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Diecimila giri di godimento

Una adventure, anche se sport, deve essere a due cilindri. Prima di guidare la XR pensavo così, poi l'ho guidata e non ho cambiato idea. Infatti qui di adventure c'è davvero pochino, ma non importa, va benissimo così. Proprio grazie (anche) al 4 cilindri - di Aldo Ballerini

Diecimila giri di godimento

Al Salone non l'avevo considerata. Secondo me - ho pensato - l'hanno fatta perché avevano il motore della R bell'e pronto, il telaio più o meno è quello, ci hanno messo le sospensioni lunghe, un po' più di carena presa dalla RR e via. Non mi sono nemmeno seduto, se una moto ti interessa è una cosa che fai sempre. 

 

Fosse stata una bicilindrica a V, ecco, mi sarei incuriosito subito, ma per me un quattro cilindri in linea - motore spettacolare - lo vedo, vedevo, su una stradale, non su una adventure. E questo più o meno on-off che sia, lo sterrato non importa, tanto nelle mulattiere con oltre 220 kg e 160 CV chi ci va?) Parlo del concetto, dello stile. Anche tre cilindri mi sembrano troppi, ma questa è solo una mia idea. La XR mi ha fatto tornare in mente la Yamaha FZT 750 Ténéré che Jean Claude Olivier fece per la Dakar, idea fantastica, un mostro affascinante. Ma non ha funzionato. Questa, invece, funziona.

 

A leggere che è copiata dalla Ducati mi è venuta la nausea - basta, pietà, ho capito. È vero, i volumi sono quelli, ma la linea è 100% BMW. Se la metti di fianco alle altre S si vede subito. Il segmento, invece, è nato con la Multistrada, la prima maxi "enduro" 99,9% strada ad essere equipaggiata con il motore di una SBK. Moto sportiva + moto turistica + sospensioni lunghe +  posizione in sella comoda, un concetto, che funziona benissimo. Viaggi da dio, anche in coppia con i bagagli, se vuoi guidi sportivissimo, e non è da buttare nemmeno qualche turno in pista. 160 CV, mica bruscolini. Non è che sia un'invenzione di oggi, perché le sport-touring ci sono da sempre, da quando hanno messo una carenatura alla classica moto anni '70. C'è però un dettaglio importante: le più recenti, dico quelle in stile fine anni '90 e post, sono scomodissime. Le sport-adventure invece sono comodissime. 

 

Ricapitolando: posizione di guida da grande relax, in sella c'è spazio per tutti, luce a terra abbondante, motore capace di riprendere in sesta, in salita, da poco più di mille giri e di allungare fino a oltre undicimila e passa. Tiro ai medi. Botta in alto. Ciclistica confortevole che se vuoi si trasforma in sportiva premendo un bottone (optional). Dinamica, freni e gomme da superbike (stradale, ovvio). Cosa chiedere di più?

 

Il percorso di prova è tracciato nei dintorni di Barcellona; dopo dieci minuti siamo già su strade fantastiche, una curva dietro l'altra, asfalto bellissimo, insomma tipo una pista. Abbiamo fatto duecento chilometri tutti così, senza respiro. Per fortuna i rettilinei erano brevi. Per fortuna perché con la XR metti dentro tre marce mentre ti gratti il culo e sei già a centosessanta senza nemmeno accorgerti. Ma questo è un problema di tutte le maxi con tanti CV.

 

Mentre sei lì che stacchi, pieghi, spalanchi, ristacchi, ripieghi, rispalanchi, ti chiedi: "Adventure maddeche? Questa è una supersportivona col manubrio alto, ecco". Tra una curva e l'altra se sei verso i seimila giri ti lancia come una fionda, in frenata picchia e punta dentro, in appoggio puoi piegare fino ad arrivare alle pedane che non ti succede niente, in uscita puoi aprire quanto vuoi. Con il controllo di trazione, con queste gomme e con questo asfalto. 

 

Il Rain dovrebbe essere il mode buonin-buonino da usare quando la situazione è proprio brutta e dici "oddio, faccio i sessanta! sto rischiando troppo". Ma alla fine anche in Rain si fila come dei razzi: ok, il gas si apre più dolce, ma ci sono sempre "solo" 148 CV, che quando arrivano arrivano, e si cammina forte. In Road i CV sono 160 e il resto è una via di mezzo; in Dynamic ci sono le sospensioni più rigide, e il controllo di trazione, di impennata e l'ABS sono meno severi. Per andare ancor più forte (non ci hanno detto dove, al Mugello?) e far diventare ancor meno invasivi il traction, l'ABS e l'antiwheeling, occorre la chiavetta speciale da mettere sotto la sella. Insomma, per togliere le tre cose che nell'immaginario del motociclista coatto impediscono il divertimento occorre comprare un accessorio. Ma non potevano mettercelo di serie? 

 

Allora, alla presentazione 'sto coso per divertirci non ce l'hanno dato, perché secondo loro "...si usa solo in condizioni perfette, ottimo asfalto, gomme e testa a posto". Noi abbiamo fatto notare che queste tre cose più o meno le avevamo. Ma siccome quelli della BMW sono tedeschi, e si sa, con loro non si sgarra, il gioco non ce l'hanno dato. Ma siccome noi siamo italiani premi e ripremi i pulsantini dell'ABS abbiamo trovato il modo di escludere tutte e tre queste cose facendoci il Dynamic Pro all'italiana, che sarebbe motore full power, sospensioni dure e niente controlli. Amen.

 

Ok, l'ho detta a mo' di battuta, ma davvero ho guidato escludendo tutto, e con grande sicurezza, grazie alle doti atletiche e la bella erogazione della XR. Senza ABS devi solo evitare di dare la manata da corna del toro del luna park, perché tra ciclistica e gomme la pinzatone decisa ci sta, il davanti lo tiene bene, dietro pattina senza saltellare. E anche senza traction puoi aprire senza pensare troppo, perché la spinta è progressiva e fino a queste potenze te la cavi; il problema arriva quando ci si avvicina ai 200 CV. Quindi, dicevo, tutto facile anche senza angelo custode elettronico. Ma ripeto: con questo asfalto e con queste gomme. Già con l'asfalto viscido o se ti attraversa un cerbiatto (c'è successo), la questione cambia. 

 

Alla fine del giro ho capito questa XR. Se la guardi e leggi com'è fatta forse un'idea te la fai, ma per capire di cosa stiamo parlando devi provarla. Il quattro cilindri ci sta, eccome. E poi con questa moto ci fai tutto, e tutto alla grande: dal passeggio ai venti all'ora con la morosa alla smanettata sui passi in mezzo agli assatanati con le supersportive. E in questo caso non solo sei meccanicamente alla pari, ma sei anche molto più comodo.

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