Elettronoia

Il futuro dei motori รจ elettrico.

Elettronoia

Il futuro dei motori è elettrico, lo si vede ai saloni, e il mondo dell’auto sta tracciando inesorabilmente la strada. Ci sono effettivamente varie implicazioni collaterali tra cui, a titolo di esempio, cito il fatto che la quantità disponibile di litio è insufficiente a soddisfare la crescente domanda quando la più aggiornata tecnologia delle batterie andrà a regime. Però non voglio addentrarmi in complicate analisi, mi limito a chiedermi come conciliare i concetti di moto e di elettrico.
Cosa piace della moto? Di sicuro la linea e il fascino del prodotto. E qui nessun problema, le moto belle esisteranno sempre. Le prestazioni? I motori elettrici eguaglieranno quelli termici, è solo questione di tempo (lo sapevate che i primi record di velocità - anno 1899, 100 km/h! - sono stati fatti con auto elettriche?). Poi c’è la guida. Inizialmente i kg in più si sentiranno, ma la tecnologia non si ferma, quindi…

 

Tra i punti dolenti c’è l’amore dei motociclisti per i Marchi. Una Casa storicamente identificata con un determinato propulsore (Guzzi, BMW, Ducati, Harley-Davidson, per esempio) ne uscirà con le ossa rotte se sarà costretta a dotare i propri cavalli di battaglia di motori elettrici anonimi per look e personalità. Si potrà travestire un elettrico, che so, da Boxer, così come si potrà far simulare ad un elettrico l’erogazione imperfetta ma gasante di un endotermico… Ma allora che senso ha l’elettrico, a parte l’obbligo legale di usarlo? E non è detto che queste ovvie idee che potrebbe venire a un designer o a un uomo di marketing siano tecnicamente realizzabili. Gli affezionati di un marchio spesso comprano a scatola chiusa, ma dubito che lo faranno ancora quando le loro amate avranno motori col fascino di una scatola dei biscotti (e senza decoupage) o quando, a causa di questo, un’estesissima carrozzeria servirà più da velo pietoso che da caratteristica qualificante.
E poi c’è tutto ciò che rende vivo un motore, come le vibrazioni e soprattutto il suono. Le good vibrations saranno una fissa da integralisti, ma certamente a qualcuno potrebbero mancare. Gli ingegneri si inventeranno forse dei contrappesi per simulare le masse in modo alterno?
Lo scoglio più difficile da affrontare è il rumore. È così importante che alcune Case (Harley e Ducati, ad esempio) lo hanno brevettato o depositato come un brano musicale. Non è raro che un progetto preveda il rumore come caratteristica fondamentale, così come succede (sicuramente per caso…) che un motore abbia una voce simile a quella di un altro. Impossibile pensare di guidare una moto con un determinato nome senza associarla ad un suono specifico. Un motore legato a termini come “pompone”, “bombardone”, “sibilante”, ecc. non può marciare in silenzio, le prestazioni non bastano. Nella società futuribile descritta nel film Gattaca (1997) le automobili sono giunoniche berline americane Anni ‘50/60 a cui i possenti V8 sono stati sostituiti con silenziosi motori elettrici. Belle rimangono belle, ma che tristezza quell’asettico ronzio…

 

Soluzione? Facile pensare ad appositi diffusori a cui far emettere il suono giusto per ogni moto. Ma ci sono problemi. Mi chiedo se il rumore seguirà ogni situazione in cui il motore sarà impegnato o avrà solo poche configurazioni sonore da applicare secondo una programmazione predefinita e perciò non realistica. Mettere a punto una libreria di suoni che coprano ogni singolo momento della vita del motore è un’impresa titanica, complicata dal fatto che i motori elettrici non hanno il cambio e che l’eventuale rumore della cambiata non corrisponderà ad un’interruzione del flusso della potenza. Avete presente quelle postazioni da sala giochi con le motine finte? Ecco, non vorrei mai si arrivasse a cose di quel tipo, o peggio a un rumore tipo quello attuale degli scooter... E poi il suono dovrebbe essere diffuso da altoparlanti che di certo non potranno essere ad altissima fedeltà, quindi l’uso di componentistica di qualità medio bassa frustrerà le buone intenzioni dei progettisti. Sta’ a vedere che la nuova frontiera del tuning e dell’alto di gamma sarà un impianto esoterico degno del migliore salone del car hi-fi. Si tornerà alla Vespa con l’autoradio o si deciderà che deve sentire solo il pilota e allora basteranno un paio di buoni auricolari? E come si distingueranno le varie versioni delle moto? Forse per i gradi di fedeltà della voce all’originale endotermico? Già me lo vedo: “NUOVA CBFZSX 2020! L’UNICA CHE CANTA COME UNA EURO-0!!!”

 

Insomma, proprio non si riesce ad immaginare dove potrà andare a finire il motociclismo. Forse nei meandri dei centri R&D delle Case è già tutto chiaro, ma noi siamo un po’ smarriti. Non ci resterà che dedicarci alle moto d’epoca, quelle simpatiche vecchiette obsolete chiamate 1198, CBR, Daytona, F4, FZR, GSX-R, HP2, MGS-01, RC8, RSV, TnT, ZX-R…