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Confronto Triumph: Speed Triple Vs Street Triple

Una ha una storia importante alle spalle, un allestimento...

Confronto Triumph: Speed Triple Vs Street Triple
...di gran classe e un tre cilindri pieno di muscoli; l’altra è nata da poco ma ha già i numeri da grande, è veloce, leggera e costa anche meno. La Street è davvero pericolosa per sua sorella maggiore?

Le moto
Quando abbiamo provato la Street Triple, il primo pensiero che ci è venuto in mente non è stato rivolto alla concorrenza, ma alla Triumph stessa. Appena nata la nuova media naked inglese aveva già le carte in regola per piacere ai motociclisti sportivi e per fare una bella figura sul mercato. Nata con la camicia: è figlia d’arte, ha un’estetica non nuova ma collaudata, un motore brillante, è agilissima e, per finire, costa anche il giusto. Povera Speed Triple: è arrivata la moto che ti metterà in pensione, abbiamo pensato.

La maxi di casa è un mito, ma è anche vero che in sostanza è dal 1997 che non ha compiuto un vero salto di generazione. Le riconosciamo che negli anni è cambiata tantissimo, sia nell’estetica, sia nel propulsore, ma in sostanza il progetto resta quello di allora.

Ora è arrivata un’altra generazione. La Street ha la sfacciataggine delle ragazzine cresciute troppo in fretta, non si cura di portare rispetto alla sorella più grande. Se la incontrasse per strada non ci penserebbe due volte a passarle davanti e la veterana dovrebbe anche faticare un po’ per rimetterla in fila. La Street ha un motore di minor cubatura, ma non manca né di potenza né di coppia, grazie alla magica formula a tre cilindri. Poi è notevolmente più leggera e le quote ciclistiche sono state scelte per la massima agilità. Insomma, un osso duro.

Da parte sua la Speed ha un allestimento ben più importante, sospensioni e freni in particolare, e questo, si sa, all’atto pratico significa una guida migliore, più efficace e piacevole. Il peso inferiore e l’agilità possono non bastare a definire il concetto di piacere di guida. E poi la vera Triple è lei. Ha una coppia esuberante e doti ciclistiche da vera sportiva, che su strada sono più che sufficienti. Poi è affascinante, ben di più della sorellina, che al suo confronto sembra una copia mal riuscita messa su cercando di risparmiare.
È vero, la Street è più accessibile in tutto - dalla guida al prezzo - ma il fascino muscoloso della Speed non si può paragonare a quello della nuova arrivata.

Si prospetta quindi uno scontro interessante, dall’esito tutt’altro che scontato. È infatti possibile che a certi piloti piaccia di più l’agilità della Street, ad altri invece la maggior muscolosità della Speed. La scelta non è certo facile perché si tratta sempre di ottime moto, sorelle di sangue e gemelle nei lineamenti ma così diverse nel carattere da appartenere a due categorie molto diverse. Non è stato facile per noi cercare il bandolo della matassa. Per farlo ci siamo affidati a più tester, velocissimi piloti esperti in pista, motociclisti più tranquilli ma di grande esperienza e anche qualche new entry: è infatti interessante ascoltare le diverse opinioni, in particolare di chi sale su queste moto senza alcun pregiudizio e scoprirle piano piano curva dopo curva.

La guida
È accostando le due Triple che si apprezza la Speed. Oltre alla chiara sensazione di maggior cura e importanza della realizzazione, si notano le dimensioni più “motociclistiche”, qualità senza dubbio apprezzata dai piloti di buona statura. Infatti l’accoglienza in sella è ottima, c’è spazio per distendere le braccia e assumere una postura confortevole per le gambe. In particolare si avverte nettamente la sensazione di trovarsi a cavallo di una moto “vera”, di grande carattere.

La posizione di guida è comoda, e si adatta a qualsiasi situazione.

