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Il bello della moto

Quando lavoro e passione coincidono non esiste la distinzione tra ruoli, tra giorni lavorativi e ferie. E non c'e' da stupirsi se in pista (o per strada) si incontra un alto dirigente tecnico in tuta, casco, guanti e stivali...

Il bello della moto

Nella mia vita professionale ho avuto a che fare con numerose aziende, non solo motociclistiche. Negli anni ho incontrando molte persone, più o meno in gamba, più o meno innamorate del proprio lavoro, ma mai, come nell'ambito delle moto, ho trovato un coinvolgimento così forte tra i dipendenti - dirigenti, tecnici, impiegati, operai - e il prodotto. Ora come esempio mi viene in mente la Ducati perché sabato scorso (23 marzo 2013) al Mugello ho incontrato un importante personaggio di questa mitica azienda - che guarda caso era lì per girare con una splendida Panigale R - ma sono sicuro che ciò ora vi dirò vale per tutte le aziende di moto italiane, tedesche, americane, giapponesi...

 

IN FABBRICA TUTTI MOTOCICLISTI

Dicevo quindi la Ducati. Se avete la fortuna di fare un scappata nei capannoni e negli uffici di Borgo Panigale, fate due chiacchiere con le persone che incontrate. Scoprirete che il 99% di esse va in moto. Ma non va in moto semplicemente perché è più comoda della macchina, ci va perché la ama profondamente. L'importante personaggio Ducati che ho incontrato al Mugello è Andrea Forni, il Direttore Tecnico Veicolo. Voi come vi immaginate una figura professionale di questo tipo?

 

IL DIRETTORE NON VA IN MOTO

Il Direttore Tecnico Veicolo io me lo immagino come un preparatissimo ingegnere che passa la maggior parte del tempo davanti a un tavolo da disegno e al computer. Se è in gamba dev'essere anche uno che si muove spesso in azienda, che va a parlare con i ragazzi della catena di montaggio, con i collaudatori, ed è anche interessato ai giudizi dei clienti. Posso anche immaginare che ogni tanto salga pure in una delle moto che porta a compimento, ma non mi aspetto uno smanettone. Chissà perché: se uno è bravo con formule e progetti non riesco a raffigurarmelo anche capace di sporcarsi le mani, sfregare gli stivali e le saponette per terra, sgasare in pista. Come fa Andrea Forni.

 

RETTIFICA: IL DIRETTORE VA IN MOTO

Il collaudo su strada è una fase fondamentale del progetto di una moto. Oggi con la progettazione al computer si arriva a dei livelli incredibili di simulazione e precisione, ma l'ultima parola - grazieaddio - resta umana, cioè spetta ai collaudatori. La Ducati ha fior fiore di piloti-collaudatori, e quindi questo ruolo è perfettamente coperto. Tuttavia Forni appena può prende il casco, il giubbotto, o la tuta se c'è da andare in pista, salta sull'ultimo prototipo e si fa un bel giro di prova. Lo fa non perché non si fidi dei suoi uomini, ma semplicemente perché è un motociclista vero. Andrea segue tutti i passi che portano alla realizzazione delle Ducati stradali (cioè non da competizione), coordinando i tecnici e gli ingegneri che lavorano sul veicolo, trasformando l’idea di design prima in prototipi marcianti, e poi, durante le varie fasi di sviluppo, in veicoli sempre più simili alla versione finale, fino alla definitiva entrata in produzione del modello. Un complesso e importante lavoro di ingegneria, che però finisce sempre allo stesso modo: appena pronto il primo esemplare funzionante Andrea ci salta in groppa e se ne va a smanettare come tutti noi, peggio di noi. Peggio nel senso buono, ovviamente. Perché Andrea la moto - anzi, le moto - le guida sul serio.

 

SI VA IN CIRCUITO: FUTA, MUGELLO...

Se abitate dalle parti di San Lazzaro e siete fortunati magari lo incontrate che ne va a spasso (spedito) per la Futa in sella a una delle ultime Ducati. Difficile che sia un prototipo ancora da svelare, quelli si provano in luoghi sicuri, a porte chiuse. Ma aguzzate la vista: è facile che non si tratti di una moto di serie al 100%, ma di un laboratorio viaggiante sul quale è montato qualche nuovo pezzo da testare. Andrea, insomma, non è solo un grande tecnico, ma è anche un grande appassionato. E da grande appassionato ama tutte le moto; ovviamente ha un debole per le Ducati, ma non ha i paraocchi. Parlare con lui di moto è come discutere con un nostro caro ed esperto amico.

 

SONO TUTTI UGUALI

Andrea è un degno rappresentante del nostro magnifico universo motociclistico, ma nell'ambiente esistono centinaia di personaggi super-appassionati come lui, come noi. Sono motociclisti puri, pronti a saltare in sella su qualsiasi moto per delle buone smanettate e mettersi poi a discutere animatamente di questo o di quell'altro modello. A volte elogiando, trascinati dalla foga della discussione, la moto di una casa concorrente.

 

RAGIONE E SENTIMENTO

Questo l'abbiamo verificato anni fa, nel settembre del 1999 (Super Wheels numero 36), quando abbiamo organizzato una comparativa atipica, invitando personaggi illustri delle varie aziende motociclistiche a scambiarsi le moto tra loro. Oltre ad Andrea Forni in pista c'erano - tra  gli altri -, Leo mercanti e Mariano Roman (direttore generale e direttore tecnico Aprilia), Francesco Medici (direttore tecnico Bimota) e Carlo Talamo (importatore Triumph); i ruoli tra parentesi sono riferiti all'epoca della prova.

In pista abbiamo vissuto dei bei momenti, vedendo impegnati in piega questi alti dirigenti, ma quelli davvero memorabili li abbiamo vissuti ai box. Dopo i primi comprensibili istanti di aziendale imbarazzo gli animi motociclistici hanno scaldato l'atmosfera, e i "ragazzi" si sono lasciati andare a critiche e complimenti reciproci, puri e sanguigni motociclistici commenti. Più passione di questa...

 

TUTTO VERO

Volete vedere come guida il nostro Direttore Tecnico Veicolo, la persona che fa nascere le Ducati di oggi? Guardate il video, che documenta due giri in pista con Andrea.

 

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