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La modella e il teppista

Mentre Putin e un'altra quarantina di capi di stato sbarcavano a Milano, un evento molto più importante si svolgeva sulle strade intorno a Mandello: la rivista Motociclismo mi permetteva di provare la BMW R nineT e la Griso 1200 8v SE. Ecco come vanno. Secondo me di Piero Lo Faro

Arrivo con calma, mi aspetteranno

L'appuntamento è alle otto, ma con il distacco e la freddezza che mi sono congeniali, arrivo in Edisport alle 7 e 20 del mattino sotto lo sguardo stupito della guardia giurata che, mentre gli spiegavo che ero lì per provare delle motociclette, silenziosamente componeva il numero del T.S.O sul suo cellulare.

 

La bella vita delle rock star

Breve vestizione, sorteggiamo le moto (nel senso che salgo sulla nineT che esteticamente mi seduce subito e faccio il vago) e partiamo. 

Iniziamo dalla strumentazione. Non me la ricordo. La massima attenzione che le ho dedicato è stata “che bello la moto si è accesa ed è in folle”. Metto la prima e parto seguito dal mio collega tester-hipster sulla Griso; un valente fotografo farà di noi delle star.

 

L'amica bona

Durante il tragitto spero che la gente mi guardi come quando al liceo uscivi con la compagna bona e “casualmente” passavi davanti al baretto dove stazionavano i tuoi amici. 

La nineT è letale perché non fai altro che guardarti nelle vetrine rischiando di centrare macchine, pedoni, ciclisti e quant'altro si trovi sulla tua strada mentre tu, novello narciso, non fai altro che pensare “ma quanto siamo belli?”. 

La “prova semaforo” conferma l'ammirazione o quantomeno la curiosità degli astanti.

 

Resto indietro per motociclistico narcisismo

Imboccata la tangenziale in direzione laghi, stabilito che non mi guarda più nessuno, inizio a  occuparmi della moto e mi rendo conto che è terribilmente facile e che la guido come se l'avessi da anni mentre con la fluidità di un surfista cambio corsia e accelero per raggiungere la Griso che mi ero perso specchiandomi in giro. 

 

Una tedesca californiana

La nineT va che è una bellezza e mi ritrovo a canticchiare Surfin' dei Beach Boys. Avete presente, no? Quella che fa “bom bom dit di dit dip bom bom dit di dit...”. Se non l'avete presente ascoltatela qua mentre guardate la nineT,  perché per essere una tedesca 'sta moto è terribilmente californiana, è una special di quelle che vanno tanto di moda oggi, che però tiene la strada e non ha l'impianto elettrico attaccato con la sputazza e cammina, cavolo se cammina, soprattutto riprende da dio in qualsiasi marcia e quando tiri vedi che ce n'è in abbondanza.

 

Non pagate le tasse

Insomma quando la guardi (mi sono specchiato anche su un pullman lucido) e quando la guidi, capisci dove sono finiti i 15.000 euro che hai speso saltando due o tre acconti irpef e iva. 

Le uniche pecche che fino ad ora rilevo è che con la moto così “piccola” e nuda in autostrada mi sento un po' esposto all'aria e poi la sella non è propriamente un cuscino di nuvole. 

 

Un hipster mi ha rubato la fidanzata

Finalmente siamo sul lago e proprio mentre mi pregusto le curve e i tornanti con la mia modella californiana, arriva l'ordine: “Scambiatevi le moto”. Guardo la Griso accanto a me: la trentina di chili in più si vede a occhio e la sensazione è quella che il tuo amico, oltretutto hipster, ti abbia rubato la modella e ti abbia dato in cambio un tizio grande e grosso con tatuaggi tipo “I used to fuck people like you, in prison”. 

Vabbè. 

