Conferenza stampa di Claudio Domenicali a Madonna di Campiglio

Tra rivoluzioni tecniche,...

Conferenza stampa di Claudio Domenicali a Madonna di Campiglio
...bilanci del passato e prospettive per il futuro, l’Amministratore Delegato della Ducati fa una panoramica sull’impegno della Casa di Borgo panigale nella MotoGP.

La stagione 2008 e i piloti: “Campionato appassionante, a volte entusiasmante. Non dimentichiamo che Stoner ha vinto sei gare e ha fatto otto pole position. Quest'anno eravamo partiti per vincere ancora ma ci siamo trovati di fronte il miglior Valentino Rossi di sempre, il nostro vero "ostacolo" nella corsa al bis iridato. Noi del resto ci godiamo Stoner, un vero capitale per la nostra Azienda. Peccato che il matrimonio tra la Ducati e Melandri non abbia funzionato. Tra Marco e la Desmosedici non è scattata quella scintilla che fa nascere un rapporto magico tra la moto e il pilota. Diciamo che questo è in qualche modo un bene, testimonia che nel motociclismo esiste ancora il fattore umano.
Della nostra moto bisogna innamorarsi e capirla, altrimenti non si riesce a farla rendere. In questo senso Hayden sta facendo bene. Si vede che vuole portare al limite la Desmosedici senza risparmiarsi, e questa penso sia la strada giusta.”

La Desmosedici GP9: “La nuova Desmosedici GP9 per la Ducati è un cambiamento epocale. Abbandona infatti il telaio a traliccio, vero marchio di fabbrica della Ducati per le moto di serie ma anche da gara. Al suo posto arriva un elemento in carbonio, una struttura che unisce il motore al cannotto di sterzo. Per cercare la massima guidabilità la mappatura della centralina del motore offre un’erogazione molto più lineare, con la coppia fornita in maniera più piatta. La potenza rimane invece invariata, più o meno. Le sospensioni e l’elettronica generale sono ovviamente sviluppate; comunque il feeling in sella alla Desmosedici rimane particolare, richiede un certo grado di adattamento da parte del pilota”. 

La MotoGP e la crisi: "La crisi investe anche il nostro settore ma il motomondiale andrà avanti, trovando il modo di risparmiare, ad esempio sul numero dei test e sulla durata delle sessioni di prova. Noi siamo fortunati, potendo contare ancora sul supporto di sponsor importanti, ma vogliamo risparmiare lo stesso in modo da poter avere fondi per lo sviluppo. Una soluzione nel breve termine è l'allungamento della durata di vita dei nostri motori, dagli attuali 600\800 chilometri a quasi il doppio. 
Anche limitare l’elettronica potrebbe essere una buona idea. Ma non andrebbe fatto in senso assoluto: bisogna continuare a portare avanti almeno lo sviluppo dei sistemi che aumentano la sicurezza dei piloti, come il controllo di trazione. Noi, ad esempio, l’abbiamo sviluppato in pista (con un percorso cominciato ormai più di dieci anni fa, ndr) e lo abbiamo poi trasferito alla serie. 
Non condivido invece l’idea di riunire i campionati MotoGP e SBK, sono troppo diversi ed entrambi importanti commercialmente, e poi hanno un ottimo seguito sebbene molto diverso come tipologia di appassionati”.

La scelta Kawasaki e l’impegno Ducati: "Penso che la Kawasaki abbia deciso di ritirarsi più che altro per la mancanza di risultati a fronte di un investimento consistente. Noi invece avremo in pista una moto in più che nel 2008. Le cinque GP9 inizialmente saranno tutte uguali ma poi lo sviluppo farà il suo corso. I team satellite saranno comunque seguiti durante la stagione e avranno gli aggiornamenti. Anzi, saranno importantissimi per lo sviluppo, grazie alla grande esperienza di Gibernau così come delle indicazioni di Kallio”.