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Amatori speciali

Sulla mia sportiva metto su i cerchi in magnesio, le monoblocco, la pompa radiale e la viteria in ergal. Quanto tolgo al giro? Niente se sono un amatore

Amatori speciali

Niente forse è esagerato, ma poco è sicuro. Tra una moto preparata e una di serie nel tempo sul giro c'è molta meno differenza di quanto si immagini. Perché in pista, se non si è piloti preparati, non si riesce a sfruttare al 100% tutto il potenziale tecnico a disposizione. Il limite, insomma, non è la componentistica. E - ovviamente entro certi limiti - nemmeno la potenza.

 

Io in pista ci sono sempre e solo andato da amatore, e ho scoperto una bruttissima cosa. Se in alcuni circuiti guido una seicento oppure una superpotentissima mille le differenze dei tempi non sono abissali come uno si prefigura. Mi ricordo i primi anni a Misano, luogo ameno dove sono cresciuto in sella a una spettacolare GPZ 900 R: un giorno avevo davanti una 125 - sì, proprio una quelle maledette e puzzolenti 125 - bene, ci ho messo sei giri per passarla. Ovviamente sul lungo rettilineo del Curvone la superavo, fin lì ci arrivo pure io, ma poi a me toccava staccare a 300 metri dalla curva e mentre io frenavo frenavo frenavo... vedevo questa zanzara che zzzzzzzzzzzzzz a gas spalancato mi ripassava davanti alla velocità della luce. Poi entrava come un fulmine al Tramonto. Secondo me quello non chiudeva mai il gas. Ah, se in quel momento avessi avuto un bazooka sul manubrio...

 

Amatore è un termine ridicolissimo per indicare uno che va in pista per divertimento e non per correre. A me invece fa venire in mente quelle foto dell'800 con i signori dai baffoni a manubrio e le signore con i vestitoni gonfi che si abbracciano seduti sul divano. Non possiamo chiamarci in un altro modo?

 

Eravamo rimasti al modesto vantaggio che danno le parti speciali. Se dovessimo quantificare quanti decimi mi toglie un tubo in treccia, una pastiglia racing, una pezzo in carbonio, beh, ci sarebbe ben poco da stare allegri. Ovviamente tra una moto di serie e una preparata c'è un abisso, ma come ho anticipato questo abisso si deve anche saper sfruttare.

Per motivi logistici (piste scarseggianti in inverno) a volte abbiamo mescolato alcuni nostri piloti di Super Wheels - tra cui Andrea Mazzali - con gli amatori, sollevando un vespaio. Con una "semplicissima" VTR1000F con gomme di serie (quindi stradali), Andrea andava molto più forte del più bravo amatore della giornata superbike-dotato. Al che uno dei ragazzi è venuto lì e ha detto: "Caspita ma allora tutta questa roba non serve a niente".

 

No, non è che non serve a niente. Serve e anche tantissimo, altrimenti perché le monterebbero sulle moto da gara? Il punto è che inizia a servire quando si comincia ad andare forte sul serio. Poi, non dimentichiamolo, c'è il gusto infinito di possedere, montare e toccare le parti speciali, e questo vale già la spesa più folle che si possa fare. A volte si sente: "Quello ha la moto di Stoner e gira 27 secondi più piano di me". Beh, e allora? Se ti puoi permettere la moto di Stoner, beato te. Che male c'è a montare le migliori parti speciali del mondo e poi girare in 2 e 30 al Mugello? Nessuno. Potete permettervelo? Ci fa piacere per voi.

 

Torniamo agli amatori. Allora, cosa mettiamo sulla nostra sportiva se abbiamo i soldi contati? Prima di tutto le gomme, che devono essere a posto, più che a posto. Quelle in mescola sono il massimo ma si consumano alla velocità della luce, quindi costano troppo. Oggi esistono delle ottime intermedie, che oltre a durare più di una giornata (2-3 a seconda di quanto e come si gira) permettono di guidare abbastanza forte e in sicurezza. Non andate in pista con gomme stradali o finite: non vi divertite, quindi non serve a niente, e poi rischiate di andare in terra, e allora la spesa sarà ben più alta di un paio di gomme nuove.

Poi sistemate le sospensioni. Si devono fare la manutenzione (cambio olio, verifica) e la regolazione dell'idraulica, del precarico e dell'assetto. Ma non toccate voi gli attrezzi, per carità, portatele in un centro specializzato. Che però sia specializzato davvero, tipo Andreani, Gubellini... Affidate la moto a loro e poi iniziate a girare, difficilmente sentirete il bisogno di mettere mano ai registri.

Infine controllate i freni, eventualmente montate delle pastiglie e dei tubi adatti. Ecco, se avete una buona sportiva, anche di qualche anno fa, siete già a posto al 90% per guidare in sicurezza e - se avete il manico - anche forte.

 

Aldo Ballerini

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