25/05/2010

Kit 3 Motodromo

Il Kit3 è un pacchetto applicabile a tutte le moto da cross 4T giapponesi delle annate 2006-09 ma anche alle KTM degli stessi anni, con motore 4T. In ossequio al regolamento del trofeo, il kit è applicabile a moto con motore di 450 cc ma anche di 250 cc, propulsori che devono rimanere strettamente di serie. Non si esclude di allargare il parco moto anche ad altre Marche, come TM o Husqvarna, mentre è escluso l’utilizzo delle Aprilia bicilindriche, troppo diverse dallo standard per cui è pensato il kit e troppo avvantaggiate prestazionalmente per combattere ad armi pari con le cross tradizionali.

Delle moto di serie si tengono il motore e il telaio, mentre tutto il resto si cambia, comprese le sovrastrutture complete (by Plastic Bike).

Il kit completo e costa 4.200 euro più Iva, può essere montato anche da chi non è propriamente un meccanico professionista e la trasformazione, che si completa in una mattinata e si fa senza modifiche, è reversibile.

Chi non se la sente di impegolarsi in un’operazione potenzialmente complicata può rivolgersi direttamente al Motodromo, dove la moto sarà approntata alla cifra di 250 euro. L’unica spesa a parte sono le gomme: nel trofeo vige la monogomma Pirelli Diablo Supercorsa SC, per i turni liberi ognuno fa le proprie scelte.

Insomma, con una cifra che può aggirarsi in torno ai 6/7.000 euro (moto usata + kit) ci si mette nelle condizioni di divertirsi con un mezzo essenziale ma già perfettamente racing. Chi invece preferisce un approccio meno impegnativo può noleggiare la Kit3 al Motodromo (60 euro a turno, www.motodromo.it).

 

La tecnica

Molti cambiamenti sono intervenuti rispetto al kit originale BeOn, e il bello è che, grazie ad accordi con Andreani Group e gli altri fornitori, i più raffinati componenti del kit italiano non alzano il prezzo. Le nuove pedane sono della SFS, in ergal ricavate dal pieno e pesonalizzabili nella posizione, il monoammortizzatore è un Öhlins, che sostituisce quello di serie e che è completamente regolabile, esattamente come la forcella, una Marzocchi rovesciata di 43 mm Ø. I semimanubri sono della Accossato, il freno anteriore ha i tubi in treccia, la pinza monoblocco e  la pompa, entrambe radiali e firmate Brembo; le ruote sono delle belle Alpina STS a raggi e con 600 euro si possono avere le Kineo optional.

 

La guida

La posizione in sella è comoda, anche se la moto sembra piccola. In effetti è compatta e stretta, ma a bordo c’è spazio anche se si è alti 180 cm. Le pedane non sono arretratissime ma alte; il manubrio è stato rialzato quel tanto che basta per correggere uno dei difetti delle Kit3 in configurazione originale: la posizione di guida troppo caricata in avanti. Insomma, non fidatevi delle apparenze e non lasciatevi guidare dai pregiudizi, le Kit3 non sono motine rabberciate e che costringono ad accettare compromessi in fatto di abitabilità: sono delle sportive a tutti gli effetti.

Abbiamo provato le Kit3 su base Honda 450 e Suzuki 450: moto molto diverse tra loto ma con un paio di caratteristiche in comune: la “durezza” generale e le vibrazioni trasmesse dal motore. Ovviamente dobbiamo sempre ricordarci che stiamo guidando una moto che non nasconde di essere una racer pura, quindi non chiediamole troppo in termini di comfort. L’unica cosa che ci sentiamo di non condividere dell’impostazione concettuale del progetto Kit3 è la definizione di moto facile e immediata per tutti.

La guida non richiede malizie particolari, è vero, ma in un tracciato tortuoso come Castelletto le Kit3 si rivelano piuttosto faticose, delle vere moto da corsa da guidare con decisione per poterne sfruttare tutte le potenzialità.

Potenzialità che sono tutte racchiuse in una ciclistica leggera e svelta, che permette ingressi e cambi di direzione fulminei. Tra la base Honda e quella Suzuki, noi preferiamo quest’ultima, capace di regalare un’azione veloce e immediata ma con un impegno inferiore a quello richiesto dal telaio della Honda, più rigido e ostico da dominare. Sono le fisiologiche differenze tra le varie impostazioni ciclistiche, caratteristiche a cui ci si può abituare e che si può cercare di modificare tramite una regolazione fine delle sospensioni (cosa che le Kit3 originali spagnole non permettevano).

Con un peso che supera di poco i cento chili, la caratteristica fondamentale delle Kit3 rimane la maneggevolezza, l’evidente agilità che - bella sorpresa - non diventa nervosismo. Le velocità permesse dal tracciato pavese non sono clamorose, ma la stabilità non viene mai meno anche nelle più ampie curve in appoggio o in tutti quei frangenti in cui si scopre che la guida ideale di queste 450 GP resta quella improntata alla massima scorrevolezza. Anche perché i motori non hanno nella potenza massima la propria dote migliore. Sono grintosi e “cantano” allegramente prendendo i giri senza esitazione, con una buona prontezza per niente castrata dal rapporto finale allungato. Però una cinquantina di CV non sono certamente l’arma definitiva in pista, fosse anche un toboga senza praticamente rettilinei. E allora vanno tenuti a regimi medio alti, per richiamare il gas in uscita di curva contando sulla massima sinergia tra velocità di percorrenza e possibilità di “aprire” senza timore. Il tutto supportato da una ciclistica comunicativa e ben sostenuta, che asseconda traiettorie ben disegnate e mantenute con precisione, e da una frenata efficace che non mette mai in crisi l’assetto.

La moto è divertente per guidare da amatori ma è anche indicata per prepararsi alle competizioni. 

 

Il trofeo

Il Kit3 Trophy 2010, approvato dalla FMI come serie sperimentale, si svolge su 7 gare, tutte al Motodromo di Castelletto di Branduzzo (PV) e da svolgersi ognuna in un’unica giornata. Le categorie sono 4: 250 Stock e Open, 450 Stock e Open, ma per il futuro si stanno studiando categorie in base al peso dei piloti (fino a 74 kg, fino a 90 kg, Oltre), alla loro esperienza (Expert-piloti con licenza Velocità conseguita negli ultimi 20 anni; Junior-piloti senza licenza) e all’età (classe over 45). Per il 2010 non c’è classifica generale, ogni gara fa storia a sé. L’iscrizione per una gara costa 150 euro, con la possibilità interessante di noleggiare la moto per una singola gara, a 750 euro tutto compreso. Per informazioni e regolamento: www.motodromo.it

 

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