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USA – MotoGP: trionfo australiano (annunciato)

A Indianapolis vincono Stoner e la Honda. Pedrosa e Spies sul podio. Perdono, malamente, le gomme, la pista, la Ducati e Valentino Rossi.

Indianapolis – MotoGP: trionfo australiano (annunciato)

 

Strana, molto strana la gara della MotoGP in terra americana. Non tanto per il risultato, alla fine Stoner ha vinto alla grande, come previsto, quanto per lo svolgimento.

Alla partenza Pedrosa brucia tutti, mentre i due della Yamaha riescono a fare uno start molto buono, soprattutto Lorenzo, che si mette in mezzo al duo della Honda ufficiale (Stoner terzo). Si avvia molto bene Hayden, che sgomita con Simoncelli per la quarta posizione. Nelle posizioni che contano ci sono anche Dovizioso e Spies, che però si toccano nelle prime battute. A rimetterci è l’americano, che perde tempo e posizioni, un fardello che gli impedirà di concludere la gara con la posizione che si sarebbe aspettato e che i suoi crono gli avrebbero permesso. Si segnala un ottimo Bautista mentre Rossi, pur guadagnando posizioni nei primi giri, non riesce a togliersi dalle scomodissime posizioni delle retrovie, in compagnia di uno stuolo di Ducati.

 

La manfrina di Stoner dura sei giri, giusto il tempo di scaldare i freni e di prendere confidenza con le gomme (nota dolente, dolentissima della giornata, insieme alla pista che non piace ai piloti). Alla staccata dopo il rettilineo del traguardo passa Pedrosa e lo stacca di quel tanto che basta a prendere un margine incolmabile. E questo nonostante le convincenti prestazioni dello spagnolo. È il momento in cui anche Spies mostra quale sarebbe potuto essere il suo vero target, con giri sul passo dei primi (e anche meglio) che lo portano a raggiungere il podio, soffiando la terza piazza proprio al suo compagno di squadra, Lorenzo, in difficoltà con le gomme e autore di una gara in difesa.

 

Per un americano che sale, un altro staziona a centro classifica (Edwards) e l’altro precipita. Hayden, infatti, è preda di insormontabili problemi con la gomma anteriore, che lo costringono a perdere posizioni su posizioni, fino all’entrata ai box mentre è ultimo in pista. Si tratta di un problema comune alle Ducati (ritiro di Abraham e Capirossi), ma che colpisce anche altri, come ad esempio Simoncelli. Sic fa una buona prima parte di gara, in lotta per le posizioni appena sotto al podio, ma ben presto le sue gomme lo mollano di colpo, come dimostrano i suoi tempi, spesso i peggiori della gara.

 

In tutto questo, Valentino fa una magra figura, con tempi scarsi ed errori marchiani. A seguito di uno di questi, a anche di problemi al cambio, che in alcuni casi rimane in folle, si ritrova addirittura in ultima posizione, anche se in effetti non è che fosse messo molto più avanti (12°)…

 

Nel finale non ha esito la rincorsa di Dovizioso su Lorenzo per il terzo posto, mentre Rossi, che curiosamente inanella una serie di giri minimamente convincenti, riesce a risalire fino alla decima posizione, aiutato anche dalla caduta di Barbera nelle ultime curve. Probabilmente senza il dritto nella prima parte della gara, Valentino avrebbe scalato qualche posizione, anche se, visto l’esito della gara di Hayden e di quasi tutte le altre Ducati, non è che sarebbe cambiato poi molto.

 

Dopo il doveroso applauso a Bautista, sesto al traguardo con la tanto vituperata Suzuki (che a questo punto comincia a dimostrare di non essere così male, anche perché guidata da un pilota talentuoso), e dopo aver tributato un altrettanto dovuto omaggio a tutte le squadre che sono riuscite a far lavorare bene delle gomme Bridgestone (evidentemente non proprio adatte all’asfalto di Indy), non rimane che registrare il colpo di Stoner, che domina e consolida il primato in classifica generale staccando Lorenzo di ben 44 punti. Bel risultato di squadra, quello della Honda, con Pedrosa secondo e Dovizioso 5°. Male Simoncelli, solo 12°, in compenso si è difeso bene Aoyama, 9°, mentre la tredicesima posizione di Elias non fa notizia. La giornata della Ducati è salvata, se così si poò dire, dall’ottavo posto di De Puniet, miglior ducatista al traguardo

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