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Filosofia di coppia

Zavorre e zainetti

Filosofia di coppia

Erano anni che andavo in moto sempre da solo, ma da qualche tempo ho ricominciato a guidare col passeggero. Passeggera, precisamente, e quindi tanto per cominciare significa che ne ho una da portarmi dietro… Poi c’è da dire che sono fortunato perché alla santa in questione andare in moto piace. Non sempre succede.

 


Diciamo la verità, alla maggior parte dei motociclisti sfegatati non garba molto scarrozzare dietro la schiena quel peso supplementare che, oltre a gravare sulle sospensioni costringendo a modificare di molto la guida, ha la disgraziata abitudine di essere un essere vivente, pensante e non di rado… rompente. Chi sta dietro, infatti, spesso non va in moto in altro modo e non ne ha una propria. Di conseguenza non conosce le dinamiche della guida, le reazioni del mezzo agli ordini impartiti, non sa cosa fare nelle varie situazioni e, anche se impara, in genere ha sempre una buona dose di paura. Atteggiamento che manifesta con strizzatine ai fianchi del pilota, tenaglie con le gambe, movimenti sbagliati dettati dal panico (istinto di conservazione?) o, quando va bene, anche solo con continui richiami alla prudenza urlati da casco a casco. Non la chiamiamo forse zavorrina? Il termine sarà anche affettuoso, ma identifica pur sempre un bagaglio scaricabile alla prima occasione… La conseguenza è una guida contratta e un po’ nevrotica, con tutto ‘sto stress di dover pensare a non far prendere spaventi che sappiamo bene sarebbero immotivati. In sostanza il pericolo aumenta invece di diminuire. Ma questo lei non lo sa: per lei contano solo la bassa velocità, le accelerazioni e le frenate più blande possibili e le curve senza piegare.

 

Capirete quindi la mia meraviglia nel sapere che Anna apprezza le vere sensazioni motociclistiche tanto che se in un viaggio non faccio qualche bella tirata di marce basse arriva il rimprovero contrario: “Mi sto addormentando”. Inoltre, stento a scrivere queste parole, se piego bene e magari ogni tanto tiro su la ruota va anche meglio… Capita quindi che divertirsi “attivamente” in moto non piaccia solo a noi piloti, esiste la situazione ideale in cui la passione per la moto non è solo sopportata ma anche condivisa e alimentata. Anche il passeggero può godere di egoistico divertimento, ma per fare questo deve esserci fiducia, che sta sempre alla base delle unioni più riuscite. So che non vorrai mai farmi male, quindi sono con te in tutto ciò che fai. Se ci riflettete è una fiducia paragonabile a quella che noi stessi riponiamo nella nostra moto: so che può fare certe cose quindi sono tranquillo, anche se da fuori sembrerà che la situazione potrebbe sfuggirmi di mano da un momento all’altro. La guida a solo e quella col passeggero sono situazioni onestamente non proprio paragonabili, come quando si dice che il libro è migliore del film. Eppure a ben guardare non è che andando in due si debba per forza rinunciare al piacere della moto, inteso in senso lato. Esistono vari tipi di piacere e a volte le carte si mescolano. Il piacere della tranquillità: una cruiser (magari nemmeno americana) due vitaioli che chiacchierano sorridendo senza nemmeno usare l’interfono coi loro jet alla moda. Passano dei bei momenti, la velocità è bassa,la posizione in sella è di assoluto relax. Stanno bene, probabilmente a prescindere dalla moto.

 

Ed ora guardate le foto. Il piacere del viaggio: la coppia in gita turistica si gode certamente la passeggiata. La posizione in sella è giusta, si notano la ricerca di un po’ divertimento nella guida e l’atteggiamento mentale più genuinamente motociclistico che traspare nella scelta dell’abbigliamento, del mezzo e dell’allestimento. Il piacere del viaggio, dove nulla è lasciato al caso, continuerà giunti alla meta. Forse a volte il turista fa un po’ il forzato delle due ruote, ma di certo sa come ricavare soddisfazioni dalla moto. Infine il piacere del brivido: la foto (quella a destra) dimostra che i veri pazzi non sanno di esserlo, quindi si divertono un sacco!


P.S.: le immagini ritraggono tester di Super Wheels al lavoro…
 

 

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