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Egoismo indotto

Motociclisti… Prima si scannano tra italianisti e...

Egoismo indotto

...giapponesisti, tra scooteristi e customisti, poi però sono pronti a salutarsi e a darsi una mano. Sarà. Io vedo che spesso al saluto non mi rispondono. Più che altro mi sembra pigrizia anche se, specie in città, è meglio tener le mani sul manubrio, quindi sono disposto a concedere le attenuanti generiche.
La solidarietà invece è un argomento che considererei chiuso.

 

Mi spiego. Qualche volta mi è capitato di ritrovarmi fermo per inconvenienti tecnici o a spingere la moto rimasta a secco. Beh, si fosse fermato qualcuno… A onor del vero anch’io non mi fermo sempre quando vedo qualcuno apparentemente in panne. Dico apparentemente perché l’ultima volta che sono tornato indietro a vedere se lo sfortunato aveva bisogno di una mano stava solo telefonando alla tipa, mi ha pure guardato male.

Effettivamente la bella abitudine del mutuo soccorso è un retaggio di quando le moto (tutte) si rompevano sì spesso ma erano tutto sommato riparabili con pochi attrezzi e un po’di fantasia (quello diceva: “quel gran genio del mio amico, con un cacciavite in mano fa miracoli”). Fil di ferro, nastro americano, qualche semplice ricambio sempre in tasca e aiutare era facile. D’altronde il raffreddamento era per la maggior parte ad aria, i carburatori erano abbastanza accessibili, le carrozzerie erano scarne e gli impianti elettrici piuttosto elementari.

 

E oggi? A meno che non si tratti di una semplice 125, mettere le mani nei motori è un’impresa possibile solo per veri esperti, nella sicurezza di un garage e con il manuale di officina pronto per ogni evenienza. Ma dai, per cambiare una candela bisogna smontare mezza moto, per gli impianti elettrici serve la laurea, si possono giusto sostituire i fusibili, sempre che la scatola sia raggiungibile. E la carrozzeria? Una volta c’erano delle semplici viti a fissarla, oggi vanno di gran moda quei bottoni a pressione che si rompono appena li guardi.
In sostanza se uno vede una moto ferma sul ciglio della strada tira dritto perché sa che di fatto, a parte il supporto morale o un rifornimento d’emergenza con la tanichetta tipo sacchetto, non potrà far nulla. Per qualsiasi altra cosa fa molto più un telefonino che una cassetta di attrezzi.

Già, ma il cellulare ce l’hanno tutti, quindi che mi fermo a fare? Io vorrei fermarmi, ma sarebbe solo una perdita di tempo.
Infatti l’amico sta già telefonando al centro assistenza, o al servizio di soccorso. Quello che forse non sa è che al customer care gli risponderà un’irritantissima voce preregistrata che farà di tutto per scoraggiarlo mentre i servizi di soccorso gli prosciugheranno il portafogli, alla faccia delle tanto sbandierate convenzioni con le assicurazioni e le Case. Se la convenzione non ce l’hai paghi una cifra da morte improvvisa, se invece ce l’hai stramazzi al suolo ma almeno rimani vivo…

 

Quindi tranquillizzate la vostra coscienza, nessuno vi biasimerà se tirate dritto. Basta che vi ricordiate di stare calmi quando in panne ci starete voi.

 

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