Social

Cerca nel sito

Gasolio, una botta fortunata, una storia vera.

La storia di Gasolio - Paolo Casoli - mi ha colpito molto...

Gasolio, una botta fortunata, una storia vera.

Se avete letto il mio editoriale sul numero di SW 148 sapete di cosa parlo: Paolo è passato da bastardissimo che trattava tutti come delle merde a ragazzo adorabile, il tutto grazie a una botta in testa. Sembra una fiaba, invece è tutto vero.

Insomma, questa cosa della trasformazione mi ha incuriosito e mi sono informato parlando con Matteo Cavadini, che conoscete perché firma per noi le foto della Superbike più altri servizi. Lui all’epoca fotografava il Mondiale, quindi conosce bene Gasolio. Dice Matteo: “In pista Paolo era un pilota aggressivissimo. Lo riconoscevi subito, staccata con forcella a pacco, dentro la curva con una violenza incredibile, gas spalancato a tutti i costi. Velocissimo, ma ovviamente anche a rischio, infatti ha dato anche delle gran botte. Ma la cosa più impressionante era che non aveva paura di niente. Un pilota normale se picchia a terra non è che poi chiude il gas, altrimenti smetterebbe di correre, ma sicuro nei primi turni la curva della legnata la fa più rotonda. Stoner, a Donnington, ha detto, se cadi perché va via l’anteriore fai un po’ fatica a ritrovare la fiducia. Gente mica comune, eppure con un minimo di amor proprio. Gasolio no, lui non sapeva nemmeno cosa significasse la paura. Metteva il cuore sul serbatoio e spingeva forte e sempre. L’ho visto fare dei voli che se li facesse uno normale andrebbe ad accendere un cero alla Madonna e direbbe basta con le corse. Paolo, invece, tornava ai box, prendeva un’altra moto ed entrava in pista esattamente come prima, tutto a manetta. La botta della rivelazione l’ha presa a Valencia, per provare la R6, la prima versione di quella che c’è oggi. Lui correva con la vecchia, e la nuova gli è stata portata al volo quel giorno, direttamente dalla cassa al box. La messa a punto era quindi approssimativa. Gli hanno detto, Paolo, vedi un po’ come va questa, confrontala con la tua poi vediamo di lavorarci. Ha fatto così? Macché. Quel giorno faceva un freddo bestia e lui al primo giro era già a manetta. Al secondo è volato ed è entrato in coma. Gasolio era fatto così, non sapeva andare piano". Ecco perché adesso è un’altra persona.

 

Paolo oggi è venuto a trovarci in redazione. Allora gli ho chiesto, ma è vero che eri così. Lui ha detto nooo. Sorrideva, non è stato molto convincente: “No, la gente mi vedeva così perché facevo molto gli affari miei. Prendevo lo scooter, me ne andavo via concentrato per la gara. E poi ero molto esigente, coi meccanici, con la squadra”. Certo che in gara sei teso, quindi se ti scappa di essere musone si capisce. Poi continua: “In effetti ero intransigente. Durissimo con tutti, e poi non avevo pazienza. Per esempio quando ero in Ducati mi obbligavano ad andare al Ducati Week, dovevo andare in pista con i clienti. Mi dicevano, non impennare, stai con loro facendo da apripista. Io al primo rettilineo impennavo, alla prima curva li perdevo tutti e giravo per conto mio”.

 

In effetti, un bastardone, s’è capita. Oggi il Gasolio post-botta fa l’istruttore al DRE e ha una pazienza infinita. Allora gli abbiamo chiesto: “Vuoi fare il nostro istruttore? Andiamo in pista, vediamo come si va e tu, entro sera, ci tiri giù due secondi, ok?”. Lui: “Bello bello. Però, dipende. Se andate subito forte bene, sennò vi mando a cgr”. E ride...

Tutto su:

Commenta con
Commenta con
AGGIORNA COMMENTI

Commenta la notizia

Voglio fare il tester

Acquista il libro online