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La storia della R1

Dalla prima versione del 1998 all'attuale, la storia di una delle sportive più affascinanti degli ultimi anni - di Aldo Ballerini

La storia della R1

Se penso alle sportive che più ho amato in questi ultimi 20 anni, tra le prime c’è la R1.  Perché quando uscì, nel ‘98, diede una scossa terribile al settore, centrando tutto: design eccezionale, posizione di guida e ciclistica nuovissime (tutto valido anche oggi), prestazioni eccellenti. In quest’ultime non aveva stabilito un nuovo riferimento, poiché molte rivali erano vicine e alcune più veloci, ma era l’insieme ad essere straordinario.  

 

Da allora la maxi Yamaha si è evoluta tantissimo, del resto sono passati 18 anni, passando dei momenti più o meno fortunati, a seconda delle versioni, che si sono alternate centrando più o meno l’estetica, le prestazioni, il piacere di guida. Oggi, confrontando la prima essenziale, splendida versione - si capisce che mi ha segnato? - a stento si riconosce il progetto originario, perché nel frattempo le moto sono cresciute, seguendo un percorso evolutivo impressionante. Prima di tutto sono migliorate le prestazioni e l’efficacia in pista, e poi anche nelle funzioni, arrivate nell’ultima R1 grazie all’elettronica.  Ho una domanda: meglio la prima R1 a carburatori, senza elettronica, che oggi ci sembra spartana, oppure la nuovissima superbike, così estremamente complicata, potente e veloce? Mah, io, nel dubbio le vorrei in garage tutte due.

 

Qui potete scaricare un fascicolo dove viene riassunta l'evoluzione tecnica dei vari modelli, dal 1998 a oggi.

 

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