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La K5 è nuda

Qui due, anzi quattro note sulla naked Suzuki, come me l'aspettavo, come l'ho trovata. Ma più che altro è una scusa per farvela ascoltare nel video – di Aldo Ballerini

Uno. Non me l'aspettavo così cattiva.

Eppure avrei dovuto aspettarmela proprio cattiva. Perché in sostanza, se guardi com'è fatta, vedi che non è altro che la GSX-R 1000 K5 nuda, cambia poco. Come sempre sulle nude le quote ciclistiche sono ritoccate per garantire la stabilità, ma il telaio, anche se rifatto, è il classico doppio trave giapponese delle superbike. Idem il motore, che in versione strada perde però 32 CV. Che sono tanti, ma siccome si parte da 178, ne restano sempre più che tantissimi per guidare su strada. Freni Brembo, ABS e quasi zero elettronica, un semplice controllo di trazione, pure facile da escludere al volo mentre guidi.

 

Due. Feeling quasi immediato.

Siccome l'estetica richiama la CB1000R, uno pensa che anche la GSX-S sia della stessa pasta, cioè tua al 100% appena la tocchi. In realtà la Suzuki richiede un po' di tempo per lasciarsi andare, e qui ci mettiamo le sospensioni sportive, le gomme, il progetto. Insomma, non è la moto pronti-via scarica i 146 CV nelle prime curve, prima ci si deve conoscere. Se guardate il video: nelle riprese da fuori, secondo me, si vede che guido un po' teso, mentre nelle ultime (on board) la faccio scorrere meglio. Quando hai preso le misure è gustosissima. Ed è anche come piace a molti, con pochi ciaffi elettronici, motore e ciclistica belli tosti. Il traction si può togliere, ma anche se si dimentica non dà fastidio; l'ABS invece no, non si toglie ed è un peccato, perché dietro entra subito e quindi niente derapate. Io lo toglierei solo dietro, ottima soluzione.

 

Tre. Motore strepistoso.

Non è un refuso, ho coniato un nuovo termine: strepitoso + pistaiolo. Ha anche una bella ruvidità di fondo, che sommata al rauco tono di scarico duplica il gusto della guida. L'erogazione: fino ai 7.000 si ragiona, ed è anche bella piena e lineare, poi viene fuori la superbike ed è meglio che stringi il manubrio. Fino agli 11.000 e passa spinge fortissimo senza perdere la grinta anche nei pressi del limitatore. In  conferenza stampa hanno fatto vedere la tabella delle accelerazioni sui 100, 200, 300 e 400 metri, dove la GSX batte la Kawasaki Z1000 e globalmente anche la BMW S 1000 R (pareggiano nei 200 e 400). Insomma: obiettivo prestazioni da race replica naked.

 

Quattro. Ha l'on-off in basso.

Le Suzuki, ma le giapponesi in generale, hanno sempre avuto un'erogazione perfetta, da zero a 180 CV in sesta senza batter ciglio. La GSX, intendiamoci, mica va male, ma ha però un po' di on-off, e non me lo aspettavo a questo punto di maturità dei motori e iniezioni. Il tecnico mi ha detto: "Perché volevamo una risposta grintosa". Secondo me la risposta può essere immediata e decisa senza on-off, anzi su questo argomento vi incito a leggere il mio pezzo che è pubblicato sul numero di giugno di Motociclismo, sulle centraline Dellorto delle Moto3, capitolo Antijerk.

 

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