò che ci vuole per guidarla. La lotta infatti inizia già a motore spento, nelle manovre. E non perché i 300 e passa chili in ordine di marcia siano eccessivi, ci sono moto più pesanti che si maneggiano senza troppa fatica, ma perché il manubrio sembra saldato e si piega sotto il peso che sciaccia la forcella troppo inclinata. Il ruotone posteriore, poi, rende gli spostamenti durissimi. Il pulsante dell’avviamento riesce a rilassare, perché il Revolution si scopre immediatamente fluido, pastoso, silenzioso di meccanica e con belle pulsazioni (non vibrazioni); si accende perfetto assieme al quadro di comando, dagli strumenti rifiniti come orologi, belli ed eleganti quanto, però, poco leggibili. I primi passi, altra lotta. Nelle svolte a bassa velocità la forcella inclinata fa chiudere lo sterzo e la moto diventa pesante, ostica da controllare e tenere in equilibrio. Se nel traffico vedete qualcuno in difficoltà con la Muscle, non pensate al solito incapace motociclista modaiolo, non è scontato guidarla con disinvoltura.
E poi c’è la posizione di guida. Che sarà anche all’americana ma è decisamente scomoda, con i piedi avanti, le braccia distese ad afferrare il manubrio largo e lontano. Il che significa mal di schiena precoce. Poi, in velocità, le cose cambiano e, pur restando invariata la forte influenza delle straordinarie quote ciclistiche, la guida diventa più fluida, benché del tutto personale. Perché da una custom te lo puoi aspettare che le variazioni di traiettoria non siano fulminee e che non si trovi proprio a suo agio tra le migliori curve da compatta naked, ma con un motore così la nostra mente si aspetta reazioni più “europee” (o giapponesi). Nelle curve a media velocità la Muscle, oltre ad arrotondare la traiettoria come si può immaginare, non trasmette la bella sensazione di sospensioni che lavorano e di gomma che morde l’asfalto. Non perché sia una moto sbagliata, semplicemente è fatta così. Le sospensioni, per scelta progettuale di chiaro stampo americano, lavorano poco. Quella posteriore, a dispetto della brevissima escursione, regala un buon comfort, certamente aiutata dal “gommone”; la forcella, invece, sui nostri fondi imperfetti arriva spesso a fondo corsa. Sul misto, pur considerando i limiti fisici della Muscle, la guida non è disprezzabile, ma sul veloce la moto è sensibile alle malformazioni e, in genere, alle sollecitazioni più brusche. Per esempio anche un cambio di marcia più deciso può indurre qualche oscillazione. Nulla, e questo va chiarito, che alteri la stabilità. Il motore è straordinario. La sua indole è sportiva ma non esasperata, quindi riesce a coniugare grinta la morbidezza. È capace di riprendere con grande regolarità da meno di 2000 giri/min per poi spingere con efficacia fino ad avvicinarsi alla zona rossa. Il meglio è concentrato tra i 6000 e gli 8000 giri/min, ma su strada si viaggia veloci fin dai 4000 giri/min. In questi regimi è straordinariamente brillante, un grandissimo bicilindrico da agile sportiva stradale, la moto che noi di Super Wheels vorremmo dalla Harley-Davidson. Concludiamo con l‘impianto frenante. La distribuzione dei pesi e il lavoro della forcella non sono proprio il massimo per le staccate assassine - di certo non previste dai progettisti - e in questi casi ben venga quindi l’aiuto dell’ABS. Il sistema però non è particolarmente evoluto: la prima fase di rilascio-ripresa è lunga e il recupero non è immediato, difetto che allunga gli spazi di frenata e, in qualche caso, può mettere in difficoltà.

 

Il verdetto
La Muscle si merita una strana pagella. La prima parte è comprensibile anche se avete le race replica nel sangue. Per esempio è indiscutibile che vanti un design spettacolare e si riconoscano finiture impeccabili. Che sia scomoda è un dato di fatto, e il prezzo è azzeccato, alto in assoluto ma adeguato alla qualità dell’offerta. Anche commentare il motore è piuttosto facile: ha grinta, è regolare, assicura buone prestazioni, stratosferiche nell’ambito delle custom, apprezzabili tra le naked sportive. Duretto il cambio (in puro stile Yankee).
Ma la sezione della dinamica, almeno come la intendiamo noi, in questo caso non “funziona”. Ha una bella guida? È maneggevole? Ha sospensioni e freni che ci soddisfano? Ovvio che se dobbiamo rispondere a queste domande riassumendo il giudizio con un voto seccamente tecnico il risultato non può essere brillante. Questo perché abbiamo in mente le sportive, e la Muscle ha il “difetto” di essere così grintosa di far pensare a questa categoria. Alla quale, evidentemente, non appartiene. Il piacere, oltre quello dato dal possederla e ammirarla, è quello di guidare una streetfighter speciale, che non danza tra le curve ma regala adrenalina nelle accelerazioni più brucianti: un colpo di frizione basta per firmare l’asfalto, una nuvola azzurra e una lunga virgola nera. Anche questo è piacere. Motociclisticamente parlando.

Tutto su:

Commenta con
Commenta con
AGGIORNA COMMENTI

Commenta la notizia

Voglio fare il tester

Acquista il libro online