La Street non è certo una motoretta, ma in questo confronto dimostra nettamente la minore cilindrata. Salendo in sella dopo aver guidato la Speed, ci si accorge che è ben più piccola, e il pilota di prima (quello di buona statura) la troverà un po’ strettina, con la sella che spinge verso il serbatoio e le pedane più vicine al piano di seduta.
Altri, e importanti, i vantaggi: è facile arrivare al suolo perché la sella è più bassa e la leggerezza permette un controllo più agevole nelle manovre.

Un’altra sensazione, ben più interessante e che sorprende, si prova smontando dalla Speed e salendo sulla Street: il piccolo tre cilindri non fa rimpiangere la spinta ai medi del 1150. L’energia infatti non manca; addirittura ai regimi più bassi è anche notevolmente più pronto, sale di giri molto rapidamente e con una risposta al chiudiapri anche fin troppo vivace per la guida in città. Poi, ai medi, il 675 riprende fiato stemperando la spinta dai 5000 agli 8000 giri/min. Tutto qui? No, tutt’altro: si sta preparando per assestare una grintosa zampata finale che porta la lancetta fino alla zona rossa del contagiri. È, insomma, un vero motore da corsa, con un carattere gustosissimo ereditato dalla Daytona.

Di tutt’altra pasta l'1150. In questo confronto risulta perfino pigro in basso, fortunato difetto che regala un’ottima risposta ai chiudi-apri, esente da strappi. Poi, già dai 4000 giri/min, arriva l’effetto coppia. Non è diversa solo nei numeri rispetto a quella del 675, ma anche nel feeling: è una coppia strana, che sale piena dal basso coinvolgendo la pancia, una forza calda, morbida, gustosa. In parte perché è piena, in parte perché è accompagnata da una piacevole fluidità del propulsore che, al contrario del ben più ruvido 675, è esente dalla benché minima vibrazione.

Nella trasmissione si avverte invece chiaramente che il tempo non passa invano. Il cambio della Street è di progettazione più giovane e vanta un funzionamento preciso e fluido. Al contrario dell’unità della Speed, che manifesta qualche impuntamento.

Il bello del confronto è che anche dal punto di vista dinamico le cose sono nettamente diverse: caratteristiche forti si riconoscono all’una e all’altra Triple, rendendo difficile dare la preferenza. Tanto che non solo ci si trova in contrasto tra piloti, ma addirittura uno stesso pilota può dare giudizi diversi sulle due moto, a seconda della situazione e anche dello stato d’animo.

Se si è insicuri, meglio la Speed. È vero, di primo acchito è più pesante, più impegnativa da guidare sullo stretto, ma alla fine dei conti è capace di infondere maggiore sicurezza. Sia nell’ingresso in curva sia nei cambi di direzione richiede un piccolo sforzo in più, dimostrando non solo il peso superiore, ma anche un progetto ciclistico meno spinto, più orientato alla stabilità che all’agilità. Chi non ha esperienza potrebbe interpretarlo come una reazione instabile, ma non è così. Prima di tutto il problema rientra da solo appena la moto ritrova il bilanciamento e poi il limite è così ampio che non si corre alcun rischio.

A questo punto il giudizio si sta delineando. A chi piace una moto agile, leggera, reattiva, che scenda in piega da sola e che si lasci condurre con estrema velocità nelle esse, senza dubbio preferirà la Street. Chi, invee, scambierà questa doti per instabilità, sceglierà la più rassicurante Speed, che offre il gusto della guida più muscolare.

Ovviamente abbiamo portato le due Triple in pista, per il confronto al limite: la street è senza dubbio quella che si trova meglio tra i cordoli, sia per l’aggressività della ciclistica sia per le caratteristiche del propulsore, entrambi di estrazione racing, entrambi di recente progettazione.

In frenata però c’è una grossa differenza. La Speed è impeccabile, con il doppio disco potente e modulabile, non altrettanto si può dire della Street. L’anteriore ha potenza, ma per ottenerla occorre esercitare una decisa pressione sulla leva. Difetta, inoltre, di modulabilità.

A questo punto chi è la vincitrice? Non c’è, perché il verdetto non è assoluto, dipende da ciò che si cerca in una moto. Ciò che possiamo dire è che il pacchetto Triple offre una bella gamma di sensazioni.

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