Rockers si nasce

In Italia la vita motociclistica comincia a 14 anni, coi soliti drammi per motorini troppo lenti da truccare e garette da vincere. E si sogna la 125, poi la 250, poi la 500, poi…

Rockers si nasce

Rockers si nasce

 

di Raffaele Taglialatela - foto Archivio Motociclismo

 

In Italia la vita motociclistica comincia a 14 anni, coi soliti drammi per motorini troppo lenti da truccare e garette da vincere. E si sogna la 125, poi la 250, poi la 500, poi…

 

Non è che siamo nati grandi, lo siamo diventati nel 1968 con il patentino per la 125. In quegli anni in cui accadde di tutto (la contestazione, l’assassinio di Martin Luter King, l’uomo sulla luna, Woodstok… Vi basta?) i Rockers Vesuviani si sentono già un po’ “motociclisti” perché vengono dai cinquantini in versione export, soluzione all’italiana per aggirare i limiti imposti dal codice e avere motori a potenza piena. Quei mostriciattoli a 2 o 4 tempi, con le loro ruotine striminzite, ti scaraventano fino a 80 km/h, ma non basta mai e si studiano trasformazioni. Il Moto Guzzi Dingo, ad esempio, si porta a 75 cc con cilindro, pistone e testata del modello venduto all’estero, mentre per il Moto Morini Corsarino ZZ arriva fino a 80 cc col kit ufficioso della Casa. L’apoteosi si tocca con i cinquantini motorizzati Minarelli: pistoni e teste speciali, bielle, carburatori… Diventano dei veri missili. Al Vespino si sostituisce del tutto il motore, preso direttamente della Primavera 125 e ovviamente truccato! I migliori come prestazioni sono la Guazzoni Matta, l’Itom Astor SS, l’Italjet Mustang, la Mondial Record. Ma sono pur sempre “piccolini” e la voglia di crescere è tanta.

Tonino “’O barbiere” a Vico Belvedere ha una moto che fa sognare: la Gilera 124 Special Sei Giorni. Nera, fianchetti e serbatoio bianco avorio, sella rastremata, marmitta Silentium cromatissima: vederla e ubriacarsi è tutt’uno! “Toni’, mettila in moto, facci sentire. Arrivi a 140 o no?!” E allora iniziano racconti che Tonino “rifinisce” abilmente; tra una sforbiciata e una sfumatura alta, i rockers in erba già si vedono a manetta sulla Sei Giorni Special. La conseguenza è la tortura quotidiana che i padri devono subire a suon di depliant: una sera la Gilera e l’altra la Motobi. “Ti vendo pure quella che hai, se non la pianti. Quando lavorerai te la compri da te!” è l’immancabile conclusione degli esasperati genitori…

 

Un treno da non perdere

Ma a volte la fortuna viene in aiuto. Nella Primavera del ’69, Umberto “’O strafottente” viene bocciato e, di conseguenza, è spedito in collegio. Non solo, la sua Motobi 125 Imperiale Special grigio/nera è sequestrata dal padre e depositata nel garage di un amico, che altri non è se non il padre di chi scrive. Da quel giorno i viaggi casa/scuola diventano un piacere dato che, al posto del Corsarino, il mezzo ufficiale diventa proprio la Motobi, con la complicità della mamma, che evita di… parlare.

Ovviamente il primo “pensiero” è quello di sfidare Tonino “’O barbiere” e la sua Gilera, che viene umiliata senza problemi! Col Corsaro Veloce di Andrea “’O Paperoga” non c’è storia, però. Non si può certo “accuratizzare” la moto di un altro usata di nascosto, quindi non rimane che ingoiare il rospo e subire il pubblico ludibrio. Il disastro si completa col furto della Motobi fuori dalla scuola: chi non dovrebbe sapere viene a conoscenza di tutto e ne fa le spese anche il Corsarino ZZ 60, venduto per punire l’intrepido "mascalzone" che passa di colpo da rocker a pedone.

La situazione è tragica, soprattutto guardando dal filobus i compagni che sfrecciano sui propri bolidi. Unica scappatoia la promozione a voti altissimi, solo in quel caso (forse) si sarebbe potuto ricominciare a parlare di moto. Ma dalla vita si impara sempre qualcosa, ed ecco che alla fine il baby Rocker Vesuviano a fine anno scolastico può tornare a sognare. Stavolta l’obbiettivo è la Gilera 125 5V  Dimostrazione che fa bella mostra di sé presso il concessionario del Cav. Miele, ex pilota Ufficiale Gilera. Per un pelo non sfuma anche quella, quando Miele se ne esce con “guaglio’, ma a te non ti piaceva ‘a Motobbì, non ci facevi ‘e corse contro tutti i clienti miei?” Il severo genitore, che non sa ovviamente nulla, potrebbe a questo punto sentirsi preso in giro e dire il “no” definitivo. Invece fa finta di niente, e la Gilera cambia casa.

Rosso competizione, manubri Tommaselli, doppia bobina, albero a camme speciale, rapporto di compressione aumentato, carburatore Dell’Orto di 22 mm Ø con collettore corto, marmitta Silentium aperta, pedane e leve arretrate: è una versione speciale che la Gilera dà ai Concessionari più prestigiosi, come il Cavaliere, che dichiara: “Ingegne’, ce vo’ chesta, accussì ‘o guaglione s’impara a guida’!

 

Sfida senza fine

La Gilera 5V va, e pure forte, non per niente è la migliore 125 di quegli anni. Inizia la caccia ad Andrea “’O Paperoga”, a Marino “’O chilometro” (sfiora i 2 metri d’altezza), a Gerardo “Squagliachiummo” (fondipiombo, detto così perché il Padre ha una fonderia). Le “sfide” vanno bene, soprattutto quando si corre contro le Moto Guzzi Stornello Sport: hanno tutte le qualità di questo mondo, ma non la velocità. Se è per questo nemmeno la linea è il massimo, troppo Anni ’50.

Le cose si complicano con l’uscita del Motobi SS 125 5 marce, col famigerato con asse a camme “c2”. Ma poi ci si mette anche Santuccio ‘O Filosofo: ha scoperto che sulla Corsaro Veloce 125 calzano perfetti il cilindro e il pistone del 150 e, cambiando l’ingranaggio di moto, entra perfetta la camma del 175 Sprint! 'O Filosofo è il primo ad accuratizzare il suo Corsaro e in gara svetta su tutti. Ma c’è anche Robertino “Lecca lecca” (per non fumare tiene sempre un lecca lecca in bocca e la sigaretta in mano) che fa trasformare la sua Motobi Imperiale super Sport in 200 “streetfighter” nientemeno che da “Sor Augusto Imperiali” il mago delle Motobi che sta a Roma. Con quella Motobi non possono nulla nemmeno le Ducati 250 Mach 1.

E la Gilera? Su quel motore c’è poco da fare. Portato a 150 (cilindro, pistone e testata del 150 Sport), rompe l’albero motore, dopo una scalata assassina per evitare, all’uscita in una curva in salita di Via Tasso, un corteo di un funerale… Terza, seconda… Un botto pazzesco, olio dappertutto, pilota da una parte e moto che finisce dritta nel corteo, facendo filotto dei congiunti… 

Danni alle persone quasi niente, ma per la Gilera non c’è più nulla da fare. Ma nella mente del Rocker Vesuviano ormai c’è da tempo un altro sogno: la Motobi 250 Barracuda.

Che storie, che tempi, che gioventù…