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BMW R 1200 GS

Comfort, fascino e sicurezza: sono i tre pilastri della saggezza della R 1200 GS. Ma c’è un altro aspetto di questa straordinaria enduro che ci intriga. Per scoprirlo occorre scollegare i vari sistemi intelligenti (l’ABS e l’ASC) e... guidarla

BMW R 1200 GS
La moto
La prova della R 1200 GS, che grande novità! direte. In effetti la tedescona non si può dire sia proprio una giovincella, ma si è guadagnata una nuova prova perché è una delle moto più di questi ultimi anni. Più cosa? vi chiederete. Più bella da mostrare in città, più gustosa da guidare, più versatile, più comoda in viaggio... insomma, più tutto.
Quindi eccoci qui, di nuovo, dopo quasi quattro anni dall’esordio, a parlare della maxi enduro più famosa della storia. Già, quattro anni. La Giessona non sta invecchiando, perché oggi è più in forma che mai (pensate, a Monaco hanno appena festeggiato la centomillesima R 1200 GS prodotta), ma la BMW ha in programma, per il 2008, un leggero aggiornamento estetico; lo vedremo a Milano.
Di enduro, come tutte le compagne di categoria, la GS ha ben poco. Si tratta però di una fenomenale moto da viaggio, da preferire per una lunga serie di pregi impagabili. Prima di tutto il comfort. La posizione di guida è comodissima, le sospensioni assorbono tutto o quasi, la protezione aerodinamica non manca e, per finire, si può caricare come un mulo. Ma c’è dell’altro. Il vantaggio, rispetto alla R 1200 RT, è l’estetica più accattivante (parere personale) ma soprattutto la versatilità. Se in viaggio si incontra un buon tratto di sterrato che problema c’è? La GS se lo beve con tranquillità, come se nulla fosse.
L’abbiamo usata in fuoristrada “serio”, insomma, non la solita autostrada di ghiaino, gommata come si deve (con le Metzeler enduro, ruote tassellate adatte a mordere lo sterrato) e abbiamo scoperto una moto incredibilmente facile, bilanciata, con un’erogazione incredibile, capace di trarre d’impaccio anche in situazioni complicate, con un tiro sempre potente ma anche dolce, ampio e regolare. Insomma, è vero che le maxi enduro sono oggi moto 100% stradali, ma da questo punto di vista la GS fa un’eccezione. È una moto buona per l’avventura a 360°, da usare per il puro piacere di viaggiare. Torneremo presto su questo argomento, con un articolo tecnico dedicato a chi vuole intraprendere un viaggio avventuroso e anche un buon racconto in tema.

La guida
Proprio in questo numero di Super Wheels si è parlato di un sacco di nuovi sistemi “intelligenti”. La nostra GS ne ha ben due, l’ABS e l’ASC. Il primo, che appartiene alla quarta generazione, ha finalmente raggiunto una buona maturità, non evidenzia più i ritardi che affliggevano le precedenti versioni (in particolare al momento del recupero della frenata dopo il primo istante dell’intervento), è quindi efficace e in grado di garantire un elevato livello di sicurezza.
Ci possiamo porre una domanda. Se si sa guidare bene, l’ABS serve o no? Dicono (voci di concessionario) che una BMW senza ABS sia più difficile da vendere, e quindi la risposta comune è sì, l’ABS è indispensabile. Per quanto ci riguarda il giudizio non si risolve con un sì o un no, ma con un dipende. Se si è riposati, si vuole guidare sportivamente e la strada è buona, allora il sistema antibloccaggio è - a nostro parere - inutile, anzi toglie il divertimento. Se, invece, si è in viaggio, in autostrada, si è stanchi e il fondo è scivoloso o bagnato, allora è utilissimo. Ci solleva da un sacco di pensieri, trasformandoli in sicurezza: non occorre stare con i nervi tesi per identificare una scivolata della ruota e recuperare, operazione complicata anche dal continuo cambiare del fondo: se il grip è di un certo tipo, allora posso dosare la frenata per evitare problemi, ma se cambia continuamente non si sa mai cosa riserverà la pinzata, a meno che si rimanga in un margine di amplissima prudenza, e questo vuol dire frenare poco/niente.
Una situazione in cui è veramente fantastico è in curva. Si arriva lunghi? Salta fuori un gatto dal fosso proprio mentre siamo in piega? Basta azionare il freno posteriore per rallentare senza alcun danno. Va bene anche il “pestone”, l’ABS è magico. Ovviamente fatelo a mezza curva, non a moto piegata. Insomma, se l’ABS è acceso non vuol dire che possiamo spegnere il cervello.
Bene, quindi, giudizio positivo. Manca però una cosa: la possibilità di disinserirlo in movimento. Perché non si può? Per escluderlo devo fermarmi, bene. Ma se lo scordo prima di imboccare un bel discesone sterrato è un po’ dura fermarsi per disattivarlo. E questa è un’eventualità da non scartare, visto che se si spegne il motore e si riparte il sistema riprende il suo stato attivo (non memorizza, insomma, l’ultima modalità scelta).
Passiamo all’ASC. Immaginiamo di essere buoni piloti e guidare sull’asciutto: a nostro parere non serve. Anzi, rompe le scatole. Se si apre con decisione in uscita di curva e la ruota posteriore slitta un po’, il motore sembra perdere di colpo un cilindro. Lo stesso se si solleva la ruota anteriore. Bum, in terra. Siccome queste situazioni, vista la grinta del 1200 ai medio-bassi, su strada si possono presentare frequentemente, l’ASC risulta troppo invadente. Meglio, allora, disattivarlo, ma anche in questo caso l’operazione va fatta sempre, ad ogni riavvio. A nostro parere dovrebbe essere il contrario: “C’è il sole? Niente ASC. Piove? Lo inserisco”.
Ma il ragionamento della BMW è giusto: “Io ti do la massima sicurezza che ho, poi se tu non la vuoi la elimini”. Noi ringraziamo che ci sia la possibilità di escluderlo, visti i tempi che corrono...

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