 

La Griso mi sta antipatica

Ripartiamo e mi ritrovo a fare le manovre come se avessi un bel furgone da trasloco e all'inizio la mia antipatia è tale che mi metto anche a questionare su cose di cui non mi è mai importato nulla tipo “gnè gnè gnè non c'è neanche l'indicatore della marcia inserita e i comandi delle frecce sono strani e messi male”. 

 

I giovani sono maleducati

Continuo a lamentarmi tra me e me come una vecchietta di 80 anni che la moto è pesante, sotto i tremila giri va a strattoni e l'on/off e le stagioni non sono più quelle di una volta, i treni non arrivano in orario e i giovani sono maleducati etc.

Poi usciamo dai paesini e la strada si apre. 

Aspetta un attimo. 

 

Mena, figliuolo

Quando inizio a dargli il gas e a buttarla giù di peso nelle curve la mia moto “ergastolana” comincia a darmi delle gran belle soddisfazioni. 

Anche qui parte la musica nella mia testa ed è l'intero album Vulgar display of power dei Pantera, cliccate qui e alzate il volume, perché dai 3000 giri in su il teppista si scalda, diventa fucking hostile e inizia a cercare la rissa con la strada, affettando ogni curva e ogni tornante da autentica sbarazzina del misto veloce, con un'agilità che neanche ti aspetti mentre il motore ti dice vai e mena figliuolo, qui c'è un sacco di coppia per te, usala senza alcun giudizio

Inizio a godermi la ciclistica e chi se ne frega se è un progetto vecchio, quando si va a botte l'esperienza paga. 

 

E allora meniamo

La Griso dove la metti sta e ti copre le spalle, come farebbe il tuo migliore amico quando ne hai bisogno, e il motore quando deve spingere spinge, eccome se spinge.

E proprio non te l'aspetti che ti faccia andare così forte: è come quella scena del bar nel film Trainspotting in cui Franco Begbie in tre secondi passa dal racconto di un'aneddoto al tirare un bicchiere dalla balconata così, tanto per, scatenando una colluttazione micidiale con tutti i clienti.

 

Due mestieri diversi

Proprio mentre mi iniziavo a divertire facendo andare gli altri avanti apposta per dover correre per raggiungerli, arriva il nuovo ordine di scuderia: cambiate nuovamente le moto. A questo punto scorgo nel team manager una vena di sadismo, ma finalmente mi arriva l'illuminazione: chiunque non è del mestiere e riesce a giudicare una moto dopo averla provata venti minuti è un genio. O un cretino. 

Perché dopo aver guidato la granitica Griso l'agilità surfistica della RnineT sul misto-veloce mi mette a disagio, sento la forcella che affonda e il mono un troppo secco. Insomma, queste moto, anche se entrambe roadster fanno due mestieri diversi.

 

Sono (sembro) uno di quelli veri

Facciamo un sacco di foto in cui sembro uno di quelli veri e, come da accordi precedenti con il mio collega di comparativa, torno a Milano con la Griso che se in città e nelle strade strette dei centri abitati è una rottura, in autostrada mi fa sentire molto più sicuro della teutonica californiana.

 

Non sono sovrapponibili

Dicevo: queste moto fanno mestieri diversi. Aggiungo: hanno due target che non sono sovrapponibili. La nineT pesa una trentina di chili di meno e costa anche qualche migliaio di euro in più; non essendo proprio una tutto-fare (scordatevi i viaggi lunghi con quella sella e poi non vorrete rovinarne l'estetica mettendole i valigioni?) è perfetta per la città e le sgroppate senza impegno in collina.

La Griso in città è un Purgatorio e nelle manovre una rottura. Ma quando trova la strada libera si capisce perfettamente il motivo per cui tanti amano le Guzzi. 

 

Non capisco quale mi piace di più

Alla fine non ci riesco a dire quale mi piace di più; probabilmente dovrei avere entrambe: una modella tedesca con un inaspettato caratterino da “wild girl” e un amico “tosto” di quelli che non ti mollano mai.

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