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DUCATI 1199 Panigale

Prime foto rubate della nuova superbike bolognese in versione definitiva (pubblicate da un sito svizzero)

A un giorno dall'apertura del Salone di Milano, dove avverrà la presentazione ufficiale, ecco alcune immagini rubate che stanno circolando in rete (www.acidmoto.ch) e che ritraggono la 1199 Panigale, la nuova superbike Ducati.

Al di là della qualità evidentemente amatoriale, si vede tutto quello che si deve vedere: la nuovissima linea con parecchi tratti originali e qualche richiamo al passato; lo scarico sotto al motore (rivoluzionario per la Ducati), l'inedita strumentazione ma, soprattutto, le sospensioni a controllo elettronico (la moto avrà i riding mode, com la Multistrada).

 

Ecco alcuni dati tecnici riferiti al nuovo motore Superquadro che equipaggerà la 1199 Panigale.

 

Il nome deriva dall’incredibile rapporto 1,84:1 derivante dalle nuove misure di alesaggio e corsa: 112 x 60,8 mm. Lo scopo è aumentare i regimi di rotazione nonché incrementare il diametro delle valvole. Come sulla D16 RR, l’albero motore gira su bronzine. La lubrificazione sfrutta condotti interni al basamento e una nuova pompa che mantiene il vano imbiellaggio in depressione, riducendo la resistenza durante la discesa del pistone.

 

Prestazioni dichiarate: 195 CV a 10.750 giri e 132,43 Nm a 9.000 giri. Tagliandi ogni 24.000 km.

 

La distribuzione è ovviamente desmodromica, con alcune novità: i nuovi bilancieri “superfiniti” e rivestiti in PLC (Polymer Like Carbon), ma soprattutto un sistema a catena/ingranaggi al posto della cinghia. Rispetto al 1198 Testastretta Evoluzione, il diametro delle valvole di aspirazione (in titanio) passa da 43,5 a 46,8 mm, da 34,5 a 38,2 mm per quelle di scarico. A vantaggio di rigidità, compattezza e riduzione del peso, le teste sono fissate direttamente al basamento e hanno coperchi fusi in magnesio (come la coppa dell’olio e il coperchio della frizione).

 

Ciascuno dei nuovi corpi farfallati ellittici, del diametro equivalente aumentato da  63,9 a 67,5 mm, dispone di due iniettori comandati da un’elettronica che supporta il ride by wire con i riding mode.

 

Resta di 90° l’angolo tra i cilindri, ma questi sono ruotati all’indietro di 6° rispetto ai carter, con quello anteriore a 21° dal piano orizzontale. Il tutto per avanzare il motore di 32 mm, migliorando la distribuzione di pesi.

 

I carter sono ottenuti per pressofusione sottovuoto con la tecnologia Vacural (risparmio di peso, spessori delle pareti omogenei e miglior resistenza meccanica. I passaggi del liquido di raffreddamento sono incorporati nel basamento dove sono alloggiate le canne dei cilindri.

 

Importante novità è la frizione in bagno d’olio. I puristi che potrebbero storcere il naso si consolino col sistema integrato di servoassistenza/antislittamento.

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