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La Magni al Bol d’Or Classic

Grandissima la Magni del Team Guzzi 72: settimi al Bol D’Or Classic, un grande risultato ottenuto con due manche spettacolari

Verso la fine del 2010 Giovanni Magni propone all’amico Oscar Buratti, team manager del “team Guzzi 72”, di partecipare al Bol d’Or Classic con una Magni-Moto Guzzi. L’obiettivo non è battersi per la vittoria, ma contribuire al raduno organizzato dal “Magni Bayern Club department France”, evento collaterale alla gara. Nonostante il poco tempo a disposizione e al fatto che il Team è esordiente nell’endurance, team Guzzi 72 con la Magni guidata da Matteo Stella e Massimo Peronetti ottiene un brillante settimo posto. Ecco com’è andata, ce lo raccontano i protagonisti di questa bellissima e storica gara.

 

Tutto è nato pourparler. Ce lo racconta il team manager Oscar Buratti

A Natale alzo la cornetta del telefono e dall’altro capo del filo c’è Magni che mi dice: “Quest’anno c’è il raduno Magni a Magny Cours in occasione del Bol D’Or Classic: cosa ne dici se andiamo a correre?”.

Ho pensato: “Allora Babbo Natale esiste”.

Nasce così questa avventura, al telefono, pourparler.

Mi siedo, prendo fiato e rispondo a Giovanni con savoir-faire: “Ah, bella idea - pausa di 4 secondi -. E con quale moto di grazia?”.

Giovanni continua a parlare francese: “Demi-demi – dice - tu metti il motore e i piloti, io tutto il resto”.

Chiamo subito i miei fidi piloti, uno con bimbo piccolo in braccio e l’altro a un passo dal tunnel della convivenza e li ingaggio. Esperimento riuscito: team è pronto, si va a correre il BOC!

Per me, che amo il mondo delle moto da quando sono nella pancia della mamma, poter condividere un progetto del genere con Giovanni, è incredibile. È il coronamento di una passione e di un’amicizia: un sogno.

Ma non è stato tutto splendido. Da Natale alla gara si sono susseguiti momenti bellissimi ad altri di seria sfiducia, con una serie di problemi tecnici, ansie, sogni, progetti, prove, modifiche, esaltazioni, delusioni... Insomma quella sfilza di tutte le cose splendide che danno vita a una moto partendo dal tubo da 28 al cromo-molibdeno.

Oscar

 

 

Una moto da endurance messa su a tempi record

Dopo l’ok natalizio il Team fornisce il motore a Magni, che sviluppa al volo una ciclistica sulla base del primo telaio che ha progettato per il motore Moto Guzzi. Poi lo allestisce nel rispetto del Regolamento BOC. Che impone anche un’estetica consona al periodo, i freni a disco non flottanti, le pinze dei freni a due pistoni, la forcella convenzionale con diametro massimo di 40 mm e zero carbonio. Magni finisce la moto a metà di giugno, a luglio esegue due uscite di prova a Franciacorta e a settembre, finita la messa a punto, la squadra parte per Magny Cours, con grande entusiasmo ma anche la consapevolezza di dover affrontare avversati agguerriti e più esperti.

 

In pista i primi problemi

Dopo le libere di venerdì, servite per prendere confidenza con la pista, arrivano le prime difficoltà: ci sono problemi di stabilità, e, peggio, il motore batte in testa per via della scarsa qualità della benzina francese.

Con l’aiuto di Marco Ventura, meccanico di grande esperienza (15 anni capomeccanico nei team di del Mondiale SBK), si sistema quello che si può. Si risolvono i problemi di stabilità regolando le sospensioni (nei limiti delle possibilità, essendo le “Forcelle Italia” originali dell’epoca e prive delle moderne idrauliche); resta invece, nonostante tanti tentativi, il difetto dovuto alla benzina francese. Con questi problemi la Magni parte al 28° posto, a metà della griglia.

 

Prima manche: la Magni va come un missile

Alle 19.30 parte la prima manche con alla guida Matteo, che già al primo giro guadagna 8 posizioni. Giro dopo giro tira giù il tempo e nonostante il buio che avanza, arriva al cambio pilota e  rifornimento in 14° posizione. Parte Massimo e continua l’ascesa: la Magni chiude la prima manche al 9° posto. È grande festa, fino a notte fonda, con gli amici possessori di moto Magni.

 

Seconda manche: piove, si scende in classifica, ma il risultato è ottimo

La seconda giornata inizia con un violento acquazzone che inonda la pista. Al primo cambio pilota e rifornimento la Magni è in 15° posizione. Poi, grazie al passo costante dei piloti, alla preparazione accurata della moto, che per tutta la durata della gara non ha presentato problemi, arriva al traguardo al 13° posto. Nella classifica finale il risultato è il 7° posto e la prima moto motorizzata Guzzi: un successo inaspettato per degli esordienti in queste gare.

Una grande impresa; poco importa se la prima Magni con motore Guzzi è di qualche anno più giovane di quanto consentito dal Regolamento, e per questo la moto è iscritta alla gara con la condizione “fuori classifica”.

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